Polo Sant’Agostino

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Il progetto, da oltre 60 milioni di euro, porta la firma di Gae Aulenti. E’ uno degli ultimi ai quali ha lavorato l’architetto milanese e prevede la trasformazione del settecentesco ospedale Sant’Agostino di Modena in un grande Polo culturale di 23 mila metri quadrati. L’inaugurazione avverrà nel 2017.
All’interno del complesso restaurato troveranno posto il Polo Bibliotecario con la Biblioteca Estense e la Biblioteca Poletti, oggi collocate nel Palazzo dei Musei; il Polo Espositivo con gli spazi per le mostre d’arte; il Centro per la Fotografia e l’Immagine con la Scuola di Fotografia; il Centro Linguistico e per l’Internazionalizzazione dell’Università; l’auditorium da 180 posti, oltre a bar, ristoranti, negozi, abitazioni a uso foresteria e spazi aperti per manifestazioni e iniziative pubbliche.
Il progetto prevede, tra l’altro, la copertura del Gran Cortile per la realizzazione di una piazza coperta che sarà anche l’atrio del complesso e la costruzione di due torri meccanizzate, dette “Lame librarie”, dove troveranno posto gli oltre 800 mila volumi delle biblioteche Estense e Poletti. Ciascuna lama, per tutta la sua estensione (circa 7 metri sotto e 23 metri sopra il livello del terreno), ospiterà due scaffalature per l’inserimento di cassetti di diverse altezze secondo i diversi formati dei volumi. Attraverso le vetrate delle due “Lame” sarà visibile il meccanismo robotizzato del trasporto dei libri dal deposito fino alle sale di lettura.
Il progetto di un Polo della Cultura, da realizzare all’interno dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, ha preso forma nel 2007 con la firma di un protocollo d’intesa tra Ministero dei Beni Culturali, Comune di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, proprietaria di gran parte dell’edificio. Nel 2009 la Fondazione ha bandito un concorso internazionale al quale hanno partecipato oltre 80 gruppi di progettazione. E’ stato selezionato il progetto presentato del raggruppamento formato dal Consorzio Leonardo di Modena, dallo Studio Gae Aulenti Architetti Associati di Milano e dallo Studio Associato Architetti Doglioni-Daminato di Feltre. Lo scorso ottobre il progetto definitivo ha ottenuto l’approvazione del Ministero per i Beni Culturali.

Facciata di Sant'Agostino
Facciata di Sant’Agostino

Come funzionerà il Polo culturale
Il Polo Bibliotecario sarà il “cuore” del Polo Sant’Agostino, dove troveranno posto la Biblioteca Estense e la Biblioteca Poletti, attualmente ospitate nel Palazzo dei Musei. Nel  seminterrato sono previste la sala di lettura ad accesso libero, il bookshop e il bar caffetteria adiacente al foyer dell’auditorium. Ai piani superiori altre sale di lettura, gli uffici e i laboratori della biblioteche. Le due lame librarie di 23 metri ospiteranno il deposito di oltre 800 mila volumi delle due biblioteche.
Il patrimonio della Biblioteca Estense si è arricchito nei secoli attraverso donazioni, eredità, soppressioni di enti religiosi e acquisizioni di ogni tipo. L’eredità più preziosa è costituita dai manoscritti miniati, dagli incunaboli, dalle cinquecentine e dalle rare carte nautiche degli Estensi. Tra i “gioielli” della Biblioteca il più celebre è La Bibbia di Borso d’Este, codice miniato della metà del Quattrocento, di straordinaria fattura. Alla caduta del ducato di Modena, nel 1859, la Bibbia fu portata via dal duca Francesco V in fuga. Venne recuperata durante la prima guerra mondiale, acquistata a un’asta dal senatore Giovanni Treccani (il fondatore dell’Enciclopedia) e donata alla biblioteca modenese.

