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Lo scorso dicembre è iniziato il cosiddetto “periodo transitorio” per la marcatura CE delle piastrelle di ceramica, ai sensi della direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione. Il produttore è dunque libero, per un periodo massimo di 12 mesi, di scegliere se seguire la nuova norma armonizzata e applicare la marcatura CE o continuare a usare le vecchie prescrizioni nazionali, senza marcare CE i propri prodotti. La norma armonizzata è la UNI EN 14411 “Piastrelle di ceramica – Definizioni, classificazione, caratteristiche e marcatura” è il frutto di questo impegnativo lavoro. Questa norma, che definisce i termini, i requisiti e i criteri di accettazione per le piastrelle di ceramica, oltre ad essere lo strumento con cui il produttore verifica il proprio prodotto, è la norma di prodotto candidata a diventare “armonizzata” a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Europea. E’, in altre parole, lo strumento che permetterà l’apposizione della marcatura CE sui prodotti stessi, in attuazione della Direttiva Prodotti da Costruzione. La marcatura CE è una sorta di “passaporto” che permette al prodotto di circolare liberamente. Questa deve essere affissa in modo visibile, leggibile e indelebile e deve essere facilmente accessibile alle autorità per i controlli. Un prodotto è considerato idoneo all’impiego previsto se consente, all’opera in cui è inserito, di soddisfare i requisiti essenziali che essa prevede. Fra i requisiti essenziali della direttiva 89/106 si annoverano la tutela della salute, il rispetto dell’ambiente e la sicurezza nell’impiego, obiettivi che già da tempo vengono perseguiti dai produttori di piastrelle di ceramica. La UNI EN 14411 classifica le piastrelle di ceramica in nove gruppi in funzione del metodo di formatura e dell’assorbimento d’acqua. Quest’ultimo è un parametro estremamente importante poiché influenza caratteristiche tecniche quali la resistenza meccanica, la resistenza al gelo/disgelo, la resistenza a flessione. Tutte le caratteristiche che le piastrelle di ceramica devono possedere sono considerate in relazione al loro impiego nelle pavimentazioni interne ed esterne e nei rivestimenti di pareti interni ed esterni. Per ciascuna di esse è riportato il riferimento del metodo di prova. I metodi di prova costituiscono quindici parti della norma UNI EN ISO 10545, la cui parte prima stabilisce i criteri di campionamento I requisiti di idoneità all’impiego delle piastrelle di ceramica sono, invece, riportati nelle appendici normative alla UNI EN 14411. Infine le appendici informative ZA e ZB contengono le caratteristiche essenziali che permetteranno ai produttori di apporre la marcatura CE sui loro prodotti. I produttori, per garantire che i loro prodotti siano conformi alle prescrizioni della norma, devono procedere all’esecuzione di prove iniziali di tipo che riguardano la determinazione delle caratteristiche geometriche e fisico-meccaniche citate nella norma di riferimento. Queste caratteristiche devono essere eseguite quando si sviluppa un nuovo tipo di prodotto e quando si verifica una variazione significativa nelle materie prime o nel processo produttivo che potrebbe alterare le caratteristiche del prodotto finito. Spetta inoltre ai produttori il controllo di produzione in fabbrica, un sistema che deve stabilire e documentare procedure per la verifica interna dei materiali in ingresso, delle attrezzature, del processo di produzione e dei prodotti finiti. Per informazioni: UNI Clara Miramonti, Comparto Costruzioni e-mail: costruzioni@uni.com Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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