Malte e intonaci: prestazioni e soluzioni per l’edilizia contemporanea

Nel costruire contemporaneo, malte e intonaci svolgono un ruolo centrale nella protezione, nella durabilità e nelle prestazioni dell’involucro edilizio. Dai sistemi tradizionali alle formulazioni più evolute, questi materiali incidono su traspirabilità, adesione, resistenza meccanica e comfort abitativo. Analizziamo caratteristiche, differenze e ambiti di utilizzo di malte e intonaci per interventi di nuova costruzione e riqualificazione.

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Malte e intonaci nell’edilizia contemporanea: traspirabilità, adesione, resistenza

Nel panorama dell’edilizia contemporanea, malte e intonaci non possono più essere considerati semplici strati di rivestimento, ma veri e propri componenti funzionali dell’involucro edilizio, capaci di incidere sulle prestazioni complessive dell’edificio. Traspirabilità, adesione e resistenza meccanica rappresentano oggi requisiti chiave, da valutare con attenzione in funzione del supporto, del contesto climatico, della destinazione d’uso e degli obiettivi progettuali, sia negli interventi di nuova costruzione sia nei lavori di riqualificazione.

L’evoluzione normativa, l’attenzione crescente alla durabilità delle opere, al comfort indoor e alla compatibilità dei materiali, insieme allo sviluppo di formulazioni sempre più performanti, hanno ampliato in modo significativo la gamma di soluzioni disponibili sul mercato. Intonaci a base di calce, cementizi, premiscelati, speciali o naturali rispondono a esigenze differenti e richiedono una scelta consapevole, basata non solo su criteri estetici, ma soprattutto su valutazioni tecniche e prestazionali.

Questa guida approfondisce il ruolo di malte e intonaci nell’edilizia di oggi, analizzandone caratteristiche, funzioni e ambiti di applicazione, con l’obiettivo di fornire uno strumento di orientamento utile a progettisti, imprese e operatori del settore chiamati a operare scelte sempre più mirate, in linea con le esigenze del costruire contemporaneo.

Che cos’è l’intonaco

L’intonaco è uno strato di rivestimento applicato alle superfici murarie interne ed esterne, che svolge una funzione essenziale all’interno del sistema costruttivo dell’edificio. Oltre a definire l’aspetto estetico delle pareti, l’intonaco contribuisce alla protezione della muratura, alla regolarizzazione delle superfici e al corretto comportamento igrometrico dell’involucro edilizio.

Che cos’è l’intonaco

Dal punto di vista compositivo, l’intonaco è una miscela di acqua, leganti e inerti, alla quale possono essere aggiunti additivi specifici per modificarne e migliorarne le prestazioni in termini di adesione, traspirabilità, resistenza meccanica o durabilità. I materiali più comunemente utilizzati sono sabbia, calce e cemento, dosati in proporzioni precise per ottenere un impasto lavorabile, omogeneo e idoneo alla posa.

La componente prevalente è costituita dagli inermi, che rappresentano mediamente il 65–70% della miscela e svolgono un ruolo determinante nel controllo del ritiro e nella prevenzione di fessurazioni. La corretta formulazione dell’intonaco è quindi un aspetto fondamentale, poiché influisce direttamente sulla qualità del rivestimento e sul suo comportamento nel tempo.

Che cos’è la malta e quale ruolo svolge nel sistema murario

La malta rappresenta un elemento centrale del sistema murario, con una funzione diversa ma complementare rispetto all’intonaco.
La malta è una miscela composta da legante, acqua e inerti, utilizzata principalmente per l’allettamento dei blocchi, la realizzazione delle murature e, in alcuni casi, per interventi di ripristino, consolidamento o regolarizzazione delle superfici.

Che cos’è la malta e quale ruolo svolge nel sistema murario

A differenza dell’intonaco, che opera come strato di rivestimento e protezione superficiale, la malta incide direttamente sulla coesione, sulla resistenza meccanica e sulla durabilità della muratura. La scelta della malta deve quindi essere attentamente calibrata in funzione del supporto, delle sollecitazioni previste e della compatibilità con i materiali esistenti, soprattutto negli interventi di recupero e restauro.

