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A cura di: Tommaso Tautonico 5.400 mq tra laboratori di ricerca, strutture didattiche e un centro dedicato all’innovazione. 35.000 mq di gallerie e sale espositive. 6.000 mq di teatri immersivi e sale cinema. Sono i numeri del nuovo Museo della scienza e della tecnologia di Shenzhen, in Cina, progettato dallo studio di architettura Zaha Hadid Architects. Caratterizzato da una forma allungata e una facciata vetrata, il nuovo museo si inserisce nell’ambiente circostante con la sua forma solida e sferica che richiama quella un’astronave rivolta verso il nuovo Science Park. Per promuovere l’innovazione e rendere Shenzhen una città leader nel campo delle nuove tecnologie, il museo collaborerà con industrie, università, scuole e centri di ricerca della Greater Bay Area. “La più grande area metropolitana al mondo, con quasi 100 milioni di persone” hanno dichiarato gli architetti di Zaha Hadid. Il museo a forma di astronave Forme arrotondate, affusolate e solide, avvolte da un sistema di pannelli in acciaio rendono il nuovo Museo simile ad un’astronave. L’edificio si estende verso il parco creando una serie dinamica di terrazze esterne che altro non sono che le estensioni delle gallerie interne che circondano l’imponente atrio centrale del museo. Queste terrazze creano su ogni piano una serie di spazi esterni con vista panoramica capaci di offrire ai visitatori luoghi di sosta durante la visita alle mostre. Inoltre, le terrazze sono progettate per proteggere la facciata a vetrata dell’atrio dalla luce solare diretta, migliorando il comfort dei visitatori che non rinunciano alla luce naturale e alla vista del paesaggio circostante. Per arrivare alla forma definitiva del Museo, gli architetti hanno sviluppato sofisticate simulazioni computerizzate, capaci di ottimizzare forma, posizione e dimensioni in risposta a radiazione solare, temperatura, umidità, venti dominanti, qualità dell’aria ed altre condizioni climatica che caratterizzano la città di Shenzhen. Scheletro d’acciaio L’intero edificio è racchiuso in un sistema di pannelli in acciaio inossidabile che crea un’intercapedine ventilata tra la facciata e le pareti esterne, riducendo l’esposizione diretta agli agenti atmosferici e alla radiazione solare. Questo sistema include un impianto fotovoltaico per la produzione in loco di energia che si estende fino al tetto. Il Museo di Scienza e tecnologia può vantare un altro record: è il primo progetto in Cina ad utilizzare la tecnologia INCO a doppio colore su larga scala. Questa tecnologia, come spiegato da Zaha Hadid Architects, produce sull’intera facciata un microstrato autopulente e autoprotettivo che prolunga il ciclo di vita stesso dell’acciaio rendendolo più resistente alle intemperie e alla corrosione, senza bisogno di verniciatura. La gradazione cromatica della facciata cambia dal blu intenso a diverse tonalità di grigio, creando profondità e complessità e richiamando al contempo il dinamismo dei corpi celesti in orbita nello spazio. ZHA ha spiegato che grazie alla progettazione passiva e alla gestione intelligente dei consumi, basata su sistemi ad alta efficienza, è possibile ridurre il consumo energetico del museo a 15,47 kgce/mq (chilogrammi di carbonio equivalente a metro quadro) all’anno, che si traduce in una riduzione delle emissioni a circa 125,89 kWh/mq all’anno. In questo modo il museo punta a raggiungere le tre stelle secondo lo standard cinese per la valutazione degli edifici ecosostenibili. Per ridurre il consumo idrico complessivo, il sistema di gestione idrica del museo utilizza il riciclo delle acque grigie oltre alla raccolta e allo stoccaggio dell’acqua piovana. Img by ZHA – Virgile Simon Bertrand Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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