Scuola elementare S. Pertini

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Il progetto ha inteso ridefinire il complesso costituito dagli edifici comunali in cui trovano, oggi, collocazione gli spazi della scuola elementare, degli uffici comunali, della palestra, della mensa scolastica ed alcuni generici spazi di servizio.
La presenza simultanea di diverse funzioni pubbliche cittadine, entro un impianto architettonico unitario (sebbene costituito da unità autosufficienti), è stata individuata dal progetto preliminare come un’interessante condizione da consolidare a fronte delle caratteristiche insediative che Boffalora sta assumendo.
Ciò è stato compiuto sia per accrescere il ruolo di riferimento dell’impianto architettonico per l’intero paese, sia per rilevarne la centralità rappresentativa di luogo pubblico per la crescente comunità locale, sia infine per migliorarne l’efficienza e la facilità d’utilizzo.
E’ apparso, tuttavia, necessario che il progetto ridefinisse, le attuali gerarchie, connessioni e relazioni tra i diversi spazi che nello stesso impianto architettonico sono chiamate a soddisfare diverse funzioni e differenti necessità (gli spazi scolastici, gli uffici del municipio, la palestra e di spazi di servizio -depositi, magazzino-).
Così, se da un punto di vista insediativo il progetto accentua l’unità insediativa dell’impianto, trasformandolo da insieme di elementi autonomi (all’edificio originario del municipio si sono aggiunti in tempi successivi altri elementi malamente connessi), in un impianto unitario articolato intorno ad una corte giardino, da un punto di vista dell’articolazione spaziale il progetto ricerca una maggiore autonomia delle parti rispetto alle diverse funzioni, eliminando le attuali difficili sovrapposizioni.
Vengono di seguito elencate alcune tra le più importanti scelte operate dal progetto, tese a:
– Realizzare una forte integrazione funzionale attraverso una struttura architettonica di chiara riconoscibilità in grado di manifestare la sua destinazione pubblica.
– Rafforzare la centralità dell’edificio come centro simbolico e rappresentativo del paese.
– Chiarire le gerarchie delle funzioni presedenti e contemporaneamente definire una forte flessibilità degli spazi.
– Definire una profonda integrazione architettonica tra gli spazi preesistenti e le nuove strutture di progetto.
– Sottolineare l’indipendenza gestionale e funzionale tra le diverse funzioni (Municipio-Scuola-Spazi di servizio).
– Adeguare gli spazi ai più alti standard di servizio che un edificio pubblico, in generale, e una scuola, in particolare, possa offrire in termini di confort adeguatezza e qualità degli spazi.
– Dotare la scuola di efficienti laboratori e di spazi collettivi adeguati.
– Definire un impianto in grado di assolvere contemporaneamente differenti ruoli. Sia quelli già
consolidati (Scuola; Municipio) sia quelli definiti dal nuovo intervento (Biblioteca civica; palestra cittadina; giardino pubblico).
– Dotarsi dei più recenti impianti tecnologici in grado di garantire efficienze di utilizzo e risparmi energetici.

L’edificio comunale posto lungo Via Umberto diviene, quindi, il corpo principale di un nuovo impianto a corte che articola due nuove ali chiamate a ridefinire il rapporto dell’edificio con via Roma e con via Madre Cabrini.
Dal punto di vista dell’organizzazione dello spazio, il progetto, dispone gli uffici del municipio al piano primo, sia per soddisfare le necessità di ampliamento degli uffici stessi (oggi, costretti in spazi insufficienti con disagio per il pubblico e i dipendenti) sia per interromperne l’attuale fastidiosa sovrapposizione con gli spazi scolastici.
Il progetto operando secondo un principio di autonomizzazione dei diversi spazi definisce il nuovo ingresso della scuola elementare, che oltre a rendere autonoma la scuola stessa diviene il fulcro dell’intero spazio scolastico, ponendosi in rapporto sia con la Via Umberto sia con il cortile interno.
La scuola si articola in tal modo, sull’intero piano terra dell’edificio esistente e sui due piani delle due nuove ali dell’ampliamento.
La prima aggrega gli attuali spazi della mensa (raggiungibile, oggi, solo dall’esterno) con nuove dotazioni di laboratori e aule.
La seconda ridefinisce l’attuale palestra (sostituendo il disorientante capannone industriale che ospita una sovradimensionata palestra, con un’ala del nuovo edificio) organizzando nuovi spazi sportivi, spazi di servizio e disponendo una nuova biblioteca scolastica e comunale (oggi il paese non ne possiede alcuna) dal funzionamento autonomo anche a scuola chiusa senza interferenze con gli spazi scolastici.

La Sostenibilità e il risparmio energetico

Tale obiettivo è stato perseguito dal progetto attraverso un approccio simultaneo sul versante della massimizzazione del comportamento spontaneo dell’edificio, ossia sulla passività.
Tale caratteristica comportamentale dell’edificio è stata ottenuta attraverso l’uso di murature altamente performanti in grado di ottimizzare i comportamenti termici dell’edificio nella conservazione dell’energia.
L’edificio risulta completamente rivestito da un cappotto esterno di isolamento di cm 5.
Ma il progetto a interpretato anche il ruolo attivo dell’edificio sia attraverso la collocazione di moduli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica del tipo a sistema connesso in rete. (si veda la relazione relativa all’impianto fotovoltaico e alle potenze di riferimento allegata al progetto), sia attraverso l’utilizzo di tipologie d’impianto tese al risparmio energetico.
L’edificio è provvisto, infatti, di un impianto di riscaldamento funzionante a bassa temperatura (36/38°) del tipo a pannelli radianti a pavimento e produzione del calore e acqua calda con caldaia a condensazione.