Malte a base di calce, cementizie o premiscelate rispondono a esigenze differenti: elasticità, traspirabilità, resistenza o rapidità di posa. In un approccio progettuale corretto, malta e intonaco devono essere considerati come componenti di un unico sistema, progettati per lavorare in sinergia e garantire prestazioni stabili nel tempo. 

In questo quadro, anche il rinzaffo va letto come un elemento di “connessione” tra la muratura e il ciclo d’intonaco. Si tratta infatti di uno strato preliminare, assimilabile a una malta di aggrappo, che ha il compito di migliorare l’adesione sul supporto, uniformare l’assorbimento e ridurre il rischio di distacchi tra i diversi strati. La sua corretta scelta e posa è determinante soprattutto su murature irregolari, supporti poco assorbenti o in presenza di umidità e sali. 

Intonaci per interno e intonaci per esterno

Per comprendere l’importanza delle diverse proprietà che possono avere gli intonaci, è sufficiente considerare quanto siano differenti le condizioni di esercizio tra un ambiente interno e una superficie esposta all’esterno.

Le proporzioni dei componenti che costituiscono l’intonaco devono essere attentamente definite, poiché anche una variazione minima o l’aggiunta di specifici additivi può determinare comportamenti molto diversi in termini di adesione, traspirabilità e resistenza.

Gli intonaci possono essere classificati sia in base all’ambito di utilizzo sia in funzione della loro composizione, due aspetti strettamente correlati che incidono direttamente sulle prestazioni finali del rivestimento.

Intonaco per interni

Gli intonaci per interni sono progettati per operare in condizioni ambientali protette e non sono soggetti all’azione diretta degli agenti atmosferici. Le loro caratteristiche principali riguardano la lavorabilità, la regolarità delle superfici, la compatibilità con le finiture e la capacità di contribuire al comfort abitativo.

In ambito interno si utilizzano frequentemente intonaci a base di gesso, apprezzati per la rapidità di presa e la facilità di rasatura, oppure intonaci a base di calce, scelti per la maggiore traspirabilità e per la capacità di regolare l’umidità degli ambienti. La selezione del prodotto dipende dalla destinazione d’uso dei locali, dal tipo di supporto e dalle prestazioni richieste, come il miglioramento acustico o il controllo del microclima interno. 

Intonaco per esterni: quale scegliere

Gli intonaci per esterni devono garantire resistenza meccanica, durabilità e protezione della muratura in presenza di pioggia, sbalzi termici, irraggiamento solare e cicli di gelo e disgelo. Per questo motivo la scelta dell’intonaco esterno richiede una valutazione attenta delle condizioni climatiche, del tipo di supporto e del sistema costruttivo complessivo.

Sono comunemente impiegati intonaci a base di cemento o di calce idraulica, spesso additivati per migliorare l’idrorepellenza, l’adesione e la resistenza nel tempo. Nei contesti di riqualificazione e restauro, o in presenza di murature storiche, si prediligono soluzioni compatibili e traspiranti, capaci di proteggere la parete senza comprometterne il naturale equilibrio igrometrico. La scelta corretta dell’intonaco esterno incide in modo diretto sulla durabilità dell’intero involucro edilizio. 

Tipi di intonaco e loro utilizzi

A seconda della composizione principale e degli additivi inseriti  è possibile ottenere diverse tipologie di intonaco che, in base alle loro funzioni, si prestano per differenti ambiti e utilizzi.

Sulla base del legante utilizzato, è possibile fare una prima distinzione tra intonaci a base di calce, cementizi e a base di gesso.

Intonaco di cemento

E’ il più comune e viene realizzato miscelando sabbia, acqua e cemento. È molto resistente, dura a lungo ed è adatto anche alle applicazioni in esterno.

