Auditorium Giovanni Arvedi

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L’Auditorium del Museo del Violino è un gioiello di ingegneria acustica da 464 posti. La nuova sala è stata ricavata nell’originale Salone delle Adunate di Palazzo dell’Arte.
Il progetto di acustica è stato curato dall’ingegnere Yasuhisa Toyota dello studio Nagata Acoustics, uno dei più grandi esperti mondiali del settore e già capo progetto di oltre 50 sale concerto nel mondo, dalla Mariinsky Theatre Concert Hall di San Pietroburgo alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.
Le dimensioni originali della sala erano 36 metri di lunghezza, 14 metri di larghezza e 10 metri di altezza. Dalle analisi effettuate dallo studio Nagata Acoustics è emersa la necessità di incrementare la sezione libera della sala per migliorarne la resa sonora. Si è quindi deciso di abbassare il livello del palco, scavando al di sotto del pavimento esistente. La profonda fondazione, di 3,50 metri sotto il livello della pavimentazione attuale, ha reso possibile questa operazione. Il risultato di questo intervento è il traguardo dei 14 metri di altezza del soffitto sopra al palcoscenico, che ha contribuito a raggiungere un livello di perfezione dell’acustica tale da consentirne l’utilizzo anche come sala di incisione.

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Le scelte architettoniche sono in dialogo con il progetto acustico: tende acustiche mobili dietro le porte storiche private dei vetri per creare superfici assorbenti variabili in funzione delle necessità; a lato del palcoscenico altre tende acustiche mobili sono celate da un rivestimento in legno con la superficie aperta al 50%. Un’intercapedine alta 60 cm che funge da cassa di risonanza sotto il palcoscenico centrale, realizzato con un legno particolare: il cedro giallo dell’Alaska.
Il soffitto è stato modellato con forme e linee tondeggianti per ottimizzare la diffusione sonora: linee combinate con la necessità di avere una massa di 100kg per ogni metro quadro di superficie.
Questi accorgimenti hanno contribuito a ottenere un tempo di riverbero del suono di 1,5 secondi con la sala vuota e di 1,4 secondi a sala occupata.
Per mantenere la possibilità di utilizzare la luce naturale, isolando però dai rumori provenienti dall’esterno, le aperture originali sono state dotate di doppie finestre con vetri acustici altamente performanti.
Il livello di acustica raggiunto è talmente alto da consentire la registrazione in diretta di concerti eseguiti all’interno della sala, che profila Cremona e la sua tradizione musicale come un esempio di eccellenza a livello internazionale.

Anteprima_Museo del Violino

L’Auditorium costituisce una parte del complesso museale ricavato dallo storico Palazzo dell’Arte, opera dell’architetto razionalista Carlo Cocchia, che si inaugurerà nella primavera del 2013. L’Auditorium, gioiello da 475 posti nato dal lavoro sinergico tra lo studio Nagata Acoustics dell’ingegnere acustico Yasuhisa Toyota e lo studio di architettura Arkpabi Giorgio Palù & Michele Bianchi, coniuga le tecnologie più avanzate con l’antico sapere liutario e la tradizione culturale cremonese. Sin dalla fase di progettazione è stato chiaro che si sarebbe trattato di una sfida: incastonare una forma sinuosa a tulipano nella rigida struttura razionalista preesistente di un parallelepipedo dalle dimensioni ridotte. Per realizzare questa visione sono stati necessari interventi di grande portata, come lo scavo di alcuni metri sotto il livello del palcoscenico per raggiungere la distanza di 14 metri tra il pavimento e il soffitto, necessari per garantire un suono limpido, nitido e distribuito in modo omogeneo in tutti gli spazi dell’Auditorium.

