Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Lombardini22 firma il nuovo Centro di Produzione RAI in via Gattamelata a Milano, progetto di rigenerazione urbana nel polo FieramilanoCity. Un edificio polifunzionale da 65.000 mq che integra funzioni direzionali e produttive, struttura in legno lamellare e X-lam, involucro ad alte prestazioni e certificazione LEED BD+C Core & Shell Gold6. A cura di: Raffaella Capritti Vista Nord del nuovo centro di produzione RAI a Milano Indice degli argomenti Toggle Un contesto urbano in trasformazioneIl progetto architettonico: due blocchi, due linguaggiStrutture: legno lamellare, acciaio e calcestruzzoInvolucro, sostenibilità e prestazioni energeticheFlessibilità degli spazi interniLombardini22: il metodo multidisciplinare applicato a un progetto di scala urbanaScheda progetto Il nuovo Centro di Produzione RAI che sorgerà in via Gattamelata 5, a Milano, è un progetto urbano complesso, firmato da Lombardini22 all’interno del masterplan di rigenerazione dell’area Mi.Co Nord del Polo FieramilanoCity, commissionato da Fondazione Fiera Milano. Con una superficie totale di circa 65.000 metri quadri, il nuovo spazio ospiterà le funzioni direzionali e produttive della RAI — prima impresa culturale italiana — in un’infrastruttura tecnologicamente avanzata, progettata per rispondere ai requisiti più stringenti della produzione televisiva e radiofonica. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo, con un orizzonte temporale 2026-2029. Un contesto urbano in trasformazione L’area interessata dall’intervento si colloca nel quadrante nord di FieramilanoCity, lungo il fronte di via Gattamelata, storicamente connotato dalla lunga facciata compatta dell’ex Padiglione dell’Agricoltura progettato da Ignazio Gardella tra il 1957 e il 1961. Una cortina “muta” che per decenni ha separato il polo fieristico dal tessuto urbano circostante, rendendo impermeabile l’intero perimetro tra via Gattamelata e via Colleoni. Render nuovo centro di produzione RAI a Milano Il masterplan elaborato da Lombardini22 per Fondazione Fiera Milano si propone di superare definitivamente questa logica del recinto, aprendo il quartiere alla città e favorendo un sistema connettivo pedonale capace di collegare CityLife, il Portello e il Mi.Co. La ricollocazione delle funzioni congressuali lungo viale Scarampo — e il conseguente recupero del primo padiglione verso il Portello, rimasto vuoto dopo l’uso emergenziale durante il Covid — hanno reso disponibile l’area per insediare il nuovo polo RAI. Non è un caso che sia stato scelto proprio questo polo: le prime trasmissioni televisive RAI a Milano partirono nel 1954 dalla storica sede di Corso Sempione progettata da Gio Ponti, ma proprio in via Gattamelata si trovava il primissimo insediamento della RAI milanese. La collocazine del nuovo Centro di Produzione nel masterplan di FieramilanoCity ha quindi, come sottolinea lo stesso studio, il valore simbolico di un ritorno alle origini. Il progetto architettonico: due blocchi, due linguaggi L’edificio è composto da due elementi principali, distinti per funzione e linguaggio architettonico ma pensati come un organismo unitario. Sul fronte di via Gattamelata si sviluppa la stecca direzionale, una struttura di sette livelli fuori terra per circa 140 metri di lunghezza e 20 di profondità, con interpiano di 4 metri e un’altezza complessiva di circa 28 metri. La composizione di facciata alterna la trasparenza di un curtain wall vetrato con profondi sporti lignei aggettanti che fungono da marcapiani lineari e continui, dichiarando apertamente la struttura in legno dell’edificio. Render ingresso principale via Gattamelata Un bow-window centrale a tutta altezza evidenzia l’ingresso principale, caratterizzato da una pensilina appesa. Il piano terra è arretrato rispetto al vecchio filo stradale, liberando