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Come si applicano gli impermeabilizzanti?

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L’applicazione di un impermeabilizzante è un’operazione tecnica che richiede metodo, materiali certificati e una conoscenza precisa delle condizioni del supporto. Terrazzi, balconi, tetti, lastrici solari e superfici piane in genere sono tra gli elementi di un edificio più esposti alle infiltrazioni d’acqua: un intervento eseguito correttamente protegge la struttura nel lungo periodo, prevenendo danni che, se trascurati, diventano progressivamente più onerosi da risolvere. La corretta sequenza operativa, dalla diagnosi del supporto fino alla verifica finale del manto impermeabile, è determinante per garantire l’efficacia del sistema, indipendentemente dalla tipologia di superficie trattata.

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Perché scegliere un impermeabilizzante liquido

I sistemi impermeabilizzanti liquidi si sono affermati come soluzione innovativa di riferimento per l’impermeabilizzazione di coperture e superfici in edilizia. A differenza dei sistemi a rotolo o modulari, le membrane liquide possono essere applicate direttamente al di sopra della superficie tramite rullo, pennello, spatola o spruzzo airless, generando un manto continuo e privo di giunzioni o sovrapposizioni.

Questa continuità è il principale vantaggio degli impermeabilizzanti liquidi: elimina i punti deboli tipici dei sistemi in teli o rotoli, come i sormonti e le giunzioni, che nel tempo tendono a cedere sotto l’azione combinata di acqua, cicli termici e movimenti strutturali. La capacità di adattarsi a geometrie complesse – angoli, raccordi, corpi passanti, bocchettoni di scarico – consente una copertura uniforme anche nelle zone più critiche dell’involucro edilizio.

I prodotti impermeabilizzanti sviluppati da Icobit ad esempio, sono formulati in emulsione acquosa, con classe A+ di contenuto di VOC idonei sia per ambienti esterni che interni, e con Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, requisito fondamentale per i progetti soggetti ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai sistemi di certificazione della sostenibilità come LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).

Ispezione preliminare e diagnosi del supporto

Prima di procedere con qualsiasi intervento impermeabilizzante, è necessaria un’analisi accurata dello stato del supporto. Questa fase preliminare condiziona tutte le scelte successive: il tipo di sistema da adottare, la necessità di demolire la pavimentazione esistente o di intervenire in sovrapposizione, e le eventuali operazioni di ripristino strutturale da effettuare.

Gli elementi da verificare in questa fase comprendono:

  • Lo stato della superficie: presenza di fessurazioni, aree di distacco o zone degradate che comprometterebbero l’adesione della membrana;
  • Le condizioni di eventuali membrane impermeabilizzanti preesistenti: perdita di elasticità, microfessurazioni, distacchi localizzati;
  • Le pendenze: un’inadeguata inclinazione verso i sistemi di scarico favorisce il ristagno d’acqua, principale causa di deterioramento precoce dei manti impermeabili;
  • I dettagli costruttivi: bocchettoni di scarico, giunti di dilatazione e raccordi parete-pavimento, zone statisticamente più soggette alle infiltrazioni.

Una diagnosi approfondita permette di definire con precisione il ciclo applicativo più adeguato e di stimare correttamente i costi e i tempi dell’intervento.

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Preparazione della superficie

La preparazione del supporto è la fase più critica dell’intero intervento impermeabilizzante. Un manto di qualità applicato su un substrato inadeguato non garantisce le prestazioni attese: la corretta adesione della membrana liquida al supporto è condizione necessaria per la durabilità del sistema.

Le operazioni di preparazione includono:

  • Pulizia accurata della superficie: rimozione di polvere, residui organici, oli e qualsiasi contaminante che possa compromettere l’adesione;
  • Rimozione delle parti incoerenti: materiali distaccati, friabili o a bassa coesione devono essere eliminati prima dell’applicazione della membrana;
  • Sigillatura di crepe e giunti aperti con malta da ripristino o prodotti specifici compatibili con il sistema impermeabilizzante prescelto;
  • Regolarizzazione della superficie e, ove necessario, correzione delle pendenze per garantire il corretto deflusso delle acque meteoriche.

Al termine di queste operazioni, il supporto deve presentarsi pulito, asciutto e coeso. L’umidità residua del substrato è un parametro da monitorare con attenzione: valori eccessivi possono compromettere l’adesione e favorire la formazione di bolle o distacchi nella membrana.

Solo dopo aver eseguito correttamente la preparazione della superficie è possibile, ove necessario, applicare un promotore di adesione o primer, al fine di agevolare la successiva posa della membrana liquida impermeabilizzante.

Scelta del sistema impermeabilizzante

La selezione del sistema impermeabilizzante più adatto dipende da un insieme di variabili: la natura del supporto, la destinazione d’uso della superficie, le condizioni climatiche locali, l’esposizione ai raggi UV e i requisiti normativi del progetto. Icobit ha sviluppato una gamma di membrane impermeabilizzanti liquide per rispondere ai diversi scenari applicativi dell’edilizia professionale:

Per superfici esposte con elevate sollecitazioni meccaniche e termiche, come terrazzi, balconi e aree umide interne, Icoper HP è la una membrana fibrorinforzata piastrellabile con alta capacità di crack bridging per interventi sia sopra che sottopavimento con incollaggio diretto di piastrelle. Per interventi in condizioni di urgenza o su superfici esistenti, Keep Dry garantisce rapida asciugatura e flessibilità fino a temperature molto basse, riducendo i tempi di cantiere e consentendo recuperi diretti su vecchie guaine a rotoli. Nei contesti in cui il controllo del surriscaldamento estivo è una priorità progettuale, Icoper Star – membrana ad elevato indice di riflessione solare (SRI) – contribuisce sia alla tenuta idraulica sia alla riduzione dell’assorbimento di calore e, quindi, ad un conseguente efficientamento energetico dell’edificio.

Per interventi che richiedono documentazione certificata UE, Icoper Gold è la membrana monocomponente in emulsione acquosa certificata secondo lo standard europeo EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005), che ne attesta le elevate prestazioni e la durabilità nel tempo.

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Fasi applicative: dal primer alla stesura finale

Una volta preparato il supporto e selezionato il sistema, si procede con l’applicazione della membrana liquida. Le fasi operative standard di un ciclo impermeabilizzante liquido professionale si articolano come segue:

1. Applicazione del primer

In funzione del tipo di supporto e della membrana scelta, può essere necessaria la stesura di un primer di adesione. Il primer penetra nel substrato, consolida gli strati superficiali e migliora il legame tra il supporto e la membrana impermeabilizzante. Su supporti in calcestruzzo poroso o su massetti cementizi, il primer riduce l’assorbimento differenziale e garantisce un’applicazione più uniforme.

2. Applicazione in doppia mano della membrana

La prima stesura dell’impermeabilizzante crea lo strato di base del manto. L’applicazione avviene a rullo, pennello, spatola o spruzzo airless, in funzione della viscosità del prodotto e della geometria e della ampiezza della superficie. Per grandi coperture è possibile impermeabilizzare anche mediante spruzzo airless. È fondamentale rispettare il consumo specifico indicato nella scheda tecnica del prodotto per garantire lo spessore minimo di film secco richiesto.

Dopo il tempo di asciugatura della prima mano – variabile in funzione della temperatura e dell’umidità ambientale – si procede almeno con una seconda mano di prodotto stesura. Alcuni sistemi prevedono l’incorporazione di un tessuto di rinforzo tra le due mani nelle zone soggette a maggiore sollecitazione meccanica.

Punti critici da non trascurare

La qualità complessiva di un sistema impermeabilizzante dipende in misura significativa dalla cura con cui vengono trattati i dettagli costruttivi. Le zone più vulnerabili, statisticamente responsabili della maggior parte delle infiltrazioni, richiedono un’attenzione applicativa specifica.

