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Il prossimo inverno, nel piccolo centro tirolese, l’albergo di famiglia Schlosshotel Fiss muterà aspetto grazie ai nuovi spazi rivolti a un pubblico più giovane. Il nuovo volume ipogeo dialoga con il paesaggio: grotte, crepacci e cavità tra le rocce diventano il principale riferimento concettuale per l’architettura e l’interior design A cura di: Pietro Mezzi Rendering, Aleksey Mokhov, NOA Indice degli argomenti Toggle La nuova architettura dello Schlosshotel FissParla la progettista Giulia PrevedelloLa luce elemento centrale del progettoLa materia come superficie espressivaGli interni dello Schlosshotel FissL’architettura nella cavità Schlosshotel Fiss è una rinomata struttura alberghiera della omonima località montana nel Tirolo orientale, conosciuta come destinazione sciistica invernale che per il turismo escursionistico estivo. La proprietà familiare, con lo studio di architettura e interior design NOA, ha avviato un percorso di rinnovamento e riposizionamento dell’albergo, secondo una strategia di lungo periodo. Il primo elemento del cambiamento riguarda gli spazi dedicati al pubblico più giovane: lo scorso dicembre è stata inaugurato il nuovo Kids Club, intervento di interior design e prima tappa del più ampio processo di trasformazione della struttura. Nell’aprile scorso è invece iniziato il cantiere di un progetto più articolato: una nuova area esperienziale rivolta ad un pubblico junior e teen, per la quale NOA ha curato sia l’architettura sia l’interior design. La nuova architettura dello Schlosshotel Fiss Il nuovo volume si inserisce nel giardino dell’hotel, con esposizione a sud-est e un linguaggio architettonico che può essere definito mimetico. Sullo sfondo si impone il panorama scenografico del Gruppo del Samnaun e – come spesso accade nell’approccio progettuale dello studio altoatesino – l’obiettivo è evitare una volumetria impattante e invasiva nel paesaggio alpino. L’aspetto del nuovo albergo nella stagione invernale – rendering, Aleksey Mokhov, NOA Parla la progettista Giulia Prevedello «Il primo passo del progetto è consistito nell’attento studio dei volumi e del loro rapporto con il paesaggio – spiega l’architetta Giulia Prevedello di NOA -. L’obiettivo era dialogare con il terreno naturale circostante e con i pendii che costituiscono le piste da sci in inverno, riducendo al contempo l’impatto di un nuovo intervento per un complesso alberghiero già importante. Per questo abbiamo scelto di sviluppare gran parte del programma in uno spazio ipogeo, articolato attorno a due principali fronti di accesso, fortemente integrati nel contesto». La luce elemento centrale del progetto L’idea progettuale si sviluppa ulteriormente attraverso un riferimento diretto ai paesaggi alpini e, in particolare, agli scenari nascosti del sottosuolo montano: grotte, crepacci e cavità tra le rocce diventano il principale riferimento concettuale sia per l’architettura sia per l’interior design. Rendering, Aleksey Mokhov, NOA Il volume, articolato su quattro livelli principali, a cui si aggiungono altri due livelli che costituiscono la torre dello scivolo, si fonda sul dialogo tra due elementi opposti: da un lato l’architettura materica della grotta, caratterizzata da spazi ipogei scavati nel terreno; dall’altro quella più leggera e luminosa dei due patii, ispirati alla forma dei cristalli di ghiaccio, che si innestano nel suolo convogliando la luce naturale all’interno dell’edificio. A livello concettuale, questi volumi cristallini sembrano conficcarsi nelle falde del terreno generando fenditure e crepacci, reinterpretati architettonicamente attraverso coperture vetrate. La luce rappresenta quindi uno degli elementi centrali del progetto: penetra negli spazi attraverso tagli profondi e raggi radenti, mentre i patii e le fratture del terreno, di notte, assumono una dimensione ancora più scenografica. La materia come superficie espressiva Dei due fronti principali, uno è rivolto verso l’hotel, l’altro verso le piste, con funzione ski-in e ski-out. Entrambe le facciate si presentano in calcestruzzo a vista color terra, in cui la materia non è semplicemente struttura portante, ma diventa superficie espressiva. L’impiego di matrici inserite nella casseratura permette di imprimere direttamente sul calcestruzzo una texture controllata e precisa. Una volta gettato il materiale e rimosse le casseforme, la superficie rivela un pattern netto, in cui la ripetizione modulare si combina con sottili variazioni di profondità, creando un effetto quasi tattile. Il risultato richiama l’immagine di una caverna che si apre al pubblico, invitando gli ospiti a entrare e scoprire un universo di avventure. «Il lavoro sulle due facciate