spazio per un portico continuo a doppia altezza — sostenuto da pilastri a V in acciaio e legno — che amplia la sezione pedonale e trasforma via Gattamelata in un boulevard alberato, attraversabile e attivo. Render porticato lungo via Gattamelata Dietro la stecca direzionale, lungo via Colleoni, si sviluppa il blocco polifunzionale, destinato alla produzione: quattro livelli fuori terra più un livello interrato, con un impianto tecnico-produttivo pensato per ospitare sei grandi sale di dimensioni variabili tra 300 e 1.500 m², con altezza netta interna di 12,50 metri. Render corpo di produzione via Colleoni Su questo fronte il linguaggio architettonico cambia registro, diventando più “tecnico”: una composizione a ballatoi con setti e schermature che attenuano le masse dei grandi volumi ciechi degli studios, alleggerita da telai in scatolari di alluminio. Un ampio finestrone vetrato — potenzialmente corrispondente al futuro studio delle News — diventa un “occhio” sulla città, stabilendo un rapporto visivo tra i passanti e le attività produttive interne. Tra i due blocchi, un volume di transizione gestisce i collegamenti orizzontali tra le funzioni e garantisce, tramite patii e chiostrine, l’illuminazione e l’areazione naturale agli ambienti interni. Strutture: legno lamellare, acciaio e calcestruzzo La scelta strutturale del blocco direzionale si fonda sull’uso del legno lamellare e X-lam, adottato dal secondo piano fino alla copertura. Per Lombardini22 si tratta di una scelta strategica verso la neutralità del carbonio, oltre che del consolidamento di un’esperienza progettuale maturata in cantieri precedenti: migliorie in termini di prefabbricazione, tempistiche di cantiere, gestione degli impianti a vista, prestazioni acustiche e accostamento di materiali diversi. Le strutture in legno sono lasciate a vista negli interni, con l’obiettivo di favorire un’atmosfera calda e armoniosa negli ambienti di lavoro. Render via Colleoni Il blocco polifunzionale è invece impostato su una maglia strutturale in acciaio con solette in lamiera e calcestruzzo armato: travi reticolari con ampie luci libere per garantire la riconfigurabilità interna degli studios e il controllo delle vibrazioni, requisito imprescindibile per ambienti di produzione radiotelevisiva. Gli spazi interrati — destinati a parcheggio per auto e mezzi di produzione — sono in calcestruzzo armato. Le strutture portanti sono progettate dallo studio SPS. Involucro, sostenibilità e prestazioni energetiche L’involucro è concepito come sistema prestazionale integrato: facciate con taglio termico, vetri selettivi e ante di ventilazione integrata, sporti lignei per l’ombreggiamento passivo, pareti ventilate per il controllo termico e la durabilità. Le coperture sono verdi e predisposte per l’integrazione di pannelli fotovoltaici. Il campo fotovoltaico in copertura si sviluppa su circa 4.500 m² di superficie (650 kWp), distribuito sulle ali laterali della struttura polifunzionale, con l’obiettivo di compensare una quota significativa dei consumi dell’edificio. Il verde pensile contribuisce alla mitigazione del deflusso delle acque meteoriche, al contenimento dell’effetto isola di calore e all’abbattimento dell’inquinamento acustico. Sul fronte impiantistico, Lombardini22 ha curato la progettazione integrata MEP: un sistema energetico che mette a sistema teleriscaldamento, assorbitori e pompe di calore, con fluidi distribuiti attraverso un circuito ad anello che serve sia il blocco direzionale sia quello polifunzionale. La continuità elettrica — particolarmente critica per le funzioni di broadcasting — è garantita dalla ridondanza dei sistemi di trasformazione e distribuzione. Il progetto punta alla certificazione LEED BD+C Core & Shell – Gold e al rispetto dei CAM (Criteri Ambientali Minimi). Il percorso di certificazione è parte integrante