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Si sta finalmente percorrendo con decisione la strada verso la prima norma italiana sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni. Il gruppo di lavoro UNI CT 033/GL 05, coordinato da Alberto Pavan, sta lavorando alacremente per porre le basi normative affinché l’intera filiera possa tra qualche tempo assorbire, senza forti ripercussioni, le prossime innovazioni in tema di Building Information Model, Modelling e Management (BIM) attualmente in discussione sui tavoli comunitari e internazionali. Dopo Londra, Berlino e Milano il tavolo ISO/TC 59/ SC 13/WG 13 si è riunito ad Oslo per proseguire la definizione del cammino della nuova ISO 19650 (parti 1, 2 e 3), sull’Information Management, che andrà a consolidare, riscrivendola attraverso una strutturazione più solida, la BSI PAS 1192 (parti 2 e 3), divenuta nella prassi la norma BIM più richiamata e di riferimento negli appalti pubblici e privati internazionali. Parallelamente, a Bruxelles, il 16 settembre scorso si è finalmente insediato anche l’omologo tavolo comunitario al CEN, Commissione tecnica TC/442 “Building Information Modeling”, con una partecipazione attiva di oltre 40 delegati provenienti da paesi di tutta Europa. La prima decisione assunta dal tavolo è stata l’adozione, a livello comunitario, di alcune norme di settore già disponibili in ambito ISO internazionale: • ISO 16739:2013 Industry Foundation Classes (IFC); • ISO 29481-1 Building Information Modelling Information Delivery Manual, Part1 Methodology and Format, Part2 Interaction Framework (IDM); • ISO 12006 Building Construction Organisation of Information about Construction Works-Part3 Framework for object oriented information (IFD). Verranno costituite 4 gruppi di lavoro che andranno a lavorare su temi fondamentali come le librerie e le banche dati, gli standard informatici, la trasmissione e l’archiviazione dei dati, la proprietà intellettuale, ecc. A livello nazionale esistono sull’argomento la tedesca DIN SPEC 91400, la francese AFNOR PR XP P07-150, oltre alla britannica parte 4 della già richiamata BSI PAS 1192. Mentre si attende, ancora per poco (2016), di conoscere come verrà localmente introdotto il comma 4, art. 22, della direttiva europea sugli appalti. La partita della digitalizzazione del settore delle costruzioni, cui il Governo inglese affida una prospettiva di incremento delle proprie esportazioni di settore pari almeno al 50%, vede tutti i paesi più importanti e nostri reali competitor, tutti interessati alla collaborazione ma nessuno disponibile a restare indietro o a partire in posizione di sfavore in un mercato che si prospetta ancora stabile in Europa ma in forte ripresa nel resto del mondo (+ 70% della produzione al 2025, 2 miliardi di nuovi abitanti nelle metropoli emergenti internazionali). I nodi attualmente allo studio del tavolo italiano sono rivolti alla definizione puntuale di elementi fondamentali per il passaggio dalla gestione tradizionale dei processi a quella digitale: • il Modello; • il Capitolato Informativo (CI); • l’Offerta per la Gestione Informativa (oGI); • il Piano per la Gestione Informativa (pGI); • l’Ambiente Digitale di Condivisione dei Dati; • il Livello di Dettaglio degli Oggetti • il Livello di Dettaglio dei Modelli. Tra questi elementi, inoltre, non va sottovalutata la necessità di definire anche i nuovi ruoli che si affacciano e sempre più si affacceranno a questo nuovo mercato emergente: • il gestore delle informazioni (BIM manger); • il coordinatore della informazioni (BIM coordinator); • il modellatore delle informazioni (BIM modeller). Al tavolo normativo si è inoltre sottolineato come affinché il processo venga riformato in senso digitale è inoltre necessario riformare il processo stesso. Il processo informativo delle costruzioni è la sequenza strutturata di stadi e fasi che riguardano la produzione e la gestione dei contenuti informativi relativi all’intero ciclo di vita di un’opera. Il processo informativo delle costruzioni è un processo ciclico, a partire dall’espressione dei bisogni del committente sino al termine della vita utile dell’opera o sino ad una sua non più adeguata rispondenza ai mutati requisiti funzionali, tecnologici, o economici (demolizione del manufatto e ritorno al bene terra o demolizione e ricostruzione in un nuovo manufatto, oppure ancora riconversione del manufatto esistente in altro). Il processo informativo delle costruzioni può essere schematizzato secondo una struttura gerarchica costituita da quattro stadi che a loro volta si articolano in otto fasi, come indicato nello schema seguente. In ultimo, il tavolo sta procedendo anche nella precisazione delle entità costituenti il processo informativo relativo ad un’opera del settore delle costruzioni, interessano sia gli aspetti intangibili di natura processuale o spaziale, sia quelli tangibili relativi al prodotto risultante (edificio o infrastruttura) e al contesto in cui esso si insedia. Ai fini della gestione digitale del processo delle costruzioni si rende pertanto necessaria anche la definizione di una scomposizione informativa dell’opera in: • processo: contenuti informativi relativi alle attività, ai mezzi e le attrezzature e alle risorse umane associati alla ideazione, realizzazione, gestione e manutenzione dell’opera; • sito: contenuti informativi relativi al territorio, all’ambiente e agli aspetti paesaggistico-naturali associati al sedime dell’opera; • edificio/infrastruttura: contenuti informativi relativi ai manufatti costituenti l’opera quali componenti tecnologiche costruttive e impiantistiche. Alberto Pavan Coordinatore GL UNI Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia Tratto dal DOSSIER UNI Il settore delle costruzioni verso un futuro in rilancio BIM negli appalti pubblici e privati internazionali 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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