Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino

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Nel 2010 la campagna culturale del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino rivolge la sua attenzione a una città fortificata che si affaccia sulla riva destra del corso medio dell’Eufrate, Dura Europos, a quel che ne resta sul posto, a quel che se ne conserva nel museo di Damasco e in vari altri musei e archivi del mondo.
È un luogo che costituisce un nodo peculiare nella geografia e nella storia plurimillenaria della Siria, un limite tra mondi diversi: ellenismo, romanità, oriente.
Per oltre cinque secoli, dalla fine del IV a.C. alla metà del III d.C., ha accumulato nel corso del tempo testimonianze alte e singolari di civiltà, arti e culti diversi, vari templi pagani e due casi cruciali: una sinagoga affrescata e una delle prime chiese domestiche dei cristiani
delle origini. Negli oltre sedici secoli successivi (256 d.C.-1920) è stato accompagnato, nel corso del tempo, dalle forze di rovina, da un grande fiume non sempre amico, da vento e sole, da greggi, carovane e ignari eserciti di passaggio, fino alla sensazionale riscoperta moderna.
Con la sua vicenda di lunga durata, Dura Europos ci interroga, dal paesaggio al museo, su tutte le questioni fondamentali della salvaguardia dei patrimoni culturali.
A Treviso, sabato 8 maggio 2010 si svolgeranno il seminario pubblico e la cerimonia di consegna del sigillo del riconoscimento e dell’impegno ai responsabili di Dura Europos.

Domenico Luciani, coordinatore della Giuria del Premio e del Comitato scientifico per il paesaggio e il giardino, Fondazione Benetton Studi Ricerche;
Michel Al-Maqdissi, direttore del Servizio Scavi Archeologici della Repubblica Araba di Siria, Direzione Generale delle Antichità e dei Musei;
Mahmoud Hayo, vicedirettore della Missione archeologica franco-siriana a Dura Europos diretta da Pierre Leriche;
Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

La Giuria del Premio
Carmen Añón, Università di Madrid;
Domenico Luciani, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso;
Monique Mosser, Scuola Superiore di Architettura di Versailles;
Lionello Puppi, Centro Studi Tiziano e Cadore, Pieve di Cadore;
Massimo Venturi Ferriolo, Politecnico di Milano.