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A cura di: Pierpaolo Molinengo Sono molti i bonus tagliati dall’ultima Legge di Bilancio. Tra quelli completamente cassati, però, non rientra quello relativo alla Tari. Stiamo parlando, in estrema sintesi, dell’agevolazione economica prevista per le famiglie in difficoltà economica che determina una riduzione della spesa per i rifiuti. Il bonus Tari continuerà a rimanere in vigore per tutto il 2024 e sarà riservato ai nuclei familiari con un Isee basso. È necessario sottolineare, però, che la normativa generalmente provvede a fissare dei requisiti generali per poter accedere alle varie agevolazioni. Per quella relativa ai rifiuti, però, lo sconto non viene determinato a priori e non è uguale in tutta Italia. Ogni singola amministrazione comunale ha la possibilità di definire in maniera autonoma l’agevolazione. Il bonus Tari risponde ad un’esigenza ben precisa. Quella di tutelare i nuclei familiari che hanno dei problemi economici e che devono, ad ogni modo, versare questa tassa, che diventa sempre più cara. Mediamente, nel 2022, ogni famiglia è arrivata a pagare 325 euro. I costi maggiori sono stati registrati a: Pisa: 519 euro; Brindisi: 518 euro; Genova: 489 euro. Le città più economiche, sempre nel 2022, sono risultate essere: Belluno: 169 euro; Novara: 174 euro. Quali sono i requisiti per accedere al bonus Tari Il bonus Tari, a differenza delle altre agevolazioni previste dalla normativa per le quali è necessario presentare un’apposita domanda, viene erogato in maniera automatica. Vi possono accedere le famiglie che siano in possesso di determinati requisiti, i quali si basano sulle fasce di reddito. La modalità di erogazione di questa agevolazione, in estrema sintesi, risulta essere la stessa del bonus idrico e di quelli che vengono applicati alle bollette della luce e del gas. Le famiglie interessate devono premunirsi solo di avere un Isee aggiornato: questo, infatti, costituisce il parametro reddituale sulla base del quale viene attivata la misura. Per poter godere del bonus Tari, i diretti interessati devono essere in possesso dei seguenti requisiti: appartenere ad un nucleo familiare con un Isee inferiore a 8.265 euro; nel caso in cui le famiglie siano numerose il limite economico sale a 20.000 euro. La precisazione A questo punto è necessario fare una precisazione. Abbiamo parlato di requisiti, ma questi devono essere intesi in senso generale. È opportuno ricordare, infatti, che la Tari è un tributo locale: l’applicazione dello sconto e la sua gestione vengono gestiti in maniera autonoma dai singoli comuni. Questi provvedono a decidere le tariffe e le eventuali ipotesi di sconto. In alcuni casi gli sconti possono essere anche sostanziali: possono arrivare fino alla totale esclusione del pagamento. Atri comuni, invece, possono decidere di applicare dei bonus meno incisivi. Per conoscere quale sia la politica adottata dal proprio comune è necessario far riferimento al suo portale istituzionale. È possibile, inoltre, riuscire ad ottenere uno sconto sulla Tari nel caso in cui si riesca a dimostrare il mancato servizio. Questo avviene quando la raccolta dei rifiuti risulta essere carente, discontinua o quando per lunghi periodi non viene effettuata. Tari: il pagamento rateizzato I contribuenti non hanno solo la possibilità di accedere al bonus Tari e versare in maniera ridotta la tassa. Ma possono effettuare il pagamento della stessa in maniera rateizzata. Quanto l’importo minimo risulta essere pari a 100 euro, è possibile il pagamento a rate, nel caso in cui si sia in possesso di alcuni requisiti previsti dalla legge. Tra questi rientra anche quello di essere beneficiari del bonus sociale sulle bollette di acqua, luce e gas. È possibile versare ratealmente la Tari nel caso in cui ci si dovesse trovare in determinate condizioni economiche particolari. I criteri vengono fissati direttamente dal Comune di appartenenza. Si può accedere a questa agevolazione anche quando l’importo da versare è superiore del 30% rispetto al valore medio dei due anni precedenti. I singoli comuni, poi, hanno la possibilità di estendere la rateizzazione a tutti i contribuenti. Come effettuare i pagamenti Indipendentemente dal fatto che i diretti interessati stiano beneficiando del bonus o meno, le modalità attraverso le quali si paga la Tari non cambiano. Le amministrazioni comunali inviano per posta una comunicazione ai residenti, nella quale sono contenuti gli importi del tributo e i canali da utilizzare per effettuare il pagamento. I principali sistemi che vengono utilizzati sono: il modello F24; il MAV; il bollettino postale. Gli importi contengono già gli sconti previsti dal bonus. Le stesse modalità di pagamento devono essere utilizzate per beneficiare della rateizzazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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