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28 aprile, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto: obblighi, bonifica e normativa 2026 28/04/2026
Indice degli argomenti Toggle Normativa e bonifica dell’amiantoBonus ristrutturazioni amianto: quali spese sono detraibiliBonifica amianto in condominioCome ottenere il bonus ristrutturazioni per la rimozione amiantoRimozione eternit e bonus ristrutturazioni: casi praticiFAQ Bonus Ristrutturazioni e amiantoServe una specifica autorizzazione per rimuovere l’amianto?Come devo effettuare i pagamenti per ottenere il Bonus?Ci sono altri incentivi per la bonifica amianto? La presenza di amianto negli edifici esistenti, ancora oggi, rappresenta una criticità, sia di natura ambientale che di sicurezza delle persone. Sebbene l’uso dell’amianto sia stato vietato con la Legge n. 257 del 1992, sono davvero tante le strutture costruite prima di tale data che ne contengono ancora. Se un’immobile non è mai stato ristrutturato, soprattutto nel caso di alcune tipologie edilizie, la probabilità di trovare questo materiale è elevata, in quanto l’amianto presentava caratteristiche particolarmente interessanti da un punto di vista costruttivo ed era scelto proprio per le prestazioni che assicurava in rapporto alla sua economicità. Un problema spesso da gestire in fase di ristrutturazione edilizia, ormai di primaria importanza il tutto Paese anche per questioni di efficienza energetica e lotta ai cambiamenti climatici. È così che queste due tematiche si intersecano, con soluzioni e incentivi vincenti da ogni punto vista. Da un lato l’esigenza di riqualificare e adeguare un immobile a 360°, dall’altro si pone l’occasione di intervenire e rimuovere i pericoli rappresentati dall’amianto. La manutenzione straordinaria di un immobile e la sua ristrutturazione sono infatti l’occasione perfetta per liberarsi dell’amianto, potendo usufruire di vantaggiose detrazioni fiscali e incentivi. Grazie al Bonus Ristrutturazioni, la bonifica dell’amianto può essere inserita tra gli altri interventi, diventando parte integrante di un processo di riqualificazione più ampio. Ecco il quadro aggiornato al 2026 delle detrazioni in vigore per rimozione, trasporto e smaltimento di questo materiale. Normativa e bonifica dell’amianto Prima di approfondire i vantaggi offerti dai bonus fiscali nel caso di presenza di amianto, è importante fare una premessa in merito alla normativa vigente e al significa di bonifica. Il punto di riferimento principale per la gestione dell’amianto sono la Legge 257/1992 e il DM 6 settembre 1994, i quali sanciscono il divieto di utilizzo del materiale e prevedono precisi obblighi in capo ai proprietari di immobili. Non esiste un obbligo generalizzato di rimozione se il materiale è integro e non rappresenta un rischio, ma è comunque necessario garantire il monitoraggio nel tempo. Quando, invece, l’amianto è in cattivo stato (quindi deteriorato o friabile), l’intervento di bonifica diventa obbligatorio e deve essere affidato a imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. La normativa ha anche introdotto l’obbligo per i proprietari e i responsabili di attività di segnalare la presenza di materiali contenenti amianto (MCA) e di procedere alla bonifica secondo protocolli precisi. Parlare di tecniche di bonifica significa, secondo la normativa, valutare una delle seguenti ipotesi: rimuovere fisicamente i materiali contenenti amianto (rimozione); isolare i componenti in amianto e impedirne il rilascio di fibre (confinamento); trattare gli elementi in amianto con sostanze specifiche per impedire la dispersione (incapsulamento). La scelta dell’intervento più idoneo dipende dallo stato di conservazione del materiale e dalla destinazione d’uso dell’edificio e dal livello di rischio di esposizione. Bonus ristrutturazioni amianto: quali spese sono detraibili La bonifica dell’amianto può avvenire congiuntamente alle opere di ristrutturazione e pertanto beneficia di interessanti detrazioni fiscali. Confermato per tutto il 2026, il Bonus ristrutturazioni, applicabile anche in caso di rimozione dell’amianto, consiste nella detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per rimozione, trasporto e smaltimento in discariche autorizzate, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione scende per gli immobili diversi dall’abitazione principale, passando dal 50% al 36%. E’ possibile detrarre sia le spese di bonifica, che del successivo smaltimento. Essendo un materiale pericoloso, infatti, l’amianto richiede di essere gestito in modo puntuale, con attenzioni sia nella fase di manipolazione, che di successiva gestione come rifiuto. La possibilità di richiedere il Bonus Ristrutturazioni è valida al di là della categoria edilizia dell’edificio oggetto di intervento e non è necessario che la bonifica sia combinata ad un recupero