A cura di: Fabiana Murgia Indice: Futura – La scuola per l’Italia di domani Perché la scuola deve essere ripensata? Le Linee guida per progettare la scuola del futuro Alla conferenza sono intervenuti, oltre al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, alcuni componenti del gruppo responsabile dell’elaborazione e redazione del documento: l’Arch. Stefano Boeri, Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, l’Arch. Cino Zucchi e l’Arch. Luisa Ingaramo, Compagnia di San Paolo. “Un nuovo modo di concepire gli edifici scolastici porta con sé un nuovo modo di fare scuola. Il documento delinea principi che orientano la progettazione e la costruzione di nuovi istituti scolastici, ma anche i comportamenti di chi li abita, studentesse, studenti, personale scolastico, famiglie e comunità – ha dichiarato il Ministro Bianchi –. Ringrazio tutti i componenti del gruppo di lavoro per il loro contributo: un atto di civismo importante. Il PNRR è un’azione collettiva per il presente e il futuro delle nuove generazioni. Dopo settimane di lavoro, posso annunciare inoltre che abbiamo aumentato le risorse a disposizione del bando, dagli iniziali 800 milioni previsti a circa 1,17 miliardi”. Futura – La scuola per l’Italia di domani Futura – La scuola per l’Italia di domani sfrutta le risorse nazionali ed europee per dare vita a un modello di scuola innovativa, sostenibile, sicura e inclusiva, prefissandosi l’obiettivo di realizzare un nuovo sistema educativo che coinvolga non solo studenti e insegnanti, ma l’interna comunità limitrofa. Garantire il diritto allo studio e sviluppare un nuovo modello educativo, basato sulle competenze digitali, sulla partecipazione e il coinvolgimento di tutti i 5 sensi, permette di fornire gli strumenti utili e necessarie ad affrontare le sfide del futuro e abbatte ogni tipo di barriera accogliendo le diversità etniche, cognitive e culturali non solo per l’arricchimento personale, ma anche per la crescita strategica del Paese. Perché la scuola deve essere ripensata? Ripensare la scuola è un’azione funzionale non solo per studenti e insegnanti, ma per l’intera collettività. Agire sulla scuola vuol dire compiere un’azione civica che guarda al futuro e definire lo sviluppo del nostro Paese nei prossimi decenni. La domanda da porsi, quindi, è: di cosa hanno bisogno la comunità scolastica e territoriale? Attraverso il PNRR il parco dell’edilizia scolastica sarà protagonista di un rinnovamento diffuso che non ha eguali nella recente esperienza italiana. La progettazione e la costruzione degli edifici scolastici sono definite mediante un decalogo, presentato ieri nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Triennale di Milano, che porterà alla creazione di edifici e ambienti di apprendimento efficaci e funzionali, adeguati ad accogliere nuove metodologie, nuove esperienze e nuovi valori. Le Linee guida per progettare la scuola del futuro Le Linee guida presentate alla Triennale sono il frutto del prezioso lavoro di alcuni grandi architetti e si trovano alla base del concorso di progettazione delle nuove scuole previste dal PNRR con l’obiettivo di generare una nuova scuola non solo dal punto di vista della didattica, ma anche delle architetture, degli spazi e degli arredi. Il documento guida prende il nome di “Progettare, costruire e abitare la scuola” e fornisce indicazioni utili ai progettisti che si occuperanno della realizzazione delle scuole del futuro, a partire da quelle finanziate grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le Linee guida definiscono: Una scuola di qualità, caratterizzata da un’architettura integrata che consenta a tutti di riconoscere il suo ruolo civico nel territorio e da una capacità di adattamento reciproco tra il contenitore e gli spazi: Una scuola a basso consumo, che minimizzi l’impatto ambientale e richieda contenute necessità di manutenzione, favorendo il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica nazionali; Una scuola sostenibile, costruita con materiali eco-compatibili, di provenienza locale o riciclati, e capace di durare nel tempo senza perdere la sua efficienza; Una scuola aperta, attraverso la progettazione di spazi permeabili e accoglienti anche per la comunità che ne potrà usufruire oltre l’orario scolastico; Una scuola fra dentro e fuori, basata sul concetto di porosità, in cui gli spazi esterni, quali cortili, terrazze, giardini pensili, divengono ambienti di formazione; Una scuola per apprendere meglio, in cui l’aula sia il fulcro di un sistema flessibile in grado di ospitare diverse configurazioni e allargarsi agli spazi limitrofi, a seconda dell’esigenze della didattica; Una scuola per chi ci lavora, sensibile anche alle necessità degli insegnanti, in cui gli ambienti per il personale siano ripensati come risorse dell’azione educativa e favoriscano la co-progettazione; Una scuola per i cinque sensi, volta a favorire un apprendimento che coinvolga intenzionalmente corporeità e movimento e che sia sensibile alle differenti modalità e capacità cognitive; Una scuola attrezzata, in cui gli arredi possano essere resi funzionali in base alle esigenze di volta in volta diverse; Una scuola connessa, con nuove tecnologie in tutti gli ambienti, stabili, veloci, sicure, protette e capillari. 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