Da manufatto anonimo a edificio consapevole

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Un modesto fabbricato posto su un piccolo lotto di terreno in aderenza alla Strada Statale Varesina, senza qualità alcuna e costituitosi per superfetazioni successive, è l’oggetto dell’intervento di recupero teso alle definizione di uno spazio adeguato ad ospitare uno studio professionale.
Il progetto architettonico si confronta con vincoli amministrativi molto severi quali distanze da confini di proprietà e dalla strada, eccessiva prossimità con altri fabbricati e infine un intero fronte, in affaccio sulla pertinenza confinante, che deve necessariamente restare cieco.
L’evidente assenza di gradi di libertà nella ridefinizione del complesso edilizio definisce quindi un perimetro planimetrico non modificabile, riconoscibile nel fabbricato esistente da una porzione di muro esterno e da pilastri primari in mattoni. Questi elementi sono conservati, consolidati e ricompresi nella struttura del nuovo fabbricato.
La volontà del progettista di conferire all’edificio un deciso carattere architettonico e un autonomia di linguaggio rispetto al contesto, vista l’impossibilità di alterarne il sedime in pianta, si manifesta principalmente nella definizione di un fronte inclinato.
Esso, oltre a esprimere compiutamente una decisa connotazione compositiva, si propone anche come manufatto ad alto contenuto tecnico, assorbendo nel suo spessore tutta la principale distribuzione impiantistica elettrica, idrico sanitaria e di condizionamento che supporta la nuova funzione insediata.
Il progetto si sviluppa intorno all’idea di costituire un volume puro, innestato su un elemento trasparente continuo, concluso con un coronamento a falda che appare sospeso.
La verticale della linea di colmo diventa generativa per la costruzione dello spazio interno e offre la percezione della doppia altezza sia sul vano scala che sulla porzione di piano che si affaccia sulla scala stessa, dalla quale è diviso unicamente da una lastra di vetro, per esaltare maggiormente la continuità volumetrica.
La pianta conserva, come detto in precedenza, le rigide proporzioni originali: un rettangolo costituito da due quadrati accostati, la cui mediana costituisce l’asse dei pilastri centrali in mattoni dell’edificio preesistente.
La sezione propone analogie con i rigorosi rapporti geometrici dettati dalla pianta, mentre i prospetti seguono uno schema maggiormente dinamico e sono scanditi dai moduli che ordinano le vetrate e il frangisole.
I muri perimetrali, non potendo subire modifica di tipo dimensionale come già sottolineato, vengono sgravati da funzioni portanti.
Si costituisce una trama di pilastri d’acciaio a sezione circolare (diametro 160 mm.), arretrata rispetto al perimetro dell’edificio, che assolve ai compiti strutturali.
Il collegamento tra le muratura esistente in mattoni sul lato cieco a confine e la parte in aggiunta è realizzata tramite blocchi di cls alleggeriti, adeguatamente legati al paramento preesistete.
Il solaio di copertura è realizzato con l’ausilio di lastre prefabbricate alleggerite con blocchi polistirolo ad alta densità, con funzione anche di isolamento, e getto integrativo in cls.
La scala interna è composta da cosciali portanti costituiti da profili angolari da 200 x 90 mm sui quali poggiano i gradini, imbullonati con elementi in acciaio inox.
Gli elementi che compongono la parte a vista della scala sono tutti assemblati senza alcuna saldatura.
Il nero delle strutture portanti e della scala insieme al bianco assoluto delle superfici verticali definiscono un interessante contrasto con i piani orizzontali di calpestio e il piano inclinato della copertura.
I pavimenti hanno superficie policroma realizzata mediante posa di parquet in listelli di cinque essenze diverse (rovere, iroko, merbao, doussiè, aban). L’intradosso della copertura è rivestito con perline maschiate aventi 10 cm di larghezza.
L’esterno dell’edificio è interamente rivestito con un sistema a cappotto tradizionale, che consente di controllare eventuali assestamenti differenziati tra le murature preesistenti in mattoni, e quelle nuove in blocchi alleggeriti e calcestruzzo.
Le parti inclinate sono montate su un telaio portante in profili di ferro fissato alle murature perimetrali.
La superficie complessiva esterna è in intonaco civile colorato bianco in pasta.
La strato di finitura e protezione esterna della copertura è realizzato con lastre di rame zincato.
Queste sono posate con tecnica a doppia aggraffatura su un assito continuo, senza l’ausilio di fissaggio o foratura per una maggiore tenuta.
Il frangisole, che caratterizza la porzione inclinata del prospetto, assume il ruolo di importante elemento tecnico e architettonico assolvendo contemporaneamente al compito di moderazione dell’irradiamento solare (la facciata è esposta ad est) e di schermatura visiva, salvaguardando doppiamente lo svolgimento delle attività interne.
Le pale, realizzate in alluminio pressopiegato, sono a sezione ellissoidale e orientabili elettricamente con movimento sincronizzato.
I serramenti apribile sono in alluminio di colore nero mentre la fascia perimetrale al primo piano è realizzata con vetro strutturale.
Questo accorgimento tecnico, insieme all’arretramento dal filo di facciata dei pilastri in ferro che compongono la struttura portante, amplifica l’effetto di trasparenza e di ‘sospensione’ della copertura, che risulta effettivamente collegata all’edificio in maniera continua solo nella porzione verso il muro di confine.
La perimetrazione dell’area esterna, adibita a parcheggio privato, non segue la logica tradizionale dell’anonima cancellata, al contrario è chiarita con la costruzione di un muro inclinato che si raccorda all’edificio, divenendo parte integrante del disegno complessivo.
Così operando si è conferito ad un luogo tradizionalmente privato e marginale quale è il cortile di pertinenza la stessa dignità formale di uno spazio pubblico aperto.
Una scelta coraggiosa in linea con la coerenza formale e la logica costruttiva che permea tutto l’intervento.

Scheda tecnica
Struttura: Fondazioni in cls.
Vespaio in igloo di pvc, sottofondi alleggeriti.
Isolamento esterno a cappotto.
Serramenti a TT. con vetrocamera (vetro strutturale al 1° piano).
Pavimento in parquet 14 mm a listelli binati (essenze: rovere, iroko, merbao, doussiè,aban).
1° solaio in laterocemento.
2° solaio di copertura in elementi pref. di polistirolo
copertura in rame zincato (posa a doppia aggraffatura)
impianto di condizionamento con U.T.A. esterna
canne ed esalatore esterne in acciaio.
Calcolo strutture: Ing. Raffaello Bessega

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