Architettura parametrica e design computazionale: le nuove frontiere della progettazione digitale 06/07/2026
Indice degli argomenti Toggle Perché scegliere un impermeabilizzante liquidoIspezione preliminare e diagnosi del supportoPreparazione della superficieScelta del sistema impermeabilizzanteFasi applicative: dal primer alla stesura finale1. Applicazione del primer2. Applicazione in doppia mano della membranaPunti critici da non trascurareRequisiti normativi e certificazioni di riferimentoManutenzione e durabilità nel tempoImpermeabilizzanti liquidi: un approccio di sistema per risultati duraturi Perché scegliere un impermeabilizzante liquido I sistemi impermeabilizzanti liquidi si sono affermati come soluzione innovativa di riferimento per l’impermeabilizzazione di coperture e superfici in edilizia. A differenza dei sistemi a rotolo o modulari, le membrane liquide possono essere applicate direttamente al di sopra della superficie tramite rullo, pennello, spatola o spruzzo airless, generando un manto continuo e privo di giunzioni o sovrapposizioni. Questa continuità è il principale vantaggio degli impermeabilizzanti liquidi: elimina i punti deboli tipici dei sistemi in teli o rotoli, come i sormonti e le giunzioni, che nel tempo tendono a cedere sotto l’azione combinata di acqua, cicli termici e movimenti strutturali. La capacità di adattarsi a geometrie complesse – angoli, raccordi, corpi passanti, bocchettoni di scarico – consente una copertura uniforme anche nelle zone più critiche dell’involucro edilizio. I prodotti impermeabilizzanti sviluppati da Icobit ad esempio, sono formulati in emulsione acquosa, con classe A+ di contenuto di VOC idonei sia per ambienti esterni che interni, e con Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, requisito fondamentale per i progetti soggetti ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai sistemi di certificazione della sostenibilità come LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Ispezione preliminare e diagnosi del supporto Prima di procedere con qualsiasi intervento impermeabilizzante, è necessaria un’analisi accurata dello stato del supporto. Questa fase preliminare condiziona tutte le scelte successive: il tipo di sistema da adottare, la necessità di demolire la pavimentazione esistente o di intervenire in sovrapposizione, e le eventuali operazioni di ripristino strutturale da effettuare. Gli elementi da verificare in questa fase comprendono: Lo stato della superficie: presenza di fessurazioni, aree di distacco o zone degradate che comprometterebbero l’adesione della membrana; Le condizioni di eventuali membrane impermeabilizzanti preesistenti: perdita di elasticità, microfessurazioni, distacchi localizzati; Le pendenze: un’inadeguata inclinazione verso i sistemi di scarico favorisce il ristagno d’acqua, principale causa di deterioramento precoce dei manti impermeabili; I dettagli costruttivi: bocchettoni di scarico, giunti di dilatazione e raccordi parete-pavimento, zone statisticamente più soggette alle infiltrazioni. Una diagnosi approfondita permette di definire con precisione il ciclo applicativo più adeguato e di stimare correttamente i costi e i tempi dell’intervento. Preparazione della superficie La preparazione del supporto è la fase più critica dell’intero intervento impermeabilizzante. Un manto di qualità applicato su un substrato inadeguato non garantisce le prestazioni attese: la corretta adesione della membrana liquida al supporto è condizione necessaria per la durabilità del sistema. Le operazioni di preparazione includono: Pulizia accurata della superficie: rimozione di polvere, residui organici, oli e qualsiasi contaminante che possa compromettere l’adesione; Rimozione delle parti incoerenti: materiali distaccati, friabili o a bassa coesione devono essere eliminati prima dell’applicazione della membrana; Sigillatura di crepe e giunti aperti con malta da ripristino o prodotti specifici compatibili con il sistema impermeabilizzante prescelto; Regolarizzazione della superficie e, ove necessario, correzione delle pendenze per garantire il corretto deflusso delle acque meteoriche. Al termine di queste operazioni, il supporto deve presentarsi pulito, asciutto e coeso. L’umidità residua del substrato è un parametro da monitorare con attenzione: valori eccessivi possono compromettere l’adesione e favorire la formazione di bolle o distacchi nella membrana. Solo dopo aver eseguito correttamente la preparazione della superficie è possibile, ove necessario, applicare un promotore di adesione o primer, al fine di agevolare la successiva posa della membrana liquida impermeabilizzante. Scelta del sistema impermeabilizzante La selezione del sistema impermeabilizzante più adatto dipende da un insieme di variabili: la natura del supporto, la destinazione d’uso della superficie, le condizioni climatiche locali, l’esposizione ai raggi UV e i requisiti normativi del progetto. Icobit ha sviluppato una gamma di membrane impermeabilizzanti liquide per rispondere ai diversi scenari applicativi dell’edilizia professionale: Per superfici esposte con elevate sollecitazioni meccaniche e termiche, come terrazzi, balconi e aree umide interne, Icoper HP è la una membrana fibrorinforzata piastrellabile con alta capacità di crack bridging per interventi sia sopra che sottopavimento con incollaggio diretto di piastrelle. Per interventi in condizioni di urgenza o su superfici esistenti, Keep Dry garantisce rapida asciugatura e flessibilità fino a temperature molto basse, riducendo i tempi di cantiere e consentendo recuperi diretti su vecchie guaine a rotoli. Nei contesti in cui il controllo del surriscaldamento estivo è una priorità progettuale, Icoper Star – membrana ad elevato indice di riflessione solare (SRI) – contribuisce sia alla tenuta idraulica sia alla riduzione dell’assorbimento di calore e, quindi, ad un conseguente efficientamento energetico dell’edificio. Per interventi che richiedono documentazione certificata UE, Icoper Gold è la membrana monocomponente in emulsione acquosa certificata secondo lo standard europeo EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005), che ne attesta le elevate prestazioni e la durabilità nel tempo. Fasi applicative: dal primer alla stesura finale Una volta preparato il supporto e selezionato il sistema, si procede con l’applicazione della membrana liquida. Le fasi operative standard di un ciclo impermeabilizzante liquido professionale si articolano come segue: 1. Applicazione del primer In funzione del tipo di supporto e della membrana scelta, può essere necessaria la stesura di un primer di adesione. Il primer penetra nel substrato, consolida gli strati superficiali e migliora il legame tra il supporto e la membrana impermeabilizzante. Su supporti in calcestruzzo poroso o su massetti cementizi, il primer riduce l’assorbimento differenziale e garantisce un’applicazione più uniforme. 