Intonaco a base di calce

Si presenta flessibile e adeguato ad usi anche in ambito storico, poiché assicura traspirazione delle pareti e compatibilità con i materiali esistenti. Ha ottime prestazioni anche in ambienti umidi.

Intonaco di gesso

Come anticipato viene usato solo in ambienti interni, può essere levigato e dipinto molto facilmente. Inoltre, la sua composizione e la sua densità, gli permettono di agire come “correttore acustico”.

Intonaco termoisolante

Ha proprietà isolanti e viene utilizzato in quegli edifici in cui è necessario limitare le dispersioni di calore. Non è sicuramente equiparabile a un reale strato di coibentazione, ma può essere utile in alcuni contesti in cui non si può procedere in altro modo o per rafforzare le performance di un sistema esistente. Le proprietà isolanti sono date dall’inserimento nella miscela di materiali isolanti quali il polistirene espanso.

Questi intonaci possono essere utilizzati sia per edifici esistenti che di nuova costruzione, completando ad esempio un sistema di isolamento a cappotto, e sono generalmente composti da leganti idraulici, fibre e additivi speciali.

Intonaco deumidificante

Si caratterizza per un’elevata traspirabilità, grazie alla quale permette di disperdere l’umidità contenuta in una parete. Chiaramente, se applicato su un muro bagnato, non sarà in grado di asciugarlo, a semplicemente non blocca l’umidità. In ogni caso, è un prodotto perfetto in quegli ambienti in cui si hanno problemi di umidità o anche all’esterno, quando a causa del contatto con il suolo si hanno problemi di umidità di risalita.

L’intonaco deumidificante garantisce l’evaporazione dell’acqua presente nel muro e blocca l’umidità di risalita. Prima dell’applicazione è importante rimuovere l’intonaco esistente, pulire le murature e asciugarle.
Va specificato, inoltre, che l’intonaco ha la capacità di favorire il risanamento della muratura, ma non può eliminare la causa che provoca la formazione di umidità. Per un intervento efficace, quindi, è necessario prima intervenire sul problema della formazione di umidità e poi risanare le murature.

Intonaco traspirante

L’intonaco traspirante è progettato per favorire la diffusione del vapore acqueo attraverso la muratura, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio igrometrico delle pareti. Questa caratteristica risulta particolarmente importante negli edifici esistenti, nelle murature storiche e in tutti quei contesti in cui è necessario evitare l’accumulo di umidità all’interno delle strutture.

Generalmente formulati a base di calce naturale o calce idraulica, gli intonaci traspiranti presentano una struttura porosa che consente alle pareti di “respirare”, riducendo il rischio di condense interstiziali e fenomeni di degrado superficiale. La loro efficacia dipende non solo dal prodotto scelto, ma anche dalla compatibilità con il supporto e con gli strati successivi di finitura, che devono preservare le stesse caratteristiche di permeabilità al vapore. 

Intonaco antimuffa

Gli intonaci antimuffa sono soluzioni specifiche pensate per limitare la formazione di muffe e microrganismi sulle superfici interne, migliorando la salubrità degli ambienti abitati. Il loro utilizzo è indicato soprattutto in locali soggetti a elevata umidità relativa, scarsa ventilazione o sbalzi termici, come bagni, cucine, cantine e ambienti seminterrati.

Questi intonaci possono agire attraverso differenti meccanismi: l’elevata traspirabilità del materiale, che riduce le condizioni favorevoli allo sviluppo delle muffe, oppure l’impiego di additivi specifici con funzione antimicrobica. È importante sottolineare che l’intonaco antimuffa non risolve da solo le cause del problema, ma rappresenta un elemento efficace all’interno di un intervento più ampio che tenga conto della corretta ventilazione, dell’isolamento termico e del controllo dell’umidità. 

