Bonus barriere architettoniche, la detrazione si può trasferire agli eredi?

Cosa succede alla detrazione bonus barriere architettoniche in caso di vendita o donazione dell’immobile e dopo la morte del beneficiario? Le regole dell’Agenzia delle Entrate. 

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Bonus barriere architettoniche, la detrazione si può trasferire agli eredi?

Nel sistema delle agevolazioni edilizie vale una regola di base spesso poco conosciuta: alla morte del beneficiario, le detrazioni fiscali non ancora fruite possono essere trasferite agli eredi. Ma c’è una condizione da rispettare: la detrazione si trasferisce solo se questi mantengono la detenzione materiale e diretta dell’immobile.
Questo principio, chiarito più volte dall’Agenzia delle Entrate, non si applica però in modo uniforme a tutti i bonus edilizi, il Bonus barriere architettoniche fa eccezione. Ciò vuol dire che, in caso di successione ereditaria, le detrazioni non fruite non si trasferiscono agli eredi.

Bonus barriere architettoniche: come funziona e novità 2026

Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche è stato introdotto nel 2022 e confermato fino al 31 dicembre 2025; consiste nella detrazione Irpef del 75% delle spese sostenute, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo. L’agevolazione riguarda esclusivamente edifici esistenti e interventi mirati al miglioramento dell’accessibilità, come ascensori, rampe, servoscala e piattaforme elevatrici.

La disciplina di riferimento resta quella definita dalla Legge di Bilancio e dai successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, con limiti di spesa variabili in base alla tipologia dell’edificio. Dal 2023 non è più ammessa la cessione del credito né lo sconto in fattura e l’accesso al bonus richiede obbligatoriamente una asseverazione tecnica.

Per il 2026 il bonus barriere architettoniche è stato inglobato dal Bonus Ristrutturazioni, prevedendo una detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per la seconda. 

Bonus barriere architettoniche, la detrazione è trasferibile agli eredi?

Uno dei nodi più delicati riguarda la successione ereditaria. A differenza di altri incentivi edilizi, il Bonus barriere architettoniche non è trasferibile agli eredi. In caso di morte del beneficiario, la detrazione residua non ancora utilizzata si perde definitivamente, anche se l’immobile viene ereditato da familiari diretti.

Questo orientamento è stato ribadito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 17/E del 26 giugno 2023, che chiarisce come, in assenza di una previsione normativa specifica, la detrazione non utilizzata non possa essere trasferita agli eredi.

Di conseguenza, chi si chiede se gli eredi possono continuare la detrazione delle barriere architettoniche deve sapere che la risposta, allo stato attuale, è negativa.

Immobile ereditato e Bonus barriere architettoniche: perché non passa agli eredi

Anche nel caso in cui l’erede diventi pieno proprietario dell’immobile e lo utilizzi come abitazione principale, la detrazione Bonus barriere architettoniche in successione ereditaria non è riconosciuta.
Il legislatore ha infatti configurato questa agevolazione come strettamente personale, legata al soggetto che sostiene la spesa, e non al bene in sé.

Questo significa che il bonus 75% barriere architettoniche per eredi proprietari non è ammesso, nemmeno in presenza di disabilità o di continuità nell’utilizzo dell’immobile.

Che succede in caso di compravendita o donazione

Il quadro muta radicalmente nel caso di compravendita o donazione dell’immobile. In queste ipotesi, la normativa consente al beneficiario originario di continuare a detrarre le quote residue del Bonus barriere architettoniche anche dopo la cessione dell’immobile, purché sia stato lui a sostenere le spese.

In alternativa, le parti possono stabilire nell’atto notarile che la detrazione residua venga trasferita all’acquirente o al donatario. È un passaggio formale essenziale, perché in assenza di una specifica clausola la detrazione resta in capo a chi ha effettuato i lavori.

Bonus edilizi trasferibili agli eredi: le differenze con ristrutturazioni ed Ecobonus

Il divieto di trasferimento agli eredi non si estende agli altri principali bonus edilizi. La detrazione per ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Superbonus seguono una disciplina diversa: in caso di decesso, le quote residue possono essere ereditate, ma solo dall’erede che mantiene la disponibilità materiale dell’immobile e lo utilizza direttamente.

Anche in questi casi, però, la detrazione si perde se l’immobile viene locato o se su di esso insiste un diritto reale di godimento, come l’usufrutto, intestato a un soggetto diverso dall’erede.

Le alternative al Bonus barriere architettoniche

Con la scadenza definitiva del Bonus barriere Architettoniche al 31 dicembre 2025, dal 2026 resta attivo il bonus Ristrutturazione, disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR, che consente di agevolare anche interventi finalizzati al miglioramento dell’accessibilità degli edifici.

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato l’aliquota maggiorata per le abitazioni principali, rendendo questo incentivo l’unica strada percorribile per chi intende eseguire lavori simili negli anni successivi, con una disciplina più stabile anche sotto il profilo successorio. Le aliquote sono le seguenti:

  • il 50% per interventi sulla prima casa
  • il 36% per le altre abitazioni

In entrambi i casi il tetto di spesa è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. L’aliquota, invece, scenderà al 30% per le seconde case a partire dal 2027.

FAQ: Bonus barriere architettoniche, la detrazione si può trasferire agli eredi

In quali casi gli eredi possono usufruire della detrazione residua?