2. Applicazione in doppia mano della membrana La prima stesura dell’impermeabilizzante crea lo strato di base del manto. L’applicazione avviene a rullo, pennello, spatola o spruzzo airless, in funzione della viscosità del prodotto e della geometria e della ampiezza della superficie. Per grandi coperture è possibile impermeabilizzare anche mediante spruzzo airless. È fondamentale rispettare il consumo specifico indicato nella scheda tecnica del prodotto per garantire lo spessore minimo di film secco richiesto. Dopo il tempo di asciugatura della prima mano – variabile in funzione della temperatura e dell’umidità ambientale – si procede almeno con una seconda mano di prodotto stesura. Alcuni sistemi prevedono l’incorporazione di un tessuto di rinforzo tra le due mani nelle zone soggette a maggiore sollecitazione meccanica. Punti critici da non trascurare La qualità complessiva di un sistema impermeabilizzante dipende in misura significativa dalla cura con cui vengono trattati i dettagli costruttivi. Le zone più vulnerabili, statisticamente responsabili della maggior parte delle infiltrazioni, richiedono un’attenzione applicativa specifica. Raccordi parete-pavimento: il risvolto della membrana sulla parete verticale deve avere un’altezza minima adeguata, con rinforzo localizzato tramite tessuto-non-tessuto o armatura specifica; Giunti di dilatazione: devono essere trattati con sistemi elastici compatibili, in grado di assorbire i movimenti differenziali della struttura senza compromettere la continuità del manto; Bocchettoni di scarico e pluviali: l’impermeabilizzante deve raccordarsi in modo continuo e privo di discontinuità con il corpo del bocchettone, zona soggetta a ristagno e a variazioni di pressione idrostatica; Angoli e spigoli: le variazioni geometriche concentrano le tensioni meccaniche e richiedono uno spessore di membrana maggiore e, spesso, il rinforzo con armatura localizzata. Requisiti normativi e certificazioni di riferimento L’applicazione professionale di impermeabilizzanti liquidi in edilizia è disciplinata da un quadro normativo specifico. La norma UNI 11928 costituisce il riferimento principale in Italia per la progettazione e la posa in opera dei sistemi impermeabilizzanti liquidi, definendo i criteri prestazionali minimi, le classi di utilizzo e i requisiti. I sistemi Icobit sono sviluppati in conformità con questo standard e includono prodotti certificati secondo l’EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005), riferimento europeo per le membrane liquide impermeabilizzanti applicate su coperture. Per quanto riguarda la resistenza al fuoco, i cicli certificati Icobit sono classificati Broof secondo la norma EN 13501-5, prestazione massima per le coperture. Sul piano della sostenibilità ambientale, i prodotti impermeabilizzanti Icobit in classe A+ di VOC, conformi EPD, consentono di soddisfare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici e di contribuire ai punteggi richiesti dai protocolli di certificazione energetica e ambientale degli edifici (LEED, BREEAM, ITACA). Manutenzione e durabilità nel tempo Un sistema impermeabilizzante correttamente progettato e applicato a regola d’arte garantisce elevate prestazioni nel tempo, a condizione che venga sottoposto a controlli periodici e manutenzione ordinaria. Le attività di verifica raccomandate riguardano principalmente il monitoraggio dello stato della superficie, dei giunti, dei raccordi, il controllo del regolare deflusso delle acque nei bocchettoni di scarico e la valutazione visiva del supporto per individuare tempestivamente eventuali segnali di degrado. In caso di danneggiamenti localizzati, i sistemi liquidi offrono un ulteriore vantaggio: la possibilità di intervenire in modo puntuale sull’area compromessa, senza dover rimuovere l’intero manto. Questo aspetto riduce significativamente i costi di manutenzione e prolunga la vita utile complessiva del sistema impermeabilizzante. Impermeabilizzanti liquidi: un approccio di sistema per risultati duraturi L’applicazione di un impermeabilizzante non è un’operazione standardizzabile in senso assoluto: ogni intervento richiede un’analisi specifica del contesto, una scelta tecnica del sistema e una posa a regola d’arte che rispetti tutte le fasi del ciclo applicativo. La qualità del risultato finale dipende in misura uguale dalla qualità dei materiali, dalla preparazione del supporto e dalla competenza dell’applicatore. Icobit, con oltre cinquant’anni di esperienza nel settore degli impermeabilizzanti liquidi, mette a disposizione di progettisti, direttori lavori e imprese specializzate una gamma completa di membrane impermeabilizzanti certificate, schede tecniche dettagliate e supporto tecnico qualificato per la definizione del ciclo più adatto ad ogni scenario applicativo. La combinazione di prodotti conformi alla norma UNI 11928, sistemi certificati secondo standard europei e formulazioni a basso impatto ambientale rende Icobit un riferimento consolidato per chi opera nel settore dell’impermeabilizzazione professionale. Consiglia questo comunicato ai tuoi amici
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