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La Biblioteca Poletti è una delle più importanti biblioteche italiane specializzate in storia dell’arte e architettura. Nata dal lascito dell’architetto Luigi Poletti, oggi comprende oltre 16 mila volumi antichi, tra i quali 331 cinquecentine e più di 500 edizioni del XVII secolo, oltre a 4 mila incisioni, altrettanti disegni e una fototeca di 20 mila pezzi.

Il Centro per la fotografia e l’immagine sarà la nuova sede di Fondazione Fotografia, l’istituzione voluta e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con l’obiettivo di allestire mostre, creare collezioni permanenti, offrire percorsi di alta formazione. Gli spazi per l’esposizione delle fotografie sono stati concepiti come ambienti completamente chiusi verso l’esterno con contropareti per il controllo della luce e del clima (temperatura e umidità). La luce sarà diffusa in maniera assolutamente uniforme con la possibilità di modificare colore e intensità in ogni ambiente espositivo. La scuola di fotografia occuperà gli spazi al primo, secondo e terzo piano della ex Chiesa di San Pietro. Il pian terreno sarà occupato da un video-bar.

sala esposizioni

Il Polo culturale ospiterà anche aule e laboratori del Centro linguistico e per l’internazionalizzazione dell’Università. Il trasferimento dalla sede attuale consentirà di consolidare le attività legate alla didattica e alla ricerca e di potenziare alcuni servizi: i corsi di lingua italiana per studenti e manager stranieri; i workshop di scrittura creativa; i servizi di traduzione e interpretariato; la creazione di glossari e banche dati di linguaggio specialistico per enti e aziende; la realizzazione di sottotitoli per materiale video ecc. Il  Centro servirà 6 mila studenti iscritti e 500 studenti stranieri. Accoglierà inoltre le attività didattiche e culturali degli oltre 200 studenti cinesi del Programma Marco Polo di collaborazione tecnica e scientifica tra Italia e Cina. Al centro sarà collegato l’auditorium, utilizzabile per conferenze e proiezioni cinematografiche, che prevede una platea da 130 posti e una galleria da 50 posti. Sarà a disposizione non solo delle istituzioni presenti nel Polo Culturale ma anche per eventi culturali della città.

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Il Polo Espositivo occuperà l’ala ovest dell’edificio che affaccia su Largo Sant’Agostino, costruito nel 1772 come ospedale militare. Sarà organizzato secondo percorsi autonomi affinché possa funzionare indipendentemente dall’apertura delle biblioteche. L’intero corpo dell’ex ospedale militare accoglierà la galleria per le esposizioni d’arte (al pian terreno), gli spazi espositivi della Biblioteca Estense (al secondo piano) e gli spazi espositivi della Biblioteca Poletti (al quarto piano). La galleria al pian terreno è destinata a diventare uno degli spazi principali in città per l’allestimento di mostre d’arte. In quest’ala dell’edificio, al secondo piano, saranno ricollocate anche le settecentesche scaffalature lignee di Pietro Termanini che costituiscono, oltre ai fondi librari, il prezioso patrimonio della Biblioteca Estense. Sempre al secondo piano sono previste aree dedicate alla conservazione ed alla consultazione delle opere rare, antiche e del materiale manoscritto.

Grande rilevanza è stata data alle attività commerciali. Oltre agli spazi del seminterrato nella zona monumentale (caffetteria e bookshop) e della zona non monumentale (video bar collegato al Centro per la fotografia e l’Immagine), le attività commerciali occuperanno un nuovo edificio concepito per ospitare uno store su due piani, uffici e laboratori. La geometria del nuovo edificio favorisce l’ingresso al Polo culturale, da Via Berengario e da Via Ramazzini, e il suo attraversamento.  Al piano terra del vecchio edificio che si affaccia su via Berengario è previsto un bar ristorante. Al primo e secondo piano dello stesso edificio i locali della foresteria. Particolare attenzione è stata dedicata alla progettazione delle aree e delle corti esterne in quanto spazi strategici per la connessione tra le varie funzioni presenti all’interno del Polo Culturale e tra queste la città.

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