Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Prodotti di alta qualità, flessibilità, investimenti in ricerca e tecnologia, specializzazione: sono questi gli strumenti su cui devono investire le aziende del settore prima lavorazione e costruzioni in legno per affrontare la crisi economica. Il calo del 10% degli ordinativi registrato negli ultimi mesi, infatti, spinge Assolegno di Federlegno-Arredo a riflettere sugli strumenti che le aziende devono adottare per far fronte alla situazione attuale di crisi economica.“Il settore entra in questo particolare momento economico in buone condizioni – spiega Paolo Ninatti, presidente di Assolegno, a margine del Convegno Nazionale del Legno, organizzato da Assolegno e tenutosi il 7/8 novembre alla presenza di circa 140 partecipanti. Viene infatti da anni di crescita ed è composto da aziende di grande esperienza, molte delle quali storiche, che sapranno attraversare un momento difficile come quello che si sta prefigurando per i prossimi mesi ”.Senza dubbio il settore si presenta oggi in una situazione singolare. Come sottolineato nel corso del convegno da Pierre M. Desclos, P-M- Forest Products Consultans, il panorama delle segherie europee appare problematico, con un’industria frazionata in cui la maggior parte delle imprese ha piccole dimensioni, che soffre degli alti prezzi e di problemi di approvvigionamento e che attraversa un periodo di sovrapproduzione. A ciò si aggiunga anche un altro fattore negativo, ossia il mercato dell’edilizia che continua a indebolirsi. Secondo l’analisi del prof. Desclos, la crisi attuale porterà nel breve periodo le aziende a diventare sempre meno numerose e sempre più grosse attraverso processi di integrazione, a diminuire la produzione e diversificare le esportazioni, conseguenza delle difficili situazioni dei mercati europei, americani e giapponesi.La ricerca elaborata dal prof. Paolo Gardino, Paolo Gardino Consulting Company, basata su un campione significativo di intervistati e presentata durante il Convegno Nazionale del Legno, evidenzia che gli elementi che faranno la differenza per le aziende del settore nel superamento della crisi saranno prima di tutto maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo, nuove iniziative di marketing e nuove modalità produttive di assetto organizzativo. “Alcune aziende italiane del settore si stanno già muovendo in questa direzione – commenta il presidente Ninatti – per far fronte in maniera proattiva al momento di difficoltà generale. L’antico motto dell’unione fa la forza sembra essere una soluzione vincente, come dimostrato nel corso della tavola rotonda del Convegno dell’8 novembre. Consorzi come Stile21, ad esempio, consentono alle aziende associate di investire in formazione, marketing e comunicazione condividendo i costi, per concentrarsi su un’offerta differenziata e flessibile, anche a livello internazionale”. “L’azienda Asiago Legnami – prosegue Paolo Ninatti – è un altro caso esemplare di come l’unione di poche aziende in un’unica più grande abbia consentito loro di non soccombere ai cambiamenti del mercato, e viceversa di presentarsi più forte e concorrenziale, con sinergie operative tali da consentire una crescita in sintonia con i modelli di sviluppo economico attuali. Piccole aziende, che sarebbero andate incontro a un declino certo, hanno unito le forze per realizzare una realtà importante che, tra l’altro, contribuisce al teleriscaldamento a biomasse del centro di Asiago”.Il settore legno guarda quindi con ottimismo al futuro, soprattutto in considerazione del fatto che, di fronte al crollo della finanza e delle economie fittizie, la fiducia torna all’economia reale, all’industria manifatturiera che può cogliere in questo momento di difficoltà generale l’opportunità di migliorare, di razionalizzare la propria produzione e le economie di scala, di specializzarsi nel proprio ruolo di realtà di nicchia con un’elevata qualità del prodotto.“La prima opportunità è offerta dall’Expo 2015 – conclude il presidente Ninatti – che con investimenti per 20 miliardi di euro e 70.000 nuovi posti di lavoro può rappresentare un’occasione importante per il comparto legno, non solo per sviluppare prodotti nuovi presentandosi al mercato in maniera innovativa, ma anche per promuovere in maniera più mirata l’uso del legno e i suoi evidenti vantaggi, soprattutto nell’ottica di sostenibilità e rispetto per l’ambiente da cui non si può più prescindere”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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