Riccione, l’ex Fornace Piva diventa Museo del Territorio

Il recupero di uno storico impianto industriale degli anni Trenta diventa occasione di rigenerazione urbana. Il progetto di Politecnica Building for Humans mette in dialogo memoria e architettura contemporanea restituendo alla città un nuovo spazio culturale aperto e flessibile

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Riccione, l’ex Fornace Piva diventa Museo del Territorio

A Riccione l’ex Fornace Piva, storico complesso industriale degli anni Trenta, rinasce come Museo del Territorio. Con il completamento degli interventi di recupero delle mura della ex fornace e della realizzazione della nuova architettura museale al suo interno, l’antico sito produttivo è pronto ad accogliere il nuovo spazio culturale in attesa degli allestimenti museali, a cui farà seguito l’apertura al pubblico prevista per il febbraio 2027.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
Inserito in un sistema di verde pubblico e percorsi ciclopedonali, il museo si configura come un elemento chiave nel processo di rigenerazione urbana di questa parte di città

Il progetto vincitore, selezionato con gara pubblica indetta dal comune, porta la firma di Politecnica Building for Humans, società italiana di progettazione integrata di architettura, ingegneria e urbanistica. Di questo progetto Politecnica ha seguito l’intero processo: dal restauro e messa in sicurezza delle strutture esistenti al progetto architettonico, fino alla progettazione delle strutture e degli impianti, assumendo anche la direzione dei lavori.

L’intervento restituisce alla comunità un luogo simbolo della storia produttiva della città, trasformandolo in una nuova infrastruttura urbana dove il recupero dell’archeologia industriale diventa occasione per generare attività culturali e sociali.

Architettura leggera e trasparente

All’interno del perimetro della fornace, il progetto introduce una nuova architettura contemporanea concepita come una struttura leggera e trasparente che dialoga con discrezione con le murature storiche, instaurando un equilibrio tra antico e nuovo.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva a Riccione
Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva

Inserito in un sistema più ampio di verde pubblico e percorsi ciclopedonali e in diretto rapporto con l’edificio scolastico adiacente, il museo si configura inoltre come un elemento chiave nel processo di rigenerazione urbana di questa parte della città, rafforzando la relazione con il paesaggio circostante.

La rinascita dell’ex fornace

Costruita nel 1908 dall’imprenditore milanese Carlo Andrea Piva lungo le sponde del Rio Melo, la fornace rappresentò per decenni uno dei principali motori economici della città. L’impianto era dotato di un forno Hoffmann, tecnologia innovativa per l’epoca, che consentiva la produzione continua di laterizi e che rese lo stabilimento una realtà produttiva all’avanguardia nel territorio riccionese. 

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
Al piano terra troveranno spazio la hall di ingresso a doppia altezza, la reception, la caffetteria, il bookshop, aule per laboratori didattici, depositi museali vetrati e una grande sala conferenze

Negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale la fornace raggiunse livelli produttivi molto elevati e proseguì la sua attività anche nel periodo bellico continuando a rappresentare una delle realtà imprenditoriali locali più rilevanti fino alla cessazione definitiva della produzione negli anni Settanta.

Preservare l’eredità industriale

Nel progetto di recupero, Politecnica ha scelto di preservare e rendere leggibile questa eredità industriale, valorizzando il recinto murario storico della fornace, unica parte superstite dell’antico complesso produttivo.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva

Le murature perimetrali sono state restaurate con un approccio di tipo archeologico: le superfici storiche sono state conservate senza cancellarne le tracce del tempo, come fori, inserti lignei e segni delle lavorazioni, lasciando emergere le stratificazioni materiche delle murature. Questa scelta progettuale rafforza il dialogo con la nuova architettura inserita all’interno, evidenziando il contrasto tra la materia storica e l’intervento contemporaneo. 

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
Elemento simbolico è la reinterpretazione, attraverso un segno stilizzato in acciaio, della ciminiera dell’ex fornace, crollata nel tempo, che diventa un nuovo landmark urbano

La valorizzazione delle murature storiche è ulteriormente enfatizzata da un sistema illuminotecnico progettato ad hoc e integrato nelle strutture di sostegno, che nelle ore serali illumina l’edificio dall’interno verso l’esterno, restituendo alla città la presenza della fornace come segno riconoscibile.

Tra memoria e contemporaneità

All’interno delle mura storiche, il progetto ha previsto una nuova architettura contemporanea, concepita come una grande teca trasparente. Il volume si inserisce con leggerezza nel recinto della fornace, stabilendo una relazione continua tra interno ed esterno e rendendo chiaramente distinguibile l’intervento contemporaneo rispetto al manufatto originario.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva a Riccione
L’edificio è stato pensato per ospitare non solo il percorso museale, ma anche attività educative, eventi culturali e iniziative pubbliche

Il progetto si sviluppa su due livelli per una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati, all’interno di un’area di intervento più ampia di circa 2.500, che comprende gli spazi esterni e le connessioni con il sistema di verde pubblico circostante. 

Tra la nuova struttura e le murature perimetrali è stato introdotto un deambulatorio perimetrale, uno spazio di rispetto che consente di osservare da vicino le facciate storiche e amplia le possibilità di percorrenza e relazione tra museo e spazio urbano.

Il recupero delle facciate della ex fornace piva a Riccione
Il recupero delle facciate della ex fornace ha richiesto un intervento strutturale complesso per consolidare le murature perimetrali, prive di copertura all’avvio del progetto e quindi esposte al rischio di ribaltamento

Elemento simbolico dell’intervento è la reinterpretazione della ciminiera dell’ex fornace, crollata nel tempo. Attraverso un segno stilizzato in acciaio, che ripropone collocazione, altezza e proporzioni originarie individuate attraverso la ricerca storica, viene restituito al paesaggio urbano un segno identitario della storia industriale della città. Un progetto illuminotecnico dedicato ne valorizza inoltre la presenza nelle ore notturne, trasformandola in un nuovo landmark urbano.

