“Alla crescita ha contribuito il maggiore uso del certificato nei lavori edili privati, che è il settore con la maggiore quota di evasione contributiva. Anche se il balzo è da attribuirsi principalmente all’allargamento del suo ambito di applicazione e ai benefici contributivi ad esso collegati per le aziende di qualsiasi settore produttivo” ha dichiarato Mauro Miracapillo, direttore della Commissione Nazionale paritetica per le Casse Edili (Cnce), a margine del seminario nazionale sulle attività legali delle Casse Edili, che è iniziato oggi e si concluderà domani a Udine. Come noto, il primo gennaio 2011 è partita la sperimentazione che terminerà il 31 dicembre prossimo e che prevede l’inserimento dell’attestazione di congruità della manodopera nel Durc per tutti i lavori pubblici e per quelli privati al di sopra di 70.000 euro. Terminata questa fase di prova, la novità entrerà a regime. Eventuali irregolarità sulla congruità dell’incidenza della manodopera sui lavori non avranno effetto sulla regolarità del Durc fino al 31 dicembre; dal 1° gennaio 2012, comporteranno invece l’emanazione del documento unico di congruità irregolare sino alla regolarizzazione. Le Casse edili hanno iniziato le verifiche delle imprese principali, non di quelle subappaltatrici, per esaminare la manodopera denunciata per ogni cantiere o appalto specifico. “Entro il mese di luglio avremo i risultati delle prime schede di rilevazione, mentre la seconda tranche sarà disponibile a dicembre, quando si potranno finalmente tirare le fila del periodo di prova” chiarisce Miracapillo. Per individuare le soluzioni più idonee per registrare il numero delle ore lavorate di ogni lavoratore presso ciascun cantiere “abbiamo messo in campo una serie di azioni che stiamo via via limando per prepararci alla fase successiva, quando la verifica non riguarderà solo alcuni cantieri” aggiunge il presidente della Commissione. Tra gli obiettivi primari c’è quello di avviare la trasmissione telematica della notifica preliminare, un elemento indispensabile anche se non sufficiente per gestire efficacemente la verifica di congruità a partire da gennaio 2012. “Parlo di insufficienza della sola acquisizione della notifica perché, come dimostrano le esperienze realizzate da alcune Casse, occorre integrare le informazioni contenute nella notifica ogni qualvolta interviene nel cantiere una nuova impresa e utilizzare i dati per un’azione coordinata degli enti paritetici e degli organi pubblici”conclude Miracapillo. E a questo proposito sottolinea la necessità di costituire un Comitato tecnico nazionale composto da direttori, tecnici e società di quelle Casse Edili che hanno da tempo avviato delle esperienze importanti, come ad esempio quelle di Biella, Parma, Milano e Verona. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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