dei servizi affidati a Lombardini22, che copre l’intero ciclo: dalla due diligence al concept design, dall’architectural design all’executive design, fino alla Building Sustainability Analysis, al BIM & Information Management, al cost control e quantity survey, oltre alla gestione delle licenze e dei permessi. Flessibilità degli spazi interni La stecca direzionale è organizzata secondo un layout a piano tipo che ottimizza il rapporto tra nuclei strutturali, circolazione e superficie occupabile. I quattro nuclei in calcestruzzo, disposti longitudinalmente in modo omogeneo e simmetrico, consentono una forte flessibilità nella distribuzione interna: uffici singoli direzionali, sale meeting, spazi di supporto e postazioni open space sono facilmente riconfigurabili definiti senza interventi invasivi. Il fronte su via Gattamelata è riservato agli uffici con maggiore esposizione e qualità visiva; la fascia centrale di ogni livello rimane libera per posizionare potenziali hub di piano. Gli ingressi al piano terra sono distribuiti per gestire flussi differenziati: accesso principale centrale, ingressi laterali per visitatori a sudest (verso CityLife e la metropolitana) e per il personale tecnico a nordovest. Lombardini22: il metodo multidisciplinare applicato a un progetto di scala urbana Il progetto del nuovo Centro di Produzione RAI è emblematico dell’approccio che ha reso Lombardini22 il primo studio di architettura e design italiano per fatturato: un metodo multidisciplinare e multiautoriale che integra architettura, ingegneria strutturale e impiantistica, sostenibilità, BIM management, acustica, illuminotecnica e analisi strategica pre-progetto in un processo unitario. General contractor dell’intervento sono CMB e Gianni Benvenuto. Il risultato, nella lettura dello studio, è un edificio che non si limita a rispondere alle esigenze funzionali di un’azienda radiotelevisiva, ma costruisce una nuova relazione tra produzione culturale e spazio pubblico: una soglia, una cerniera e un dispositivo urbano al tempo stesso, capace di ricucire un quartiere e di restituire alla città di Milano un pezzo della sua storia produttiva e culturale. Piante e sezioni Pianta piano terra Pianta 4° piano Prospetto Via Gattamelata Prospetto Via Colleoni Scheda progetto Dati generali Nome progetto Nuovo Centro di Produzione RAI Luogo Via Gattamelata 5, Milano Categoria di intervento Nuova costruzione — edificio direzionale e produttivo Committente Fondazione Fiera Milano Progettista Lombardini22 Strutture SPS General contractor CMB; Gianni Benvenuto Periodo di realizzazione 2026–2029 Destinazione d’uso Direzionale e produttivo — uffici, studios, sale di produzione RAI Dati dimensionali Area di progetto 25.000 mq Superficie totale edificata ~65.000 mq (i due blocchi complessivamente) Stecca direzionale 7 livelli f.t. — lunghezza ~140 m, profondità ~20 m, altezza ~28 m, interpiano 4 m Blocco polifunzionale 4 livelli fuori terra + 1 livello interrato Sale di produzione 6 sale (300–1.500 m² cadauna), altezza netta interna 12,50 m Caratteristiche tecniche Struttura — uffici Legno lamellare e X-lam (dal 2° piano alla copertura) Struttura — produzione Acciaio con solette in lamiera e c.a.; livello interrato in c.a. Involucro Facciate a taglio termico, vetri selettivi, ventilazione integrata, sporti lignei per ombreggiamento passivo, pareti ventilate Verde pensile Presente in copertura, integrato con il campo fotovoltaico Campo fotovoltaico ~4.500 m² in copertura — 650 kWp Sistema energetico Teleriscaldamento + assorbitori + pompe di calore in circuito ad anello Ridondanza elettrica Sistemi di trasformazione e distribuzione duplicati (continuità per funzioni broadcast) Certificazione LEED BD+C Core & Shell – Gold Standard normativi CAM — Criteri Ambientali Minimi Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto