Casa con cupola

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Il progetto di seguito presentato riguarda un edificio abitativo privato, posto in un’area collinare del Comune di Narbolia, in provincia di Oristano.
L’area fronteggia la penisola del Sinis, con una notevole vista panoramica sulle zone umide di Cabras e sul mare.
L’obiettivo del progetto era di collocare l’edificio nella parte più alta della zona collinare, quella che gode della migliore esposizione, ma che è anche la meno accessibile. Allo stesso tempo si voleva inserire l’edificio nel paesaggio e quasi mimetizzato con esso, un’architettura “naturale” coerente con le forme e i materiali del luogo.
Il progetto aveva un altro tema dominante, quello della sostenibilità edilizia, cioè il contenimento dei carichi ambientali, il risparmio energetico, il risparmio di acqua, il risparmio di risorse, lo sfruttamento di energie rinnovabili.
Per soddisfare queste esigenze, si è sviluppata un’architettura con forti caratteristiche bioclimatiche, cercando l’orientamento, la tipologia e le forme ottimali per adattarsi alle curve di livello e alla pendenza del terreno.
Prevedendo alcune parti parzialmente interrate a nord, per ridurre le dispersioni termiche, l’esposizione ai forti venti invernali ed anche l’impatto architettonico. In questa logica si è scelto di costruire un edificio con un solo piano d’altezza, con conseguente contenimento dei volumi di scavo.
Si è così individuata una planimetria lineare disposta sull’asse est-ovest, con un nucleo distributivo centrale (soggiorno) e due ali lievemente ruotate tra loro per seguire le curve di livello e captare efficacemente la radiazione solare, in particolare nel periodo invernale.
La profondità del corpo fabbrica varia da un minimo di 6,60 m (lato est) a circa 12 m nella zona centrale.
Tutti i locali abitativi sono posti sul fronte principale (di circa 27 m) e hanno ampie finestre orientate a sud, sud-est, sud-ovest, per consentire l’accumulo termico invernale, mentre i locali di servizio (cantina, lavanderia, bagno ospiti) sono collocati a nord, per creare una fascia di tampone termico verso la zona abitativa.
Nella parte controterra dell’edificio è stato previsto un cavedio ispezionabile, che ha la funzione di contenere l’umidità del terreno e di raffrescare l’edificio nella stagione estiva tramite una serie di canali di ventilazione che penetrano all’interno della parte abitativa.
E’ stato previsto anche un cortile interno (sul modello di alcune tipologie edilizie), per lo svolgimento delle attività di servizio in’area protetta dai venti e dall’insolazione estiva.
Anche il cortile, tramite le porte di collegamento con l’edificio concorre alla ventilazione naturale in regime estivo.
Per schermare la radiazione estiva sui fronti esposti al sole è previsto un’ampio pergolato in legno (ancora da realizzare) e dei sistemi di ombreggiatura riflettenti sugli infissi esterni (a zanzariera), oltre all’utilizzo di vetri basso-emissivi.
Per quanto riguarda il soggiorno esso rappresenta il cuore dell’edificio ed è caratterizzato da un solarium semicircolare con ampie vetrature sui tre lati e da una cupola centrale, che valorizza il volume interno e costituisce l’elemento architettonico di rilievo, in grado di armonizzare in modo simbolico l’edificio con gli elementi naturali e antropici in cui esso è inserito.
Entrando nel merito dell’involucro edilizio, considerato il clima caldo della regione, si sono scelte strutture di tipo massivo con forte inerzia termica e anche ben isolate per ridurre le dispersioni termiche invernali, ottenendo valori di trasmittanza termica molto soddisfacenti (vedi stratigrafie). Si è voluto raggiungere tale obiettivo con l’utilizzo dei materiali presenti in sito (terra, pietra) o largamente disponibili localmente come l’argilla (laterizio), la calce, il sughero, anche per una più facile manutenzione e riciclabilità dei componenti e una maggiore durabilità dell’edificio.
Nei fronti principali esposti a sud che richiedono maggiore massa, si è optato per una struttura muraria mista in pietra (lato esterno) e laterizio (lato interno) di spessore di 55 cm, , mentre per i fronti interni, si è utilizzato solo il laterizio alveolare con spessori variabili da 40 a 55 cm cha ha maggiore capacità isolamente.
La pietra impiegata nelle murature ricavata dagli scavi effettuati in sito, è stata posata senza lavorazioni, anche per conservare un’aspetto di naturalità del paramento murario.
Il laterizio alveolare impiegato è porizzato con farina di legno, mentre gli intonaci interni ed esterni, la malta di allettamento delle murature e dei sottofondi sono tutti a base di calce idrualica naturale, per valorizzare le doti di traspirabilità di questo materiale.
Nel solaio contro-terra si è impiegata una caldana alleggerita in calce e pomice naturale (per il passaggio degli impianti) con soprastante coibentazione in pannelli di sughero per l’isolamento termico dal terreno.
Sotto il massetto e sul perimetro dell’edificio è stato realizzato un vespaio aerato con materiale lapideo reperito in sito per contenere l’umidità di risalita dal terreno.
In copertura si è optato per dei tetti verdi di tipo piano, piantumati con specie vegetazionali presenti nell’area, al fine di riutilizzare il terreno vegetale proveniente dallo scavo e recuperare le acque meteoriche.
Ciò consente anche di ottenere elevati valori d’inerzia e isolamento termico.
I solai di copertura considerati i forti carichi del terreno sono in laterocemento.
Per l’armatura dei massetti si è utilizzato acciaio dia-magnetico per evitare l’effetto gabbia di Farhaday.
Per quanto riguarda la cupola, essa ha un diametro di circa 7 m ed un’altezza di oltre 4 m.
E’ stata realizzata interamente in laterizio (lasciato a vista sul lato interno), con rivestimento esterno in terra cruda per armonizzarsi con il terreno vegetale delle altre coperture piane.
Tale rivestimento consente un’efficace schermatura della radiazione estiva.
I tetti verdi e le murature in pietra locale utilizzate nei lati a vista dell’edificio costituiscono quindi l’altro importante elemento d’inserimento paesaggistico dell’edificio, insieme alla tipologia edilizia scelta.
Per quanto riguarda il riscaldamento dell’edificio, considerato il tipo d’involucro edilizio si è scelto un’impianto di tipo radiante sotto pavimento a grande inerzia termica, alimentato da un generatore a bio-massa (legna) posto nel locale soggiorno (termocucina) che sarà supportato quando necessario da una caldaia a gas-metano. Per la produzione dell’acqua calda è invece stata prevista una batteria di pannelli solari in copertura che garantiscono l’autonomia di produzione per quasi tutto l’anno. Un sistema di accumulo consente lo stoccaggio di questa acqua per lunghi periodi e la sua miscelazione con quella per il riscaldamento, in modo da ottenere consumi per il riscaldamento molto ridotti.
E’ prevista nel 2007 l’installazione di una batteria di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica pari a 1,5 kw.
Sono inoltre stati previsti dispositivi per la riduzione del consumo di acqua potabile, tra cui un decalcarizzatore e un’aspirapolvere centralizzato per ottimizzare la pulizia interna e la raccolta delle polveri.

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