Nel caso del Bonus barriere Architettoniche, la regola generale è che la detrazione non si trasmette agli eredi. L’Agenzia delle Entrate ha più volte chiarito che, alla morte del beneficiario che ha sostenuto le spese, le quote residue non ancora utilizzate si perdono, a differenza di quanto avviene per altri bonus edilizi. La normativa ammette solo un’ipotesi residuale e molto limitata: la detrazione può proseguire esclusivamente se l’erede era già titolare della detenzione materiale e diretta dell’immobile e ha sostenuto direttamente le spese, oppure se le spese sono state sostenute nell’anno del decesso e l’erede mantiene tale detenzione.

Il Bonus barriere architettoniche è diverso dagli altri bonus edilizi per il trasferimento agli eredi?

Il Bonus barriere architettoniche è un’eccezione nel panorama delle agevolazioni edilizie, perché non prevede il trasferimento della detrazione agli eredi in caso di decesso del contribuente che ha sostenuto le spese. Le quote residue non ancora fruite si estinguono e non possono essere recuperate dagli eredi, anche se questi subentrano nella proprietà dell’immobile.

Cosa succede alla detrazione se l’immobile viene venduto dagli eredi?

A differenza del bonus Ristrutturazioni o dell’Ecobonus, l’erede non può subentrare automaticamente nelle detrazioni del Bonus per eliminazione delle barriere architettoniche. Fanno eccezione solo casi molto limitati, in cui l’erede abbia già la detenzione materiale e diretta dell’immobile e le spese siano state sostenute nell’anno del decesso, circostanza che nella pratica è rara.

Inoltre, se l’immobile viene successivamente venduto dagli eredi, le quote residue non si trasferiscono all’acquirente, ma restano legate al soggetto che aveva diritto alla detrazione.

La detrazione passa automaticamente agli eredi o serve una comunicazione?

Il Bonus barriere architettoniche con detrazione al 75% segue una disciplina più restrittiva rispetto ad altri incentivi edilizi: in linea generale, le quote residue non utilizzate si estinguono con il decesso del contribuente che ha sostenuto le spese.

La detrazione non è automaticamente trasferibile agli eredi; l’unica ipotesi in cui l’erede può subentrare riguarda i casi in cui questi abbia già la detenzione materiale e diretta dell’immobile e continui a rispettare tale requisito anche dopo il decesso, circostanza piuttosto limitata nella pratica.
In assenza di questa condizione, le rate residue vanno perse e non possono essere recuperate né dagli eredi né da eventuali acquirenti dell’immobile.

Gli eredi devono avere la residenza nell’immobile?

Gli eredi non sono obbligati a trasferire la residenza nell’immobile ereditato, poiché il diritto successorio consente l’utilizzo del bene secondo le regole della comproprietà, nel rispetto della destinazione d’uso e dei diritti degli altri coeredi.

La residenza diventa rilevante solo in specifici casi fiscali, come per mantenere o ottenere le agevolazioni “prima casa”.

È possibile trasferire il Bonus barriere architettoniche tramite cessione del credito?

Il Bonus barriere Architettoniche consente ancora la cessione del credito solo per le spese sostenute entro il 30 marzo 2024, nel rispetto delle deroghe transitorie previste dalla normativa. Per gli interventi avviati o pagati successivamente, questa possibilità è di fatto bloccata, salvo rare eccezioni riservate a soggetti specifici come IACP o ONLUS e a lavori già formalmente iniziati.

Quali documenti servono agli eredi per continuare a detrarre il bonus?

Per continuare a detrarre i bonus edilizi, gli eredi devono conservare fatture, bonifici e permessi del defunto e indicare le quote residue nella propria dichiarazione dei redditi, specificando che derivano dall’eredità, allegando il codice fiscale del beneficiario originario e la dichiarazione di successione.

Il decesso del beneficiario fa decadere il Bonus barriere architettoniche?

Il decesso del beneficiario interrompe il diritto alle rate residue del Bonus barriere architettoniche: a differenza di altri bonus edilizi, la detrazione non si trasferisce agli eredi, come confermato dall’Agenzia delle Entrate.


6/12/2023

Requisiti, scadenza e spese ammesse nel bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche

L’ultima Legge di bilancio ha confermato il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche fino al 2025 lasciando invariata l’aliquota agevolabile; chi esegue interventi per adeguare un appartamento privato o un condominio può richiedere la detrazione fiscale del 75% sull’Irpef da ripartire in 5 anni.

Il bonus si estende ai lavori eseguiti tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 su edifici esistenti, fino a un importo massimo che va dai 30.000 ai 50.000 euro, a seconda dell’edificio su cui sono eseguiti i lavori.

Tra gli interventi agevolati dal bonus ci sono:

  • installazione/sostituzione di ascensori, montacarichi ed elevatori esterni
  • la sostituzione di gradini con rampe di accesso
  • la realizzazione di strumenti che favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave
  • gli interventi di automazione degli impianti funzionali ad abbattere le barriere architettoniche
  • le spese di smaltimento e bonifica dei materiali

I beneficiari del bonus barriere architettoniche sono persone fisiche (compresi gli esercenti di arti e professioni), gli enti privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito d’impresa.

Si ricorda che per il bonus barriere architettoniche, oltre alla detrazione nella Dichiarazione dei redditi, è ancora possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

 


Articolo aggiornato, prima pubblicazione 6/12/2023

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