Milano, architetture verdi all’Isola

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La capitale economica d’Italia sta velocemente cambiando aspetto. Vecchi edifici abbandonati tornano a nuova vita con soluzioni architettoniche innovative dal punto di vista ambientale ed energetico e riqualificano parti di città. È il caso dell’intervento edilizio di UnipolSai Assicurazioni in uno dei quartieri più vivaci della città. La soluzione architettonica green è di Progetto CMR

a cura di Pietro Mezzi

Render del complesso UnipolSai di via De Castillia a Milano (Progetto CMR)

Milano si sta velocemente trasformando. Una zona in particolare fermento edilizio e sociale è il quartiere Isola, poco distante da piazza Gae Aulenti, una delle nuove centralità urbane milanesi. Un quartiere, quello dell’Isola, diventato oggi luogo di innovazione e di vivacità urbana.

Sempre più spesso quindi si assiste a operazioni di trasformazione urbanistica ed edilizia che riqualificano pezzi di città costruita. È il caso della nuova sede di UnipolSai Assicurazioni in via De Castillia 23, che nasce dalla riqualificazione di un complesso di edifici anni Ottanta, a lungo abbandonati, e dal miglioramento di una zona della città.

Render del complesso UnipolSai di via De Castillia a Milano (Progetto CMR)

Il nuovo complesso sarà formato da due corpi di fabbrica di 53 e 15 metri di altezza. La soluzione architettonica proposta da Progetto CMR, società milanese di progettazione integrata, prevede un intervento a tutto tondo, che mira non solo a rivoluzionare gli aspetti estetici dell’edificio, ma a incrementarne la funzionalità, le prestazioni energetiche e l’efficienza complessiva.

La scelta iniziale della committenza ha riguardato la trasformazione in uffici dei primi due piani fuori terra, in precedenza destinati ad autorimessa. È così aumentata la superficie terziaria e sono stati liberati gli ampi spazi al piano terra, rendendoli fruibili anche dall’esterno.

Tratto qualificante dell’intervento ha riguardato la facciata “cucita sull’edificio come un prezioso tessuto di vetro – scrivono i progettisti – che restituisce giochi di luce sempre diversi secondo il punto di visuale. Si tratta di una facciata prismatica, dinamica ed elegante, che dialoga con gli edifici circostanti, ben inserita nel contesto architettonico della zona”.

Facciata del complesso UnipolSai di Milano,cucita sull’edificio come un prezioso tessuto di vetro

Caratteristica chiave del progetto, interamente disegnato in Bim, è la profonda innovazione tecnica e impiantistica che ha interessato il complesso, rendendolo un esempio di architettura green. Si è scelto infatti di trattare parte delle superfici esterne in grés con biossido di titanio, un rivestimento che contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico locale. Il materiale innesca un processo fotocatalitico che permette lo scioglimento degli agenti inquinanti, che per il complesso di via De Castillia 23 si traduce in una riduzione attesa di 36 kg all’anno di ossido di azoto, l’equivalente dell’apporto di 122mila metri quadrati di aree verdi.

Render del complesso UnipolSai di via De Castillia a Milano (Progetto CMR)

L’edificio è contraddistinto dall’impiego di impianti tecnici di ultima generazione, che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di energia. Il sistema fotovoltaico integrato in copertura produce circa 40mila kWhel/anno di energia pulita, evitando l’emissione in atmosfera di 13 tonnellate di CO2 all’anno. Una pompa di calore ad acqua di falda ad altissima efficienza sfrutta l’energia geotermica sia per il riscaldamento che per il raffreddamento degli uffici.

Secondo gli studi condotti dal team di ricerca & sviluppo di Progetto CMR, i duemila metri quadrati di aree verdi concorreranno a rendere più salubre l’ambiente e a purificare l’aria circostante, assorbendo circa 12 tonnellate di anidride carbonica all’anno e rilasciando nove tonnellate di ossigeno.

Rendering interni nuova sede UnipolSai di via De Castillia a Milano (Progetto CMR)

Per gli ambienti interni, sono stati condotti studi specifici per migliorare i livelli di illuminazione naturale degli uffici, risolvendo alcune criticità legate alla struttura esistente, come l’elevata profondità dei corpi edilizi: il risultato finale è un aumento atteso del 30% della luce diffusa e del 36% della luce globale (diretta più diffusa) rispetto a un edificio con uffici di profondità standard, con conseguente riduzione di utilizzo dell’illuminazione artificiale e risparmio energetico.