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Da ex sito industriale a cuore pulsante della comunità della frazione Lama di Reno a Marzabotto sull’appennino bolognese. È questo l’esito del lavoro di progettazione curato dal team multidisciplinare composto da Baustudio, March’ingegno e Studio Tracce. Una trasformazione architettonica, culturale e sociale che modifica spazi produttivi in luoghi flessibili e pronti a nuove funzioni A cura di: Pietro Mezzi L’ex Cartiere Burgo nella frazione Lama di Reno Indice degli argomenti Toggle La visione architettonicaRispetto per la materia esistente L’anima ecologicaLa conservazione delle opere murarieGli studi coinvolti: Baustudio, March’ingegno, Tracce Il progetto di rigenerazione dell’ex Cartiera Burgo a Lama di Reno, curato dal team multidisciplinare composto da Baustudio, March’ingegno e Studio Tracce, rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi anni avvenuti sull’Appennino Bolognese. Un’operazione capace di trasformare un sito industriale di oltre 28.000 metri quadrati in un nuovo cuore pulsante della comunità locale. L’intervento – finanziato con fondi Pnrr da un lato e regionali dall’altro con i progetti legati alle Strategie territoriali per le aree montane – si sostiene con un quadro economico di 10 milioni di euro, che vedrà il suo completamento nel corso del 2026. Planimetria del sito di 28mila metri quadrati di superficie Non si tratta di un semplice intervento edilizio, ma di un’operazione che ridefinisce il luogo come nodo strategico della mobilità sostenibile, agendo da cerniera tra la stazione ferroviaria, il fiume Reno, il centro abitato di Lama di Reno, la Ciclovia del Sole e il Parco Storico di Monte Sole. La visione architettonica La visione architettonica si fonda sulla permeabilità. La superficie introversa e privata tipica delle attività produttive viene colonizzata da nuove attività strategiche e attraversata da percorsi e flussi a scala locale e sovralocale. Ex Cartiera Burgo,Render del progetto di riqualificazione degli edifici e degli spazi esterni Si compie così una vera e propria rivoluzione: un sistema di piazze coperte di circa tre mila metri quadrati attraversa l’intero complesso, mentre tagli strategici nei fronti e un affaccio rinaturalizzato verso est riconnettono gli spazi al paesaggio circostante, urbano e naturale. Nel disegno unitario, il “podio” coperto viene preservato come elemento pubblico di mediazione tra interno ed esterno, capace di ospitare eventi, mercati e spettacoli. Lo stato di fatto di uno degli ambienti dell’ex Cartiera All’interno, l’ex cartiera accoglie un ecosistema funzionale ibrido e versatile. In quasi quattro mila metri quadrati, prendono forma spazi dedicati a start-up e coworking, un auditorium per congressi, una velostazione, un polo museale che valorizza la storia del sito attorno all’iconico serbatoio dell’acqua – ben visibile e riconoscibile da lontano – e ampi spazi polifunzionali lasciati appositamente liberi e disponibili per nuove future funzioni. L’accoglienza del nuovo polo è garantita da una struttura di residenze ibride, un ostello con otto camere di differenti dimensioni collegato a spazi comuni e a una attività commerciale di bar-ristorazione che si propone di interagire e animare gli ambienti della struttura. Rispetto per la materia esistente La visione architettonica si fonda sul rispetto profondo della materia esistente. La nuova distribuzione delle funzioni è stata infatti letteralmente costruita attorno alle tracce del passato, preservando e integrando con cura le pavimentazioni storiche, gli elementi impiantistici originali, la segnaletica d’epoca, i vecchi infissi recuperati. Render dell’agorà all’aperto I basamenti dei macchinari, le cisterne e i serbatoi che un tempo servivano alla produzione della carta, assieme ai fori nei solai da cui passava la precedente catena produttiva, restano presenti ancora oggi in una archeologia industriale rivolta al futuro. L’anima ecologica L’anima ecologica dell’intervento si manifesta in una strategia di sostenibilità integrata, ottimizzando le prestazioni energetiche in base all’uso effettivo degli spazi per ridurre drasticamente l’impatto ambientale complessivo. Pianta del