Codice dei Lavori: la posizione Finco

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Nell’ambito di una complessiva favorevole valutazione dell’articolato predisposto dal Ministero delle Infrastrutture relativo alla revisione del Regolamento attuativo del Codice Contratti Pubblici, la Finco esprime preoccupazione per la previsione dell’art. 85 dello schema attualmente in discussione.
Essa può infatti consentire ad imprese che non ne hanno le caratteristiche di acquisire qualificazioni usando lavori dati in subappalto.
Anche l’art. 88, che non prevede per l’Avvalimento di qualificazioni superspecialistiche i medesimi limiti che il Codice dei Contratti prevede di norma (art. 37 comma 11, D. L.gsvo 163/06), non può lasciare indifferente il sistema delle imprese specialistiche e superspecialistiche che Finco rappresenta.
Il Regolamento può ancora essere migliorato anche in altre parti anche per dare sostegno, in coerenza con l’approvazione dello Small Business Act, e tutela alle Piccole e Medie Imprese (che in questo periodo più che in molti altri stanno attraversando una congiuntura difficilissima). E’ il caso degli articoli 83, 140, 170 e 186. Altre modifiche andrebbero poi introdotte per premiare delle professionalità che, pur connotate in maniera chiaramente superspecialistica, si trovano costrette in ambiti e declaratorie che ne mortificano la particolarità o che non la riconoscono affatto (Allegato A : OS 21B, OS 10, OS 36- proposta di inserimento-).
Discorso a parte poi meritano le dotazioni di sicurezza stradale: tema di evidente importanza e di grande complessità che potrebbe giovarsi di alcuni accorgimenti a favore della qualità delle lavorazioni che intervengono sulle dotazioni di sicurezza che trovano anche nel Regolamento attuativo, di cui si discute, previsione (art. 120, art. 107 comma 2 per OS 10).
Negative conseguenze avrebbe, in definitiva, una indebita estensione della possibilità da parte delle imprese generali di utilizzare le altrui qualifiche, oltre il limite già stabilito dalla vigente normativa, con riferimento sia alla possibilità di infiltrazioni malavitose nei lavori pubblici, sia alla sicurezza dei cantieri, sia, infine, all’equilibrio ed alla possibilità di armonico esercizio delle attività economiche nel mercato alle Commissioni Pubbliche e delle costruzioni in generale.

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