globale dell’immobile. In sostanza, se le uniche spese sostenute sono legate alla gestione e trasporto dell’amianto, è comunque possibile ricorrere alla detrazione fiscale. Bonifica amianto in condominio La bonifica dell’amianto in ambito condominiale è obbligatoria quando il materiale è deteriorato o friabile, poiché pericoloso per la salute. I costi per la gestione e lo smaltimento sono a carico di tutti i condomini, ripartiti secondo i millesimi di proprietà. Soltanto ditte specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali possono occuparsi dei lavori, previa notifica all’ASL competente. Come ottenere il bonus ristrutturazioni per la rimozione amianto Il Bonus Ristrutturazione per la detrazione di spese connesse alla bonifica amianto non presenta variazioni rispetto a quanto avviene nel caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per usufruire della detrazione al 50% è necessario seguire alcune regole precise. I lavori devono essere affidati a ditte specializzate, regolarmente iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, e i pagamenti effettuati tramite “bonifico parlante”, indicando nella causale il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o codice fiscale della ditta esecutrice. Il richiedente deve avere cura di conservare tutte le fatture e le certificazioni relative allo smaltimento del materiale. La detrazione Irpef è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare (se prima casa) e del 36% (per la seconda); la detrazione viene recuperata in dieci quote annuali di pari importo all’interno di Dichiarazione dei redditi. Oltre alla bonifica amianto, è richiedibile per tutte le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Per poter accedere è essenziale conservare tutta la documentazione relativa all’intervento, inclusa la pratica e le autorizzazioni del caso (a seconda della natura dell’intervento potrebbe essere una CILA, una SCIA o anche un permesso di costruire), le fatture e i bonifici parlanti effettuati. Rimozione eternit e bonus ristrutturazioni: casi pratici Sia la rimozione dell’eternit che dell’amianto sono agevolate. Per i privati cittadini, l’intervento rientra nel Bonus ristrutturazioni, con detrazione del 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, recuperabile in dieci rate annuali o del 36% sugli immobili non abitazione principale. Quando la bonifica dell’amianto va di pari passo con i lavori di efficientamento energetico, ad esempio la coibentazione del tetto, le spese possono ricadere nell’Ecobonus con detrazione, anche in questo caso, fino al 50%. Anche le aziende hanno accesso a diversi incentivi: tra questi si cita il Bando ISI Inail finanzia fino al 65% dei costi per rimozione e smaltimento dell’amianto, con massimali fino a 130.000 euro, estendendo il contributo anche al rifacimento della copertura. Le aziende agricole, invece, possono beneficiare del Parco Agrisolare del PNRR, che prevede contributi a fondo perduto fino all’80% in alcuni casi per interventi che combinano la rimozione dell’amianto con l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti aziendali, favorendo al contempo sicurezza e sostenibilità energetica. FAQ Bonus Ristrutturazioni e amianto Serve una specifica autorizzazione per rimuovere l’amianto? La rimozione dell’amianto è un’opera che richiede specifiche attenzioni. È fondamentale rispettare quanto previsto dalla normativa, anche per non correre rischi inutili. Nello specifico è obbligatorio presentare un piano di lavoro all’ASL competente e attendere l’approvazione. Inoltre, i lavori devono essere eseguiti da ditte specializzate e autorizzate. A seconda del tipo di intervento, poi, potrebbe essere necessario anche un permesso in ambito edilizia (ad esempio per il rifacimento di una intera copertura). Come devo effettuare i pagamenti per ottenere il Bonus? Per non compromettere l’accesso al bonus, i pagamenti devono essere effettuati con bonifico parlante, riportando causale specifica per le detrazioni con il corretto riferimento normativo, i dati del beneficiario e il suo codice fiscale o partita IVA, l’importo della fattura, il codice fiscale del beneficiario della detrazione. Ci sono altri incentivi per la bonifica amianto? Oltre al Bonus Ristrutturazioni, effettivamente c’è un’altra misura da considerare, connessa però esclusivamente ai luoghi di lavoro. Il Bando ISI Inail 2024, infatti, tra gli interventi ammessi prevede proprio la voce “Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (di cui all’Allegato 3) – Asse di finanziamento 3”. Si tratta di un’agevolazione con un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese sostenute (fino a una spesa ammissibile di 130.000 euro) per le aziende che investono in progetti utili a migliorare le condizioni di Salute e Sicurezza dei Lavoratori. 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