piano terra del progetto di trasformazione Questo approccio si traduce nell’impiego di impianti meccanici ed elettrici di ultima generazione, alimentati prevalentemente da fonti rinnovabili grazie all’integrazione di estese superfici fotovoltaiche sulle ampie coperture industriali e all’utilizzo di pompe di calore ad alta efficienza per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria. La sostenibilità si estende oltre l’involucro edilizio investendo nella gestione del ciclo dell’acqua e nella rigenerazione del suolo, attraverso la de-impermeabilizzazione e il riuso degli inerti derivanti dalle demolizioni controllate per la creazione di nuove aree verdi e aiuole. L’acqua delle precipitazioni dalle coperture viene recuperata e immagazzinata nelle vecchie cisterne che ospitavano la cellulosa necessaria per la produzione della carta, e viene usata per l’irrigazione delle nuove superfici verdi e della vegetazione prevista nelle aiuole interne al fabbricato. L’integrazione di soluzioni basate sulla natura, come la messa a dimora di nuove alberature e la creazione di zone d’ombra naturali, contribuisce alla mitigazione dell’effetto isola di calore e alla gestione del microclima urbano, trasformando l’efficienza energetica in una componente fondamentale della nuova identità del complesso, capace di far convivere l’imponenza delle strutture storiche con le più avanzate istanze di tutela ambientale, ricucendo al contempo un corridoio ecologico che dal fiume Reno arriva a Monte Sole. La conservazione delle opere murarie Un elemento distintivo del recupero è la conservazione delle opere murali realizzate nel corso degli anni della dismissione grazie soprattutto all’esperienza di Pennelli Ribelli. Artisti di fama internazionale hanno trasformato nel corso del tempo le superfici industriali in una vera e propria galleria d’arte urbana capace di far dialogare il vissuto del luogo con i linguaggi contemporanei. Render dell’hub di transito ed eventi situato vicino alla stazione ferroviaria e alla Ciclovia del Sole Nel corso del cantiere nuove opere hanno ulteriormente arricchito gli spazi della cartiera e il gruppo di progettazione ha saputo coordinare soggetti e realtà del territorio per rendere sempre più unico e iconico questo luogo aperto alla comunità, si pensi alle nuove opere degli artisti Alek O e di Flavio Favelli. Baustudio Fondato nel 2008 a Bologna, opera nel campo dell’architettura contemporanea con un approccio orientato alla valorizzazione del territorio e alla sostenibilità ambientale e sociale del costruito. L’organizzazione si avvale della competenza di sette soci e di un team multidisciplinare composto da diciassette professionisti, garantendo una gestione complessa e coordinata di ogni commessa. March’ingegno È un team integrato di 20 professionisti, che opera con un’organizzazione orizzontale e partecipata. Lo studio, con sede a Bologna, si basa su un’organizzazione del lavoro democratica. Utilizza la metodologia Building Information Modeling, per un approccio collaborativo alla progettazione. Tracce È uno studio di architettura e ingegneria di Bologna fondato nel 2022. Nasce da una visione chiara: ogni progetto è una traccia, un segno che si deposita sul territorio, un gesto che attraversa il tempo lasciando un’impronta visibile del dialogo tra uomo, natura e materia. Il nome, Tracce, racconta l’attitudine concreta dello studio: la presenza sul campo, in cantiere, con le mani nella materia. Scheda progetto Riqualificazione dell’ex Cartiera Burgo Località: Lama di Reno, Marzabotto Finanziamento: Unione Europea – Next Generation Eu Team di progettazione: Raggruppamento temporaneo di progettisti guidato da Baustudio (capofila), con Studio Tracce, March’ingegno e Gruppo Eden e Stacab Costo delle opere: 7 milioni circa Funzioni: Residenza ibrida e ospitalità Area riqualificata: 6.000 mq circa (finanziamento Pnrr) Spazi aperti riqualificati: 13.500 mq (finanziamento Stami). Altre aree del sito: 1.000 mq (sede associazione Cellulosa); 1.000 mq (sede associazione Ma.Ca.Co.); 300 mq (stazione di posta sociale e alloggi protetti); 1.700 mq (nuovi parcheggi); 30.000 mq (parco regionale fluviale) Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto