55% esteso alle porte, una proposta in Parlamento

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Non solo il Governo ha riconfermato la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con gli emendamenti al decreto anti-crisi. Ora il Parlamento prova a rilanciare e punta ad allargare la detrazione alle porte. L’idea è del senatore Antonio Paravia (Pdl), relatore del Ddl sullo sviluppo e internazionalizzazione delle imprese che ha un capitolo anche sull’energia.

Paravia ha depositato tra gli altri un emendamento in cui punta ad allargare l’agevolazione del 55% all’installazione di porte se garantiscono risparmio energetico. Un notevole passo in avanti rispetto alla normativa oggi vigente, che ammette il bonus fiscale solo se il portone di ingresso presenta le caratteristiche tecniche e costruttive degli infissi. Questo il parere espresso, normativa alla mano, dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 475/E del 9 dicembre 2008.

Tra i 500 emendamenti piovuti sul collegato alla Finanziaria 2009 che saranno votati in commissione lndustria al Senato c’è poi un vero e proprio pacchetto di norme per migliorare l’efficienza energetica. Oltre al 55% per le porte, Paravia propone – d’intesa con il Governo – cinque anni di bollo gratuito per i veicoli «su cui viene installato un sistema di alimentazione a Gpl o metano», e anche l’invio in una modalità che non prevede spese di spedizione delle bollette di luce e gas.

La soddisfazione di Finco
Sulla riconferma dell’incentivo per il risparmio energetico sugli immobili si registra la piena soddisfazione dell’indotto dell’edilizia. “Ci siamo battuti molto contro l’eliminazione dell’incentivo” – spiega Rossella Giavarini, presidente della Finco, la federazione che rappresenta le industrie di prodotti, impianti e servizi delle costruzioni – “perché sarebbe stato il colpo di grazia per un settore già duramente colpito dalla crisi”. “Ora – prosegue Giavarini – ci aspettiamo un ulteriore sviluppo anche grazie ai provvedimenti di semplificazione degli adempimenti per il bonus previsti dal decreto e che dovranno essere emanati dall’Agenzia delle Entrate”.

E proprio con l’agenzia delle Entrate Finco intende aprire subito un altro fronte: “È necessario ripensare all’esclusione dal bonus fiscale degli immobili non strumentali dei costruttori”, spiega il direttore di Finco, Angelo Artale. L’Agenzia, infatti, con una circolare del luglio scorso, ha ritenuto che gli immobili comprati dai costruttori e ristrutturati per essere rivenduti non possano fruire della detrazione. “Così non solo si danneggiano i costruttori ma si va contro il protocollo di Kyoto – aggiunge Artale – perché si elimina un incentivo a risparmiare l’emissione di C02».