Il colore in architettura: come facciate e interni influenzano comfort e percezione degli spazi 25/08/2026
II edizione del Forum Agrivoltaico di Legambiente: le rinnovabili che fanno bene al territorio italiano 20/08/2026
Il trullo pugliese: storia, arte, tecnica e bioclimatica della costruzione in pietra a secco 11/08/2026
A Roma il Cinema Fiamma, storica sala cinematografica torna a essere il cuore culturale e creativo di via Bissolati. L’intervento dello studio internazionale ridà vita a un nuovo epicentro culturale: aperto, accessibile e profondamente radicato nella storia del cinema e nel tessuto urbano. La riapertura prevista tra un anno e mezzo. A cura di: Pietro Mezzi Vista dall’alto delle vie Bissolati e Barberini (©credits, Alvisi Kirimoto) Indice degli argomenti Toggle Preservare e rinnovareL’architettura internaIl parere del progettista Massimo AlvisiUn sistema di relazioni Non è solo la riapertura di una sala, ma il ritorno di un’idea: quella di un cinema che si fa piazza. Lo storico Cinema Fiamma di via Bissolati a Roma si prepara a riaccendere le luci, trasformandosi in un innovativo hub culturale di circa tremila metri quadrati di superficie. Il progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione del cinema e dell’ex complesso Opengate, porta la firma dello studio internazionale Alvisi Kirimoto. Grazie all’acquisto del Gruppo Caroli, che ne ha affidato la gestione e direzione artistica a Fabia Bettini e Gianluca Giannelli dell’Associazione Culturale PlaytownRoma, da oltre vent’anni impegnati nella promozione del cinema e dell’audiovisivo con Alice nella Città, l’intervento darà vita a un nuovo epicentro culturale: aperto, accessibile e radicato nella storia del cinema e nel tessuto urbano. Preservare e rinnovare Oggi la visione del cinema che si fa piazza viene riletta e riattivata, ristabilendo una connessione tra i diversi livelli e trasformando il Cinema Fiamma e l’ex Opengate in un sistema aperto, permeabile e dinamico. L’iniziativa intreccia il recupero di un’icona storica con una visione progettuale contemporanea. Il progetto si confronta infatti con l’eredità di Marcello Piacentini, che negli anni ’50 aveva immaginato il complesso come un organismo unitario, in cui cinema e spazi di socialità convivessero in modo integrato. I due edifici storici di via Bissolati a Roma realizzati alla fine degli anni Trenta (credits, ©Alvisi Kirimoto) Il progetto si distingue per una scelta controcorrente: preservare e rinnovare la funzione originaria del luogo mantenendo viva la vocazione culturale. Dopo anni di inattività, uno dei simboli della stagione della Dolce Vita torna così a delinearsi come spazio attivo, capace di connettere memoria e contemporaneità all’interno di una visione urbana più ampia. Questa trasformazione dialoga con interventi già avviati tra Piazza dei Cinquecento, Piazza della Repubblica e i Giardini di Dogali, contribuendo alla costruzione di un nuovo asse culturale che da Termini si estende fino a Villa Borghese. In questo scenario, il nuovo Fiamma si configura come un nodo attivo, capace di mettere in relazione flussi, spazi e funzioni. L’architettura interna L’architettura accompagna questa visione attraverso una sequenza di spazi tra loro connessi. Al piano terra, il rapporto con la città si fa diretto: il foyer si amplia, si apre verso l’esterno, accoglie una nuova hall e una zona bar, configurandosi come soglia attiva tra spazio urbano e funzione culturale. La sala storica viene preservata e aggiornata, mantenendo la propria identità, migliorando comfort, prestazioni e qualità dell’esperienza. Schizzi delle piante del progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione del cinema e dell’ex complesso Opengate (©credits, Alvisi Kirimoto) Il primo piano ospita la seconda sala del complesso, che nella configurazione Piacentiniana originaria era la Galleria. Salendo al secondo livello, gli spazi sono dedicati alla produzione e condivisione: ambienti per il lavoro, la formazione e la didattica costruiscono un luogo dedicato alle professioni del cinema. È però nei piani interrati che il progetto trova il suo fulcro narrativo e spaziale. Qui prende forma il “Teatro Ristorante”, una sala flessibile pensata per accogliere eventi, performance, concerti e attività culturali. Intorno a questo spazio si organizzano le altre funzioni: la Biblioteca del Cinema, affacciata sul volume principale e dedicata allo studio e alla consultazione, una sala proiezioni più raccolta e, infine, spazi dedicati all’editing e alla post produzione, accessibili sia ai professionisti che agli studenti. Al livello inferiore, un ristorante-club e spazi espositivi che recuperano la vocazione originaria del luogo, intrecciando cultura e convivialità. Schizzo di progetto: sezione trasversale (©credits, Alvisi Kirimoto) Il restauro, curato in dialogo con la Soprintendenza, riporterà la facciata (disegnata anche da Andrea Busiri Vici) al suo splendore, recuperando all’interno pavimentazioni in ceramica e dettagli d’epoca. Il parere del progettista Massimo Alvisi «Non si tratta soltanto di guardare i film, ma di conoscere il cinema e la cultura cinematografica attraversando tutti i suoi layer: arte, cibo, letteratura, musica, vita. Studiare, scoprire, alimentare la curiosità – racconta Massimo Alvisi, co-fondatore dello studio Alvisi Kirimoto -. Il nuovo Fiamma non è semplicemente un hub culturale: è una vera e propria scatola delle meraviglie, nel senso quasi aristotelico del termine. Ci stupiamo di ciò che osserviamo – il tempo, la vita, il cielo – e da quello stupore nascono le domande. Vogliamo che chi entra qui si sorprenda, ritrovi la meraviglia, si interroghi e torni, ogni volta, per rinnovare quello stupore. È un luogo di educazione dello sguardo e dell’anima. Per questo, accanto al recupero scrupoloso e filologico degli spazi, che stiamo portando avanti insieme alla Soprintendenza, vogliamo reinterpretare idee antiche e nuove del progetto di Piacentini: dal Teatro Ristorante alla Biblioteca del Cinema. Uno spazio vivo, che rimette in moto la città e la sua energia culturale». Un sistema di relazioni Più che un semplice intervento di recupero, il progetto costruisce un sistema di relazioni: Il Cinema Fiamma e l’ex Opengate tornano così a essere un organismo unitario e vitale, capace di attivare nuove forme di partecipazione e di produzione culturale. Un laboratorio aperto che, dialogando con la città, ne riaccende l’energia e restituisce centralità a uno dei suoi luoghi più emblematici. Sezione trasversale (©credits, Alvisi Kirimoto) Schema concettuale (©credits, Alvisi Kirimoto) Riqualificazione del Cinema Fiamma e dell’ex Opengate Località: Via Bissolati 47, Roma Progettazione: Alvisi Kirimoto, Junko Kirimoto Team di progetto: Massimo Alvisi, Junko Kirimoto, Silvia Rinalduzzi, Elena Scorrano, Giulia Terenzio, Stefano Davolio Committente: Magnolie Proprietà: Gruppo Caroli Gestione e direzione artistica: Fabia Bettini e Gianluca Giannelli (Associazione PlayTownRoma) Disegni: ©Alvisi Kirimoto Dimensioni: 2.850 mq Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto