Business Innovation Center: ampliamento del polo tecnologico del trentino

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L’idea del progetto è quella di considerare la fascia in acciaio che circoscrive l’edificio come un ulteriore elemento di perimetrazione di uno spazio interno rispetto a uno esterno, entro un territorio come quello della Vallagarina, la cui morfologia fa pensare a un sistema ripetutamente compartimentato. Se visto dall’alto, il paesaggio del Trentino appare come un sistema di spazi autonomi, e la Vallagarina è già in sé uno di questi spazi, fortemente definito. I due sistemi montuosi in direzione nord-sud che ne formano i bordi; fra essi il susseguirsi di nuclei abitativi intervallati da ampi spazi di coltivazioni rurali e congiunti l’uno all’altro, e ancora un ulteriore sistema di limiti che segnano il fondovalle: il fiume Adige, la ferrovia, il sistema autostradale e poi, via via, i sistemi degli elettrodotti, le strade secondarie e le piste ciclabili, i canali artificiali e altro ancora.
A differenza di certe aree di pianura, i territori caratterizzati da quest’alternanza fra montagne e fondovalle sono ancora idonei a mantenere certe compartimentazioni, a rappresentare limiti chiari fra costruito e non costruito, fra naturale e artificiale, fra esterno e interno.
Il nuovo edificio è collocato dentro il più ampio perimetro del complessivo polo tecnologico, proprio in una posizione di limite verso il territorio rurale e quello edificato. Il progetto del nuovo edificio si sviluppa su due fasce longitudinali, costituite da un sistema di panelli in acciaio inox i quali, come materializzandosi dalla dimensione continua della geometria del suolo, si ergono rispetto a questo delimitando lo spazio entro il quale è organizzato il volume dell’edificio.
Elementi di risalita verticali costituiscono il punto di passaggio pedonale preferenziale esterno – interno.
Il nuovo edificio è dunque definito da una sorta di membrana in acciaio che ne delimita lo spazio e ne orienta i flussi delle permeabilità, la quale è del tutto inesistente sui fronti minori (nord e sud) e sul manto di copertura, mentre è aperta sui lati maggiori (est e ovest).
Dal punto di vista del fabbricato il nuovo edificio si compone di una piastra produttiva a livello terra, realizzata in calcestruzzo armato; seguono i livelli primo e secondo, a destinazione terziaria; questi corpi, posti a 14 m l’uno dall’altro e dallo spessore di 15 m, sono realizzati esclusivamente in strutture di acciaio, fatti salvi i quattro nuclei di risalita, in calcestruzzo armato, aventi anche funzione di controventamento.
Il sistema, costruito prevalentemente sulla figura del rettangolo, è pensato completamente cieco sui lati più corti con trasparenze sui lati lunghi.
Le due fasce di rivestimento sono caratterizzate da un’orditura a cui sono agganciati panelli modulari in alluminio a formare una superficie continua; lateralmente l’edificio è costituito da una facciata continua in vetro e da un sistema di elementi frangisole orizzontali.

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