Intonaco ignifugo

Un intonaco resistente al fuoco ha la funzione di proteggere le murature – e in generale le strutture – da possibili incendi. L’intonaco ignifugo, grazie ai componenti utilizzati per la sua produzione, ha la capacità di mantenere più a lungo nel tempo delle caratteristiche meccaniche delle strutture, aumentando la resistenza al fuoco. Si tratta di rivestimenti protettivi, assolutamente privi di qualsiasi sostanza tossica o che possa emanare gas o produrre fumo.

L’intonaco ignifugo deve garantire sicurezza e resistenza meccanica, evitando possibili crepe o rotture, che possono portare anche a distacchi pericolosi.

Intonaco ignifugo FS67 di Ferri per la protezione dal fuoco
Intonaco ignifugo FS67 premiscelato a base di gesso anidro e perlite di Ferri per la protezione dal fuoco. Specifico per incrementare la resistenza al fuoco di elementi strutturali in acciaio, laterizio, cemento armato normale e precompresso

Intonaco mangia smog

Grazie all’inserimento di speciali additivi è in grado di eliminare le particelle inquinanti presenti nell’aria, principalmente grazie a reazioni fotocatalitiche.

Intonaco fibrorinforzante 

Perfetto per il ripristino delle murature esistenti e applicabile sia all’interno, che all’esterno. Questi intonaci speciali, che contengono additivi e sostanze che permettono una miglior distribuzione degli sforzi, sono indicati principalmente per quelle situazioni in cui è necessario ripristinare l’intonaco esistente e la parete è soggetta a sollecitazioni, che portano a fessurazioni e rotture.

Un’alternativa è l’intonaco armato, in cui viene inserita un’armatura a contatto con la parete, composta da una rete a maglie fitte. Questa rete permette di contenere eventuali distacchi o rotture dell’intonaco ed è particolarmente indicata nel caso di interventi di ristrutturazione.

Intonaco impermeabile

Gli intonaci impermeabilizzanti proteggono le strutture dall’acqua, impedendone il ristagno o bloccando l’umidità di risalita. Si tratta di intonaci che contengono dell’acqua e appositi componenti chimici, necessari a rendere impermeabile la superficie.

Oltre che per le pareti, questi prodotti sono spesso utilizzati anche per altri elementi strutturali, come le fondazioni, le strutture interrate o i solai.

Intonaci fonoassorbenti

Gli intonaci fonoassorbenti sono un’ottima soluzione per quando si ristruttura casa e si vuole migliorare il comfort acustico. Gli intonaci fonoassorbenti sono prodotti premiscelati composti da leganti idraulici ed inerti che garantiscono le proprietà fonoassorbenti e fonoisolanti.

Questi prodotti favoriscono la riduzione del riverbero, in quanto assorbono parte dell’onda sonora. Le proprietà degli intonaci fonoassorbenti li rendono molto adatti anche a luoghi destinati al lavoro o agli eventi. 

Intonaci completamente naturali per la bioedilizia

Quando si parla di bioedilizia si intendono tutti quegli edifici costruiti facendo ricorso a materiali e tecniche a basso impatto ambientale.

Nel caso degli intonaci, ci sono diverse soluzioni completamente naturali e che offrono ottime prestazioni. Gli intonaci per la bioedilizia sono completamente privi di sostanze chimiche e si compongono di materiali come la calce, la sabbia e l’acqua, aggiungendo poi altri elementi naturali o anche derivanti da scarti di diverso tipo.

Si possono aggiungere all’impasto elementi come vecchi cocci polverizzati, la canapa, scarti dall’agricoltura come la lolla di riso o anche la carta da riciclare. In molti casi, la scelta di questi materiali segna anche un ritorno alla tradizione dell’intonaco di calce idraulica naturale e dell’argilla.

Come intonacare un muro

L’applicazione dell’intonaco richiede innanzitutto la preparazione della superficie, che deve risultare pulita, e in alcuni casi può essere necessario procedere anticipatamente con la stesura di un primer, per favorire l’adesione.

E’ importante applicare correttamente l’intonaco per evitare l’insorgere di problemi come scarsa consistenza o compattezza, che renderebbero difficile la stesura, resistenza delle pitture di finitura, screpolature da ritiro, distacchi tra i vari strati o efflorescenze.

La stesura dell’intonaco classico avviene mediante utilizzo di cazzuola, mentre l‘intonaco a gesso viene steso utilizzando il frattazzo di metallo o sistemi a spruzzo con pompe e miscelatori automatici.

L’intonaco è applicato in più strati:

  • Primo strato – Si tratta del rinzaffo, strato a contatto diretto con la muratura che serve proprio a permettere l’adesione alla parete e viene applicato dal basso verso l’alto riempiendo attentamente giunti e fessure; 
  • Secondo strato – Il secondo strato è costituito dall’arriccio, con spessore maggiore dello strato precedente, ed è necessario al livellamento della parete e alla copertura delle irregolarità. L’arriccio ha resistenza meccanica maggiore ed è resistente all’acqua.
  • Strati di finitura – Gli ultimi strati sono finiture più sottili, detti intonachino o rasatura, e definiscono la superficie finale desiderata, liscia e uniforme, mediante una granulometria più fine ed esteticamente più gradevole. Lo strato di finitura deve essere applicato a rasare e lisciato con frattazzo in senso circolare.

La finitura dell’intonaco può essere realizzata mediante una tinteggiatura, che ne determina un miglior aspetto estetico. Prima di procedere, spesso si eseguono operazioni quali lisciatura e spazzolatura.

Intonacare muro esterno

Se si vuole intonacare un muro esterno occorre prestare attenzione al rapporto tra malta e miscela di leganti, che deve essere di 1 a 3, e alle tipologie di cemento e calce utilizzate.

E’ possibile scegliere tra differenti tipi di calce:

  • calce mista a cemento per assicurare la massima protezione contro la pioggia e la grandine,
  • calce e pozzolana per garantire resistenza all’umidità, 
  • calce mista ad argilla per ottimizzare l’adesione e garantire massima protezione contro gli sbalzi di temperatura.

Anche la scelta del tipo di cemento ha un’influenza sulla resa finale dell’intonaco incrementando o riducendo la resistenza che si desidera ottenere.

L’applicazione della miscela prevede, come nel caso dell’intonaco per interni, la posa di tre strati di prodotto da lisciare con il frattone in sequenza lasciando solidificare prima di passare al successivo.

Il primo strato funge da base, il secondo costituisce lo spessore e il terzo rappresenta la finitura in tre strati. 

La posa e la lisciatura dello strato di finitura sono finalizzate ad ottenere effetti decorativi mediante utilizzo di pennello, spatola da decoratore o spatola dentata per ottenere differenti effetti e disegni.

Intonaco premiscelato: di cosa si tratta?

L’intonaco premiscelato garantisce una granulometria costante grazie alla macinazione delle sabbie e, al contempo, una riproducibilità e una continuità d’applicazione.

A differenza dell’intonaco civile tradizionale, infatti, l’intonaco premiscelato è fornito in sacchi pronti all’uso. In questi casi, quindi, non è necessario realizzare al momento l’intonaco, ma è sufficiente mescolare all’acqua quanto presente nella confezione.

Si tratta di un prodotto adatto a tutti i tipi di muratura e il mercato ne propone diverse tipologie che differiscono per le caratteristiche in grado di rispondere alle varie necessità degli edifici.

I principali vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’intonaco premiscelato riguardano la rapidità di esecuzione e la semplicità di utilizzo, nonché il mantenimento delle medesime caratteristiche per tutta la durata dell’utilizzo sulle diverse murature, dal momento che la malta in polvere non varia nel tempo. 

