RAEE e fotovoltaico: cosa cambia davvero nella gestione dei pannelli a fine vita dal 2026

RAEE e fotovoltaico: cosa cambia dal 2026 nella gestione dei pannelli a fine vita. Nuove regole su responsabilità del produttore, RAEE storici e tracciabilità dei moduli solari.

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RAEE e fotovoltaico: cosa cambia davvero nella gestione dei pannelli a fine vita dal 2026

Il fine vita dei pannelli fotovoltaici è tema ormai centrale, specialmente negli ultimi anni. L’aumento delle installazioni ed il progressivo invecchiamento del parco esistente, rendono necessaria una gestione chiara e strutturata dei moduli ormai dismessi, nel rispetto delle normative e dell’ambiente.

Grande importanza, in questo contesto, è il d.lgs.n. 2 del 7 gennaio 2026, in vigore dal 24 gennaio 2026, che recepisce la Direttive UE 2024/888. Qui viene aggiornata in modo significativo la disciplina sui RAEE, chiarendo alcuni punti sostanziali che incidono sull’intero ciclo di vita del pannelli fotovoltaici (dalla produzione allo smaltimento).

Da questo intervento deriva un rafforzamento del principio di responsabilità del produttore, con alcuni effetti di grande riverenza per il settore. Ecco i dettagli e le novità principali.

RAEE e fotovoltaico, il nuovo inquadramento normativo

Tra gli aspetti di maggior rilievo del decreto c’è la ridefinizione dell’ambito di applicazione della disciplina sui RAEE. Il testo va a modificare l’articolo 4 del d.lgs. 49/2014 chiarendo, una volta per tutte, che i pannelli fotovoltaici non possono essere assimilati ai RAEE storici, categoria limitata agli apparecchi elettrici ed elettronici immessi nel mercato prima del 13 agosto 2005, o prima del 15 agosto 2018 per le AEE nel regime open scope.

Escludendo i pannelli dai RAEE, il legislatore intende riconoscere la specificità tecnica e industriale del fotovoltaico, marcando una separazione netta dalle altre apparecchiature elettriche.

I profili di responsabilità del produttore

Oltre all’esclusione dai RAEE, altro aspetto importante della riforma è l’aggiornamento dei profili di responsabilità del produttore dei pannelli fotovoltaici.

Secondo il nuovo testo, per tutti i moduli immessi dal 13 agosto 2012, la gestione finanziaria dei rifiuti deve essere a carico dei produttori, sia in caso di destinazione domestica che professionale. Sono esclusi, invece, i pannelli immessi precedentemente a tale data.

Oltre a ciò, il decreto chiarisce che non vi è alcuna distinzione legata alla tipologia di impianto, rendendo uniforme la disciplina applicativa dal fotovoltaico residenziale e quello industriale.

Marcatura, tracciabilità e allineamento agli standard tecnici europei

Accanto alla responsabilità finanziaria, il decreto interviene anche sugli obblighi di identificazione dei pannelli fotovoltaici. La modifica dell’articolo 28 del d.lgs. 49/2014 chiarisce che l’obbligo di apposizione del marchio identificativo si applica ai moduli immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, rafforzando la tracciabilità dei prodotti e la loro corretta classificazione come RAEE a fine vita.

L’aggiornamento richiama inoltre i più recenti riferimenti normativi tecnici CEI e CENELEC, con effetti diretti sulla documentazione di conformità e sulla gestione operativa dei rifiuti. La corretta identificazione dei pannelli diventa così un elemento chiave non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo della compliance normativa.

Impatti operativi per il settore immobiliare ed energetico

Le novità introdotte dal decreto del 2026 incidono in modo concreto sulle strategie di lungo periodo di progettisti, sviluppatori e operatori del settore immobiliare ed energetico. La gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici non può più essere considerata una variabile residuale, ma entra a pieno titolo nelle valutazioni economiche, ambientali e finanziarie degli investimenti.

In un contesto in cui il recupero delle materie prime critiche e la sostenibilità delle filiere produttive assumono un peso crescente nelle politiche europee, il fotovoltaico viene definitivamente riconosciuto come una tecnologia matura, chiamata a gestire in modo strutturato anche la fase di dismissione.

Il decreto legislativo n. 2/2026 segna quindi un passaggio chiave verso una maggiore certezza normativa e una gestione più trasparente del ciclo di vita e smaltimento degli impianti, rafforzando il ruolo del fotovoltaico all’interno della transizione energetica e dell’economia circolare.

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