L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
Inaugurato nei tempi previsti l’edificio scolastico dedicato a Piero Angela. Il progetto è di Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia su finanziamento del Pnrr. Tre istituti vengono unificati in un unico plesso che diventa sia centro civico sia landmark architettonico e urbano A cura di: Pietro Mezzi images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini Indice degli argomenti Toggle La nuova scuola e la qualità dell’abitareLa scuola e la cittàIl lay-out di SkholéImpostazione semplice e razionaleLe reazioni Skholé, ovvero tempo dedicato al piacere intellettuale, all’ozio e insieme luogo per l’insegnamento. È da questa parola greca che Alfonso Femia ha tratto spunto per il nuovo edificio scolastico progettato e realizzato a Mantova, nel quartiere Borgochiesanuova, intitolato al divulgatore, giornalista e conduttore televisivo Piero Angela, scomparso quattro anni fa. La scuola sarà operativa a partire dall’anno scolastico 2026 -2027 (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) L’architettura di Atelier(s) Alfonso Femia – per geometria, materiali e distribuzione degli spazi – sintetizza la skholé-otium come tempo per la conoscenza, l’apprendimento e la maturazione delle coscienze. La scuola ospita, per attitudine intrinseca, l’evoluzione sociale e, proprio per rispondere a questa vocazione, l’architettura deve progettare luoghi da abitare più che perimetri spaziali per l’apprendimento. La nuova scuola e la qualità dell’abitare La nuova scuola primaria rientra nei processi attivati nel quadro PinQuA, Programma Innovativo della qualità dell’abitare, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a seguito della diffusione pandemica del coronavirus, nell’ambito della Missione 5 “Coesione e inclusione”, componente 2, investimento 2.3. La nuova scuola di Mantova dedicata a Piero Angela (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) Come previsto dal PNRR, collaudo e rendicontazione delle opere sono stati completati entro la fine di marzo 2026. La scuola e la città A partire dall’anno scolastico 2026 -2027, le bambine e i bambini di Mantova avranno la loro nuova scuola: 15 aule grandi e riconfigurabili, un sistema di “attraversamento e di collegamento” ampio e vivibile. Un’aula della nuova scuola (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) Completano la struttura una sorta di piazza / teatro – l’agorà – per la condivisione e l’aggregazione; una palestra aperta anche a eventi sportivi esterni e un grande giardino, non certo elemento addizionale, ma porzione significativo dell’edificio. Gli edifici della scuola ripresi dall’alto (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) Secondo Franco Lorenzoni – insegnante e fondatore di un centro di sperimentazione, autorevole figura di riferimento sui temi scuola ed educazione – la città dovrebbe essere capace di “tornare a scuola” e la scuola di “aprirsi alla città”. Particolare delle vele frangisole – images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini In linea con questa riflessione, raccordare e arricchire di servizi le aree periferiche è stato proprio l’obiettivo generale che si è posto il Comune e la realizzazione della nuova scuola rappresenta una tappa importante: tre istituti vengono unificati in un unico plesso dell’area sud-occidentale di Mantova, accogliendo una comunità allargata di utenti e diventando sia centro civico, sia landmark architettonico e urbano. Il lay-out di Skholé La scuola è un edificio a corte con due piani fuori terra e, a confermare l’intenzione progettuale, molti spazi ibridi concretizzano la multifunzionalità al piano terra, che è vero e proprio basamento attivo, predisposto per la condivisione tra gli abitanti della scuola e del quartiere. Planimetria del nuovo complesso (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Diorama) A testimoniare l’innovazione concettuale del modello “scuola”, il progetto sviluppa ambienti ampi che superano l’approccio dello standard normativo per le aule e gli spazi di raccordo, con l’obiettivo di creare situazioni di comfort finalizzate a sostenere l’apprendimento. La palestra si eleva su un unico doppio volume, poco più alto della scuola. La corte interna e la rampa che vi si snoda fanno da perno tra i due sistemi. Ampie vetrate caratterizzano le facciate della nuova scuola (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) Gli spazi interni di distribuzione trovano corrispondenza e incontro con quelli esterni, agevolando sia le funzioni didattiche, sia quelle di relazione. La copertura dell’edificio è un “tetto abitato”, utilizzato per l’insegnamento all’aperto e per il gioco, insieme al parco con terrazze verdi e alla palestra. Impostazione semplice e razionale Semplice e razionale l’impostazione: un ingresso che affaccia su un atrio distributivo aggregante. Sullo stesso piano, un’agorà, aula destinata propria all’incontro, al confronto e alla discussione, potenzialmente aperta e condivisibile con la città; una grande palestra e la mensa. Le scale per la salita in copertura (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) La corte a cielo aperto, delimitata dai perimetrali interni delle strutture, accoglie un imponente sistema di collegamento verticale che porta alla copertura abitabile, spazio ideale per attività e laboratori. I volumi del complesso scolastico (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Stefano Anzini) È una sorta di patio che sfuma – sia fisicamente, sia in termini percettivi – il confine tra dentro e fuori, idealmente la riproposizione della skolé, nata intorno a corti o giardini, per le comunità degli studenti e degli insegnanti. Le reazioni «Abbiamo vissuto dolorosamente cosa significhi un Paese che non pensa realmente alla scuola, che non si preoccupa delle strutture, degli spazi, di come affrontare le emergenze – ha esordito il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi nella presentazione al pubblico del nuovo istituto -. La pandemia l’ha plasticamente rivelato. La Piero Angela è una scuola fatta di aule flessibili, di verde, ma anche di intelligenza previsionale che tiene conto del futuro andamento demografico, dei grandi cambiamenti in termini generali. Non abbiamo realizzato semplicemente una scuola, ma un pezzo di città». «Sei anni sono passati dalla diffusione del Covid. Quell’oscuro periodo, al quale ne seguì un altro ancora più lungo fatto di banchi a rotelle e distanze di sicurezza, ha avuto il merito di ridare vigore e importanza al valore dello spazio come forma di educazione in grado di formare cittadini con capacità critica – ha dichiarato Alfonso Femia il giorno dell’inaugurazione -. In termini generali, l’architetto ha il dovere di realizzare progetti che soddisfino le esigenze, ma anche i desideri delle comunità, interpretandoli attraverso una visione responsabile e generosa». Per Serena Pedrazzoli, assessora Pubblica Istruzione di Mantova «In questa scuola gli spazi concedono il tempo di respirare, di dilatarsi, di consentire alle bambine e ai bambini l’opportunità di imparare facendo, di avere visioni e di esercitarsi a immaginare. L’inserimento di un percorso montessoriano, parallelo all’insegnamento tradizionale, trova crescenti convergenze nei processi di apprendimento contemporanei. In questo scenario, le bambine e i bambini non sono comparse, ma i primi e più importanti protagonisti della loro scuola. Con il diritto all’otium garantito». Esploso del progetto della nuova scuola (images ©Atelier(s) Alfonso Femia, ©Diorama) Scheda progetto Nuova scuola Piero Angela Località: Mantova, quartiere di Borgochiesanuova Committente: comune di Mantova Progetto architettonico e paesaggistico: Atelier(s) Alfonso Femia *AF517 Architetto mandatario: Alfonso Femia Design team: Simonetta Cenci (coordinamento) Local architect: Paolo Vincenzi Ingegneria strutturale: Sertec engineering consulting Ingegneria impiantistica: Sertec engineering consulting Soggetto verificatore: Apave RUP: Mauro Coffani Direttore di progetto: Angela Cavallari, Atelier(s) Alfonso Femia Immagini: AF517 image & Diorama Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto