Niente sanatorie edilizie e rottamazione: cosa ha deciso il governo sul decreto Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe chiude al condono edilizio e all’ampliamento della rottamazione quater. Inammissibili gli emendamenti della maggioranza.

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Niente sanatorie edilizie e rottamazione: cosa ha deciso il governo sul decreto Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe è un passaggio delicato per il quadro normativo che regola edilizia, fiscalità e governo del territorio. Il recente esame parlamentare ha comportato uno stop netto ai tentativi di riaprire il condono edilizio del 2003 e di ampliare l’ambito applicativo della rottamazione quater. Dunque niente da fare: non ci sarà alcuna rottamazione o condono.

Le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dalla maggioranza, ridimensionando in modo significativo le aspettative di sanatoria e definizione agevolata.

La decisione ha un impatto notevole per il settore immobiliare, dove il tema della regolarizzazione edilizia e della certezza delle regole continua a incidere su investimenti, valorizzazione del patrimonio.

Milleproroghe, non ci sarà nessun condono edilizio

Dopo il mancato inserimento nella Legge di Bilancio, la maggioranza aveva riproposto la riapertura del condono edilizio attraverso il decreto Milleproroghe.

Tre emendamenti di contenuto identico, presentati da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, puntavano a intervenire sull’articolo 32 del decreto-legge n. 269/2003, riattivando la sanatoria edilizia varata nel 2003.

La proposta avrebbe dato alle Regioni il compito di adottare una legge di attuazione entro sessanta giorni, demandando ai legislatori regionali la definizione delle condizioni e delle modalità di accesso alla sanatoria.

L’impianto normativo ipotizzato avrebbe consentito la regolarizzazione di una vasta gamma di abusi edilizi, purché non rientranti nelle ipotesi di insuscettibilità assoluta di sanatoria previste dalla normativa vigente.

Zone sismiche e sicurezza strutturale: il vincolo delle NTC

Un passaggio centrale degli emendamenti bocciati riguardava le costruzioni realizzate in aree a rischio sismico. Anche nella proposta di riapertura del condono veniva ribadito il rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni, imponendo la la doppia conformità alle regole vigenti sia al momento della realizzazione dell’intervento sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria.

Questo aspetto ha alimentato il dibattito politico e tecnico, soprattutto alla luce degli eventi climatici estremi e dei dissesti che hanno colpito diverse regioni del Paese (ultimo in ordine cronologico, sono i crolli a Niscemi, in Sicilia). Il tema della sicurezza strutturale resta infatti strettamente connesso alla pianificazione territoriale e alla resilienza del patrimonio edilizio.

Nessuna rottamazione in arrivo

Allo stesso modo, le Commissioni hanno bocciato l’emendamento che avrebbe ampliato l’accesso alla definizione agevolata dei carichi fiscali. La proposta aveva lo scopo di consentire il passaggio a una nuova “rottamazione quinquies” anche ai contribuenti che, al 30 settembre 2025, risultavano in regola con la rottamazione quater, oggi esclusi dalla normativa vigente.

La dichiarazione di inammissibilità ha confermato l’impianto attuale della disciplina, mantenendo invariato il perimetro soggettivo della definizione agevolata e chiudendo alla possibilità di una riapertura più ampia nel breve periodo.

Il peso dell’esame di ammissibilità

L’esame di ammissibilità ha comportato una riduzione significativa delle proposte emendative, con il taglio di circa 250 interventi su oltre mille presentati.
Oltre a condono edilizio e rottamazione, sono state accantonate anche altre misure di carattere settoriale, tra cui gli indennizzi per gli operatori degli impianti sciistici in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e l’ipotesi di nuovi fondi regionali per il contrasto all’evasione.

Bloccata la “stagione” delle sanatorie

La scelta di non riaprire la stagione delle sanatorie edilizie è un segnale chiaro al mercato immobiliare. La direzione resta quella della certezza del diritto, della conformità urbanistica e del rispetto delle regole tecniche, elementi sempre più centrali anche nell’accesso ai finanziamenti, agli incentivi energetici e ai programmi di rigenerazione sostenibile.

Per operatori, professionisti e investitori, il Milleproroghe conferma, quindi, un orientamento prudente, che privilegia la stabilità normativa rispetto a interventi straordinari di regolarizzazione. Le decisioni prese avranno effetti sulla pianificazione degli interventi edilizi e sulla valorizzazione del patrimonio esistente.

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