si ispira alla struttura cristallina – continua Prevedello -. L’involucro è definito da pannelli prefabbricati in cemento con una maglia geometrica triangolare, che crea un disegno profondo capace di modulare luce e ombre durante il giorno. Questo linguaggio geometrico anticipa il principio progettuale sviluppato negli interni, dove viene meno la classica distinzione tra pareti, pavimento e soffitto. Lo spazio si percepisce come un’unica cavità scavata, un involucro continuo che accompagna l’ospite in un’esperienza immersiva». Questa configurazione architettonica consente di mantenere all’esterno una continuità visiva con il paesaggio naturale circostante. Il tetto dell’edificio diventa infatti una zona verde accessibile, modellata come prosecuzione dei pendii alpini e organizzata con diverse isole di gioco. Uno scivolo lungo 50 metri, uno scivolo per la discesa in coppia, una pista per Bobby Car e diversi percorsi con corde ampliano ulteriormente l’offerta di gioco outdoor. Gli interni dello Schlosshotel Fiss Gli interni si configurano come un paesaggio ipogeo, percepibile dall’esterno soltanto attraverso due torri emergenti e le aperture vetrate che incidono il terreno. All’interno, pareti e soffitti condividono le stesse tonalità cromatiche e texture materiche, rafforzando l’idea di trovarsi in un ambiente sotterraneo plasmato dalla natura. Sul soffitto si innestano moduli triangolari, realizzati in parte in intonaco con proprietà acustiche e in parte in pannelli di cemento stampati in 3D – rendering, Aleksey Mokhov, NOA Sul soffitto si innestano moduli triangolari, realizzati in parte in intonaco con proprietà acustiche e in parte in pannelli di cemento stampati in 3D. Questi elementi introducono una frattura geometrica nello spazio e, oltre alla funzione estetica, integrano i pannelli acustici e modulano la luce. Dei due patii, uno è aperto mentre l’altro è coperto da una struttura vetrata. Dei due patii, uno è aperto mentre l’altro è coperto da una struttura vetrata – rendering, Aleksey Mokhov, NOA Il programma funzionale prevede diversi spazi dedicati all’intrattenimento, digitale e analogico, una Ninja Parkour e una Climbing Area, oltre a una Kids Academy incentrata sul tema della creatività. Al piano -1 si trovano uno shop e un deposito sci, direttamente collegati allo ski-in e ski-out, che garantisce accesso diretto alla pista. Al piano -1 si trovano uno shop e un deposito sci, direttamente collegati allo ski-in/ski-out – rendering, Aleksey Mokhov, NOA È però lo spazio esperienziale centrale, sviluppato a doppia altezza con ponti sospesi e pareti attrezzate, a costituire il cuore ludico e il punto focale del progetto. «Il concept degli interni ruota attorno al passaggio verticale tra ambienti diversi: attraversando i livelli del nuovo edificio, l’ospite sperimenta la transizione da un mondo sotterraneo verso l’esterno – spiega l’interior designer Alin Messner -. Il piano -1 è essenziale e materico, simile a una caverna scavata nella pietra, mentre i patii a livello del terreno preannunciano la relazione con l’esterno. Ai livelli superiori, l’esperienza assume una dimensione quasi sospesa, in netto contrasto con la solidità e la densità del piano inferiore». Nei livelli più profondi dominano pietra, metallo, vetro e tessuti blu (rendering, Aleksey Mokhov, NOA) Anche la materialità evolve progressivamente lungo il percorso verticale dell’edificio. Nei livelli più profondi dominano pietra, metallo, vetro e tessuti blu, mentre salendo verso gli ambienti più vicini all’esterno compaiono legno, tonalità verdi e materiali tessili più caldi. Nella Kids Academy, la palette si declina in toni verde bosco e inserti ceramici in terracotta, mentre il parquet, organizzato come una scacchiera in legno con anelli a rilievo, definisce un motivo grafico distintivo. L’architettura nella cavità Il tema della salita accompagna costantemente l’esperienza degli interni. Doppie e triple altezze, sedute a gradoni che risalgono le pareti e strutture leggere conducono naturalmente l’ospite a muoversi tra i livelli con fluidità. Spazi all’aperto e ipogei del nuovo albergo – rendering, Aleksey Mokhov, NOA L’architettura sembra originarsi da una cavità profonda e primordiale, successivamente modellata dal team di interior designer attraverso interventi delicati e leggeri, senza mai compromettere la sensazione di apertura e profondità spaziale. La pianta del nuovo volume (credits, NOA) Scheda progetto Schlosshotel Fiss Località: Fiss, Tirolo, Austria Committente: Simone Domenig Progetto architettonico: NOA Interior Design: NOA Stato dei lavori: cantiere Volumetria: 9.730 mc Superficie: 2.340 mq Rendering: Aleksey Mokhov, NOA Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto