Ante 1967 e stato legittimo degli immobili: il confine tra prova impossibile e abuso edilizio 06/03/2026
“I dati del nostro sistema informativo – ha commentato Armido Frezza, Presidente della CNCE – registrano ogni mese l’acuirsi di una crisi che sta spazzando via competenze e professionalità e sta impoverendo in modo drammatico un settore determinante per la nostra economia.” Il quadro descritto dalla CNCE si ferma al mese di Marzo e riguarda un periodo di 18 mesi, nel corso dei quali il numero delle ore lavorate, degli operai occupati e delle imprese iscritte è andato progressivamente diminuendo. “La riduzione di attività – afferma Franco Turri Vicepresidente della CNCE – risulta particolarmente rilevante in Sardegna dove nell’ultimo anno nelle principali province si è registrata una contrazione delle ore lavorate e della massa salari del 18%. Ma un po’ tutto il Mezzogiorno sembra soffrire maggiormente la crisi. Nello stesso periodo il calo occupazionale più alto in percentuale si registra in Basilicata con un meno 16%. Ma in valori assoluti la perdita di posti di lavoro raggiunge i suoi livelli massimi nei tradizionali distretti edili della Lombardia e del Nord Est dove si sfiorano i 20.000 operai in meno.” Gravissima la situazione delle imprese, “il confronto tra i sei mesi che vanno da ottobre 2009 e marzo di quest’anno con lo stesso periodo di un anno prima – sottolinea Frezza – evidenzia una emorragia crescente di migliaia di aziende, che si vedono costrette a chiudere per mancanza di attività, ma anche per i ritardi eccezionali dei pagamenti di molte committenze pubbliche. Ma nonostante la forte crisi del settore delle costruzioni le Associazioni di settore tengono la barra dritta sulla linea della regolarità contributiva e contrattuale. Abbiamo scelto Caserta non a caso per il nostro convegno annuale, per ribadire il ruolo di presidio della legalità svolto quotidianamente dalle 119 casse edili presenti sul territorio nazionale”. Attraverso l’emissione dei DURC le Casse Edili insieme a INPS ed INAIL garantiscono la regolarità contributiva da parte delle imprese. Dal 1° gennaio del 2006 ad oggi sono stati rilasciati oltre 8 milioni e 500 mila DURC. Nei primi 5 mesi del 2010 oltre 1 milione e 500.000, con la certezza, quindi, di superare ampiamente il numero di 3 milioni entro la fine dell’anno. Inoltre, nell’immediato futuro, il DURC sarà rilasciato solo dopo una verifica della congruità del numero di lavoratori impegnati, dichiarato dall’impresa per ciascun cantiere di lavori pubblici e privati, ampliandone così l’effetto di strumento di controllo. “Si tratta di un immane sforzo organizzativo – ha ricordato Turri – che ha consentito di portare alla luce l’esistenza di oltre 30.000 imprese irregolari corrispondente ad una occupazione di oltre 160.000 dipendenti.” Nelle sue conclusioni il Presidente della CNCE Frezza ha invitato tutte le Pubbliche Amministrazioni al pieno rispetto delle norme di legge che prevedono la presentazione del DURC sia nei lavori pubblici che in quelli privati, annunciando la decisione da parte della CNCE di costituire un pool di legali dedicato a denunciare agli organi competenti tutti i casi di omessa richiesta del DURC da parte di Pubbliche Amministrazioni o di mancate acquisizioni del DURC da parte di Enti locali. Il Presidente della CNCE ha auspicato forme di premialità per le imprese regolari, così da favorire i comportamenti virtuosi rispetto alle forme di irregolarità e concorrenza sleale. “Ci aspettiamo che il Governo dia, in questo senso, risposte concrete a quanto richiesto da tutte le Associazioni di categoria attraverso gli Stati generali delle costruzioni dello scorso anno”. “Condivido pienamente quest’impostazione – ha aggiunto il vicepresidente Turri – perché solo con l’iscrizione delle imprese alle Casse Edili abilitate al rilascio del Durc e un forte sostegno alle imprese regolari avremo una tutela contrattuale effettiva dei lavoratori edili”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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