Nuovo Codice degli appalti in vigore da aprile 2023: punti critici e principali novità

Digitalizzazione, subappalto e revisione dei prezzi sono solo alcune delle novità inserite nel nuovo Codice degli appalti. Alcuni però sollevano dubbi sul rischio di infiltrazioni mafiose.

A cura di:

Nuovo Codice degli appalti in vigore da aprile 2023: punti critici e principali novità

Indice degli argomenti:

Via libera al nuovo Codice degli appalti, approvato in esame preliminare nella seduta del Consiglio dei ministri del 16 dicembre 2022. Come annunciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la nuova formulazione servirà a snellire gli iter burocratici dando così nuovo impulso al settore edile.

La riforma della disciplina degli appalti si basa su due cardini:

  • il “principio del risultato”, quindi favorire l’esecuzione dei contratti con tempestività e con il miglior rapporto qualità-prezzo;
  • il “principio della fiducia” tra privati e Pubblica amministrazione verso procedure legittime e trasparenti.

Nonostante i propositi di efficienza e trasparenza, non sono mancate le critiche, sia da parte degli operatori di settore – che chiedono al governo di organizzare un tavolo di discussione – sia delle associazioni antimafia.

“La voglia di fare presto e di semplificare al massimo può essere una cattiva consigliera e rischia di alimentare gli appetiti di organizzazioni criminali.”
Le dichiarazioni di Libera, associazione antimafia fondata nel 1995.

Nuovo Codice degli appalti, novità principali ed entrata in vigore

Riformando la disciplina precedentemente in vigore, il nuovo Codice degli appalti agisce su diversi fronti, dalla digitalizzazione alla liberalizzazione del subappalto, queste le novità più importanti:

  • via libera agli affidamenti diretti del Comune per lavori fino a 500 mila euro, anche per quelli che non possiedono la qualifica di “stazione appaltante”;
  • liberalizzazione degli appalti integrati, cioè quelli affidati ad un unico soggetto che si occupa sia della fase di progettazione che dell’esecuzione;
  • approvato un nuovo meccanismo di revisione dei prezzi in caso di variazioni (in diminuzione o un aumento) sia di oltre il 5%;
  • maggiore digitalizzazione, soprattutto nei settori dei trasporti, della produzione di energia e acqua.

Nuovo Codice degli appalti, novità principali ed entrata in vigore

Le nuove disposizioni si applicheranno suoi nuovi procedimenti a partire da aprile 2023 ma l’abrogazione del vecchio Codice non ci sarà prima di luglio 2023, data in cui la disciplina aggiornata sarà estesa a tutte le procedure in corso.

Digitalizzazione delle procedure d’appalto

La digitalizzazione delle procedure è il “motore” dell’intera riforma, necessaria a modernizzare il settore adeguandolo agli standard europei. Tutte le fasi dell’appalto saranno digitalizzate con procedure automatizzate, banche dati nazionali, fascicoli virtuali gestiti dall’ANAC.

Anche la procedura di accesso agli atti viene modernizzata, sarà quindi meno onerosa e più snella, e aperta a tutti i cittadini tramite accesso civico generalizzato.

Subappalto

Altra importante novità è il via libera del subappalto a cascata, detto in gergo non tecnico “subappalto del subappalto”, prima vietato. Vuol dire che il subappaltatore potrà, a suo volta, subappaltare l’esecuzione dei lavori.

Autorizzato l’appalto integrato

Abolito il divieto previsto dal precedente Codice circa l’appalto integrato. Significa che, a partire da aprile 2023, la stazione appaltante potrà affidare allo stesso operatore economico sia la progettazione esecutiva che l’esecuzione dei lavori. Restano esclusi gli appalti per opere di manutenzione ordinaria.

Meccanismo di revisione dei prezzi

Diventa obbligatorio prevedere una clausola di revisione dei prezzi se, in corso d’opera, si verifica una variazione di costo oltre il 5%. In caso di variazione dei prezzi, l’impresa committente viene indennizzata dell’80% del maggior costo sostenuto e imprevisto.

Cauzione e garanzia fideiussoria

Prima che il contratto sia concluso, l’appaltatore può chiedere “la sostituzione della cauzione o della garanzia fideiussoria con ritenute di garanzia sugli stati di avanzamento”.

Altra grande novità o il fatto che, in caso di liquidazione giudiziaria, non c’è la decadenza automatica del contratto che, previa autorizzazione del giudice, può passare la curatore.

Procedure sotto la soglia europea

Le soglie previste dal decreto legge 6 luglio 2020, n. 76, meglio noto come dl Semplificazioni, diventano strutturali, salvo qualche eccezione tassativamente indicata nel Codice, ad esempio l’affidamento di appalti con interesse transfrontaliero.

Per le procedure sotto soglia nel nuovo anno varrà il “principio della rotazione”: il divieto di assegnare direttamente l’appalto al contraente uscente. Inoltre sono aboliti i termini dilatori, sia con riguardo al procedimento che ad eventuali contenziosi.

Torna il General contractor

La figura del “general contractor” ovvero l’appaltatore generale che coordina la realizzazione di un’opera pubblica, viene reintrodotta dopo esser stata abolita dal vecchio Codice.

L’operatore economico “è tenuto a perseguire un risultato amministrativo mediante le prestazioni professionali e specialistiche previste, in cambio di un corrispettivo determinato in relazione al risultato ottenuto e alla attività normalmente necessaria per ottenerlo”, dichiara il comunicato stampa del Consiglio dei ministri n.10 del 16 dicembre.
Il general contractor, o appaltatore generale, è la persona fisica o giuridica che ottimizza i processi di costruzione, soprattutto quelli più complessi, ed è nominato dal committente finale.

Responsabilità amministrativa e “paura della firma”

Il provvedimento interviene sulla cosiddetta “paura della firma” che spesso paralizza i lavori per paura di incorrere in sanzioni amministrative o illeciti penali. Il nuovo Codice degli appalti prevede che non si consideri “colpa grave” la violazione o l’omissione determinata dal riferimento a indirizzi giurisprudenziali prevalenti o a pareri delle autorità competenti, alleggerendo in questo modo la responsabilità amministrativa. Lo stesso giudice amministrativo potrà entrare nel merito delle azioni risarcitorie e di rivalsa della stazione appaltante con estensione dell’arbitrato anche alle controversie relative ai contratti.

PPP, Partenariato pubblico-privato

Gli investitori istituzionali potranno partecipare alle gare per l’affidamento di progetti di partenariato pubblico privato (da qui la sigla PPP) avvalendosi di un iter normativo più snello e del diritto di prelazione per l’ente promotore.

Più flessibilità ai settori speciali

Alcuni settori considerati “speciali” poiché essenziali, con la nuova disciplina avranno maggiore flessibilità e iter semplificati. Si tratta degli aggiudicatari operanti nel campo dell’energia, dei trasporti, idrico e altri settori indispensabili. Questi avranno inoltre facoltà di auto-organizzarsi seguendo le direttive del Codice.

Nuovi obblighi per i concessionari senza gara

I concessionari senza gara dovranno obbligatoriamente appaltare a terzi dal 50% al 70% dei lavori o dei servizi, ad eccezione dei concessionari operanti nei “settori speciali” come trasporti e fornitura di energia.