Il progetto ha una doppia anima: acustica e architettura dialogano attraverso l’immagine dell’onda sonora che si propaga nello spazio. La struttura armoniosa, fatta di volumi morbidi e linee sinuose, cattura il suono per tradurlo in immagine: la musica diviene forma grazie alla fluidità e all’organicità dei volumi architettonici; la luminosità dei toni cromatici del rivestimento ligneo e il colore tenue delle sedute, che rendono caldo e accogliente l’ambiente, si sposa con le onde in calcestruzzo, che si materializzano lungo il soffitto della sala nei toni del grigio.
Anche il palcoscenico, luogo focale dell’Auditorium, riprende questo gioco di rimandi: lo spazio in cui si forma il suono è infatti circolare, percepito dagli spettatori come un nucleo magnetico che catalizza l’attenzione sull’evento musicale. Le file di poltroncine nella gradonata che circonda il palco fanno sì che il pubblico seduto avvolga i musicisti e che si crei un dialogo tra spettatori ed esecutori.
In soli due anni è stata creata una sala per concerti d’altissimo livello, sede ideale per incisioni e registrazioni, che rappresenta un unicum per Cremona e un esempio di eccellenza nel mondo. Un luogo magico che risponde alla necessità della grande tradizione liutaria cremonese di avere una sede che ne rappresenti lo spessore storico e culturale di primissimo livello.

Auditorium Giovanni Arvedi

L’ARCHITETTURA DIALOGA CON L’ACUSTICA
L’architettura è fatta per emozionare, ma è l’acustica studiata dall’ingegnere Yasuhisa Toyota il vero punto di forza dell’Auditorium che ha raggiunto un livello di perfezione che ne consente anche l’utilizzo come sala di incisione. L’acustica dell’Auditorium è garantita dall’aggiunta di accorgimenti che ben dialogano con le scelte architettoniche:
– l’inserimento di tende acustiche dietro ogni apertura e il posizionamento di vetri acustici altamente performanti;
– la creazione di un’intercapedine alta 60 cm che funge da cassa di risonanza sotto il “palco” centrale, appositamente pensata e disegnata strutturalmente dall’ingegner Toyota;
– la realizzazione del rivestimento della muratura perimetrale del livello interrato forata del 50% per permettere l’assorbimento del suono per mezzo dalla tenda acustica retrostante. Tale microforatura disegna un motivo architettonico con forte carattere decorativo;
– il soffitto è stato modellato con forme, curve e linee tondeggianti per assecondare e migliorare la diffusione sonora. Tale effetto è stato ottenuto attraverso la realizzazione di una soletta a forte spessore in cemento sospesa al di sopra delle tribune.

Auditorium Giovanni Arvedi

L’unico elemento che è stato mantenuto, dopo un adeguato restauro, sono le porte e le finestre realizzate dal Cocchia nel 1942. La grande “scultura” dell’Auditorium è stata realizzata con una struttura in calcestruzzo. Lame di acciaio tagliate al laser ne disegnano la forma; a tali lame è ancorata una maglia metallica su cui è aggrappato l’intonaco. Il tutto è rasato e successivamente impiallacciato a vivo con legno d’acero verniciato per richiamare il legno utilizzato per realizzare i violini.

DATI DIMENSIONALI
Dimensioni: 14 x 35 mt per un’altezza massima di 14 mt
Superficie totale dell’edificio: 6.500 m2
Posti a sedere: 464
Volume della sala: 5.300 m3
All’Auditorium si accede da tre differenti livelli: piano interrato, piano terra, piano ammezzato

Auditorium Giovanni Arvedi

IL PALCO CENTRALE
La sala è concepita per l’esecuzione di solisti e di complessi da camera.
Il palcoscenico di forma ovale misura 85 m2 (diametro minore di 8,40 m e diametro maggiore di 9,96 m): grazie a queste dimensioni ridotte è stato collocato al centro della scena e occupa una posizione centrale che garantisce una visuale e un’acustica ottimale da qualsiasi posto-spettatore.

MATERIALI
Soffitto: intonaco dipinto
Pareti: intonaco, legno, porte originali
– il soffitto e le pareti hanno mantenuto l’intonaco: bianco per le pareti, grigio chiaro per il soffitto
– le parti nuove, come le sedute e la struttura a tulipano dell’Auditorium, sono rivestite in legno di un caldo color miele
Pavimento: legno – parquet rovere
Pavimento palcoscenico: legno – cedro giallo dell’Alaska
1.225 m2 di acero utilizzati a rivestimento di tutte le pavimentazioni e di tutti gli elementi scultorei dell’Auditorium.
Poltrone: le 464 poltrone installate nella sala, disegnate esclusivamente per questo auditorium, sono in velluto color arancio

Auditorium Giovanni Arvedi

Il progetto ha previsto la realizzazione di murature di rinfianco in cemento armato gettato in opera a compensazione della mancata spinta del terreno da rimuovere. E’ stato presentato  il 15 dicembre 2012