  • Raccordi parete-pavimento: il risvolto della membrana sulla parete verticale deve avere un’altezza minima adeguata, con rinforzo localizzato tramite tessuto-non-tessuto o armatura specifica;
  • Giunti di dilatazione: devono essere trattati con sistemi elastici compatibili, in grado di assorbire i movimenti differenziali della struttura senza compromettere la continuità del manto;
  • Bocchettoni di scarico e pluviali: l’impermeabilizzante deve raccordarsi in modo continuo e privo di discontinuità con il corpo del bocchettone, zona soggetta a ristagno e a variazioni di pressione idrostatica;
  • Angoli e spigoli: le variazioni geometriche concentrano le tensioni meccaniche e richiedono uno spessore di membrana maggiore e, spesso, il rinforzo con armatura localizzata.

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Requisiti normativi e certificazioni di riferimento

L’applicazione professionale di impermeabilizzanti liquidi in edilizia è disciplinata da un quadro normativo specifico. La norma UNI 11928 costituisce il riferimento principale in Italia per la progettazione e la posa in opera dei sistemi impermeabilizzanti liquidi, definendo i criteri prestazionali minimi, le classi di utilizzo e i requisiti.

I sistemi Icobit sono sviluppati in conformità con questo standard e includono prodotti certificati secondo l’EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005), riferimento europeo per le membrane liquide impermeabilizzanti applicate su coperture. Per quanto riguarda la resistenza al fuoco, i cicli certificati Icobit sono classificati Broof secondo la norma EN 13501-5, prestazione massima per le coperture.

Sul piano della sostenibilità ambientale, i prodotti impermeabilizzanti Icobit in classe A+ di VOC, conformi EPD, consentono di soddisfare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici e di contribuire ai punteggi richiesti dai protocolli di certificazione energetica e ambientale degli edifici (LEED, BREEAM, ITACA).

Manutenzione e durabilità nel tempo

Un sistema impermeabilizzante correttamente progettato e applicato a regola d’arte garantisce elevate prestazioni nel tempo, a condizione che venga sottoposto a controlli periodici e manutenzione ordinaria. Le attività di verifica raccomandate riguardano principalmente il monitoraggio dello stato della superficie, dei giunti, dei raccordi, il controllo del regolare deflusso delle acque nei bocchettoni di scarico e la valutazione visiva del supporto per individuare tempestivamente eventuali segnali di degrado.

In caso di danneggiamenti localizzati, i sistemi liquidi offrono un ulteriore vantaggio: la possibilità di intervenire in modo puntuale sull’area compromessa, senza dover rimuovere l’intero manto. Questo aspetto riduce significativamente i costi di manutenzione e prolunga la vita utile complessiva del sistema impermeabilizzante.

Impermeabilizzanti liquidi: un approccio di sistema per risultati duraturi

L’applicazione di un impermeabilizzante non è un’operazione standardizzabile in senso assoluto: ogni intervento richiede un’analisi specifica del contesto, una scelta tecnica del sistema e una posa a regola d’arte che rispetti tutte le fasi del ciclo applicativo. La qualità del risultato finale dipende in misura uguale dalla qualità dei materiali, dalla preparazione del supporto e dalla competenza dell’applicatore.

Icobit, con oltre cinquant’anni di esperienza nel settore degli impermeabilizzanti liquidi, mette a disposizione di progettisti, direttori lavori e imprese specializzate una gamma completa di membrane impermeabilizzanti certificate, schede tecniche dettagliate e supporto tecnico qualificato per la definizione del ciclo più adatto ad ogni scenario applicativo. La combinazione di prodotti conformi alla norma UNI 11928, sistemi certificati secondo standard europei e formulazioni a basso impatto ambientale rende Icobit un riferimento consolidato per chi opera nel settore dell’impermeabilizzazione professionale.

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