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I materiali compositi: innovazione strutturale e libertà progettuale nell’architettura contemporanea 12/01/2026
A cura di: Laura Murgia La ceramica è da tempo considerata un materiale standard nel mondo dei sanitari, apprezzata per la sua durezza e per la superficie smaltata facile da pulire. La resina, invece, è un materiale composito di nuova generazione, composto generalmente da cariche minerali e resine sintetiche. Questa composizione consente una maggiore versatilità nella lavorazione e offre soluzioni differenti sia in termini di forma che di finitura superficiale. Resistenza agli urti e alla quotidiana usura Uno degli aspetti fondamentali nella scelta tra un piatto doccia in resina e uno in ceramica è la resistenza. La ceramica è molto dura, ma questa sua rigidità la rende anche fragile in caso di urti violenti: un oggetto pesante che cade da una certa altezza può causare scheggiature o crepe visibili. Inoltre, le riparazioni su ceramica risultano spesso complicate o, in alcuni casi, impossibili senza la sostituzione completa del piatto. La resina, al contrario, ha una maggiore elasticità e tollera meglio gli impatti. La sua composizione permette infatti di assorbire piccoli urti senza danneggiarsi. In caso di graffi superficiali o piccole abrasioni, è spesso possibile intervenire con prodotti specifici o kit di ripristino. Anche sotto l’aspetto dell’usura legata al tempo, i piatti in resina mantengono prestazioni costanti, anche se la qualità varia a seconda della tipologia di materiale e delle finiture applicate. Manutenzione e pulizia ordinaria La pulizia è un elemento essenziale per preservare la funzionalità e l’aspetto estetico della zona doccia. I piatti in ceramica sono noti per la loro superficie liscia e smaltata, che rende difficile l’adesione dello sporco. Tuttavia, nel tempo potrebbero comparire zone opacizzate a causa dell’accumulo di calcare, soprattutto nelle aree con acqua molto dura. La superficie dei piatti in resina è spesso trattata per essere antiscivolo, ma questa finitura può essere leggermente porosa o materica. Ciò comporta una maggiore attenzione nella pulizia, perché le micro-trame superficiali possono trattenere sporco o residui di sapone. Tuttavia, i trattamenti antibatterici e idrorepellenti applicati durante la produzione riducono sensibilmente questo rischio. La manutenzione ordinaria richiede l’utilizzo di detergenti neutri, evitando sostanze troppo abrasive che potrebbero rovinare le finiture. Aspetti estetici e possibilità di personalizzazione Uno dei punti di forza dei piatti in resina è la loro ampia gamma di finiture. Possono essere prodotti in diverse tonalità, sia neutre che più marcate, con superfici opache, effetto pietra o cemento, fino a versioni più moderne dal look materico. Inoltre, si adattano bene anche a soluzioni su misura, grazie alla possibilità di taglio personalizzato, particolarmente utile nei bagni con geometrie irregolari o spazi ridotti. Al contrario, i piatti in ceramica vengono tendenzialmente realizzati in forme e misure standard, prevalentemente bianche e lucide. La loro produzione industriale comporta spesso una minore varietà dal punto di vista cromatico ed estetico. Per chi cerca una soluzione che si integri con rivestimenti continui o pavimenti di tendenza, le proposte in resina risultano più versatili, anche per progetti di ristrutturazione moderni o integrati. Peso, installazione e praticità in cantiere Il peso del materiale incide direttamente sulla facilità di trasporto e installazione. I piatti doccia in ceramica, essendo molto densi, risultano pesanti e talvolta difficili da maneggiare, soprattutto nei modelli di grandi dimensioni e questo può comportare un aumento dei tempi di posa. La resina, pur essendo solida e resistente, ha un peso inferiore rispetto alla ceramica. Questo li rende più maneggevoli e semplici da installare anche in situazioni non standard, come nei piani alti o in ambienti con accessi complicati. Il taglio su misura consente inoltre di adattarsi a ogni contesto architettonico, evitando interventi murari complessi. Una valutazione anche economica La differenza di prezzo tra i due materiali è generalmente contenuta, ma dipende dalla fascia di prodotto e dalla marca. I piatti in ceramica hanno costi più omogenei, essendo spesso realizzati in grandi volumi. La resina, invece, può avere una forbice di prezzo più ampia, soprattutto nei modelli con finiture particolari o dimensioni fuori standard. Per chi cerca una soluzione economica, la ceramica può ancora rappresentare una scelta adeguata, pur con qualche limite in termini di personalizzazione. I modelli in resina rappresentano un’alternativa interessante per chi desidera una maggiore flessibilità progettuale, accettando però di prestare attenzione alla manutenzione e alla qualità della superficie. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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