Museo aperto, flessibile, connesso alla città

Il progetto ha organizzato il museo come uno spazio culturale flessibile e aperto alla città. Al piano terra troveranno spazio la hall di ingresso a doppia altezza, la reception, la caffetteria, il bookshop, aule per laboratori didattici, depositi museali vetrati e una grande sala conferenze. Il piano superiore ospiterà invece gli spazi espositivi principali, concepiti come ambienti aperti, flessibili e riconfigurabili.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
La nuova architettura è realizzata in acciaio, con solai e copertura in legno lamellare X-Lam

La distribuzione verticale è affidata a una scala principale dal carattere leggero e quasi sospeso, distaccata dal pavimento e dalle pareti per accentuarne la percezione di leggerezza. Retroilluminata e inserita nella grande hall, la scala diventa un elemento architettonico centrale del progetto, contribuendo alla continuità visiva tra i due livelli del museo. 

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
All’interno delle mura storiche, il progetto ha previsto una nuova architettura contemporanea, concepita come una grande teca trasparente

L’intero edificio è stato pensato per ospitare non solo il percorso museale, ma anche attività educative, eventi culturali e iniziative pubbliche, con spazi in grado di funzionare in modo autonomo rispetto al museo.

Il consolidamento strutturale

Il recupero delle facciate della ex fornace ha richiesto un intervento strutturale complesso per consolidare le murature perimetrali, prive di copertura all’avvio del progetto e quindi esposte al rischio di ribaltamento.

Il nuovo Museo del Territorio nasce dalla riqualificazione della storica Fornace Piva
Politecnica ha progettato un esoscheletro strutturale in acciaio capace di stabilizzare le pareti perimetrali evitando interventi invasivi sulla struttura storica

Politecnica ha progettato un esoscheletro strutturale in acciaio capace di stabilizzare le pareti perimetrali e di integrarsi con le aperture originarie della fabbrica, evitando interventi invasivi sulla struttura storica e preservandone la leggibilità architettonica. 

La nuova architettura è realizzata in acciaio, con solai e copertura in legno lamellare X-Lam, soluzione che garantisce elevate prestazioni strutturali e risponde ai criteri ambientali previsti dal progetto.

La scala è un elemento architettonico centrale del progetto del nuovo Museo del Territorio a Riccione
La scala è un elemento architettonico centrale del progetto, che contribuisce alla continuità visiva tra i due livelli del museo

Le ampie superfici vetrate favoriscono l’illuminazione naturale e rafforzano l’idea di un museo aperto e permeabile al contesto. Materiali e finiture, come cemento e acciaio, mantengono volutamente una dimensione materica e industriale, in continuità con la memoria produttiva del luogo.

Il nuovo edificio è stato realizzato con sistemi costruttivi a secco, secondo il principio della reversibilità, fondamentale negli interventi su edifici vincolati.

Parla il responsabile della progettazione Alessandro Uras

«La sfida era intervenire in un luogo di grande identità senza sovrapporsi alla sua storia – spiega l’architetto Alessandro Uras, partner di Politecnica, responsabile della progettazione e direzione lavori -. Per questo abbiamo scelto di creare un’architettura contemporanea leggera, trasparente e reversibile, capace di confrontarsi con le tracce della fornace senza cancellarle. Il risultato è uno spazio che conserva la memoria industriale del sito, ma la proietta in una nuova dimensione pubblica, culturale e urbana».

Politecnica Building for Humans

Fondata nel 1972, è oggi una delle maggiori società italiane di progettazione integrata di architettura, ingegneria e urbanistica. Indipendente, fa capo a 45 soci ingegneri e architetti e negli anni ha sviluppato progetti in ambito pubblico privato in oltre 60 Paesi nel mondo, con un fatturato annuo superiore ai 30 milioni di euro.  Con quattro sedi in Italia – Modena, Milano, Firenze e Roma – e una presenza internazionale in 10 Paesi e 3 continenti, Politecnica opera nei settori sanità, manifattura, direzionale, infrastrutture e mobilità, restauro e archeologia industriale, rigenerazione urbana, hospitality, cultura ed energia. Alle sue dipendenze lavorano circa 350 persone tra progettisti, pianificatori, ingegneri, consulenti e tecnici specializzati.

Scheda progetto Museo del Territorio

  • Località: Riccione
  • Committente: Comune di Riccione
  • Progetto: 2019-2025
  • Realizzazione: 2022-2025
  • Team: Politecnica Ingegneria e Architettura
  • Progettazione e direzione lavori: Alessandro Uras
  • Edilizia: Gianfranco Tedeschi
  • Restauro conservativo: Micaela Goldoni
  • Strutture: Luciano Gasparini, Gabriele Brighenti
  • Impianti meccanici: Marcello Gusso, Marco Balestrazzi, Giulio Bechi
  • Impianti elettrici e speciali: Francesco Frassineti, Davide Messori
  • Idrologia e idraulica: Alessandro Cecchelli
  • Allestimenti museali: Paola Gabrielli
  • Interior design: Stefano Maffai
  • Acustica: Claudio Pongolini, Massimo Fiorini
  • Antincendio: Massmi Fiorini
  • Sostenibilità: Ferdinando Sarno
  • Sicurezza: Alberto Castro
  • Impresa: GC Impresa (Consorzio Integra, CICAI, Cires, La Fanara, Edile Costruzioni)
  • Superficie: 1.975 mq
  • Fotografie: ©Federico Cove     



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