Anche da un punto di vista dei costi l’intonaco premiscelato risulta essere più vantaggioso del tradizionale intonaco civile; i prezzi sono molto accessibili e il suo utilizzo permette di risparmiare notevole tempo sul cantiere e, di conseguenza, di risparmiare su ulteriori costi. 

webersan evoluzione top è un intonaco da risanamento polivalente a base cementizia
webersan evoluzione top di Saint-Gobain è un intonaco premiscelato da risanamento polivalente a base cementizia adatto per la deumidificazione di murature affette da umidità di risalita, adatto in esterno, interno ed interrato. Si tratta di un monoprodotto applicabile a mano e a macchina intonacatrice, idoneo per tutti i casi di salinità. Grazie alle sue proprietà tecniche, è in grado di limitare e controllare i fenomeni di condensa superficiale, rispettando l’equilibrio termo-igrometrico della muratura. La soluzione è integrabile con i sistemi di isolamento termico webertherm a marchio Weber.

Indicazioni di costo per gli intonaci: materiali, posa e prestazioni

Il costo di un intonaco al metro quadro può variare in modo significativo in funzione di diversi fattori, tra cui la tipologia di prodotto scelto, le prestazioni richieste, lo stato del supporto e la complessità dell’intervento. Anche la tecnica di posa, manuale o meccanizzata, e il contesto operativo del cantiere incidono in maniera rilevante sul prezzo finale.
In termini indicativi, il costo dell’intonacatura al metro quadro può collocarsi all’interno di forbici di prezzo piuttosto ampie, variabili in funzione del tipo di intonaco, delle prestazioni richieste e delle condizioni del supporto.
Per un intonaco tradizionale, comprensivo di materiale e posa, i valori possono orientativamente rientrare in un intervallo che parte da circa 12 euro/m² e può superare i 18 euro/m², soprattutto in presenza di superfici irregolari o lavorazioni articolate.

Nel caso di intonaci premiscelati, i costi possono risultare comparabili o leggermente inferiori, grazie alla rapidità di applicazione e alla standardizzazione del prodotto, con valori indicativi che possono collocarsi attorno ai 10–12 euro/m², sempre in condizioni operative ordinarie.

Per intonaci con prestazioni specifiche – come soluzioni deumidificanti, fonoassorbenti, ignifughe o ad elevata specializzazione – i costi possono aumentare in modo significativo, superando in molti casi i 20 euro/m², in relazione allo spessore applicato, alla complessità del ciclo e alle prestazioni richieste.

Malte e intonaci: soluzioni e prodotti per l’edilizia contemporanea

NOVANTICA – Fassa Bortolo

Intonaco, gamma NOVANTICA di Fassa Bortolo
NOVANTICA di Fassa Bortolo

NOVANTICA di Fassa Bortolo è una linea di prodotti completamente privi di cemento, a base di una speciale calce aerea, eco-pozzolane, inerti calcarei e selezionati tra le migliori rocce carbonatiche.  Prodotti nati da un lato per riqualificare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente, con materiali rispettosi delle strutture originali, e dall’altro per rispondere alle moderne richieste della bio-architettura, che predilige soluzioni biocompatibili attente all’impatto ambientale in senso ampio e al personale benessere abitativo: oltre all’elevata traspirabilità, l’alcalinità della calce rende questi prodotti un antibatterico naturale, perché crea un ambiente sfavorevole alla formazione di muffe e funghi.

Il cuore della linea Novantica è la calce impiegata, classificata secondo la norma EN 459, che presenta delle caratteristiche di purezza estremamente elevate, con tassi non rilevabili di metalli pesanti. La sua estrema finezza conferisce una lavorabilità unica all’impasto, mentre l’alta superficie specifica garantisce una più efficace reazione pozzolanica nel corso del tempo.

Intonaco, bio-intonaco fine di Fassa Bortolo

La linea si compone di sette prodotti, dalla bio-malta strutturale fibrorinforzata all’intonaco di finitura liscio per completare tutti i cicli di intonacatura; inoltre, il ciclo specifico composto da BIO-RINZAFFO, BIO-INTONACO DI FONDO e BIO-INTONACO FINE della linea Novantica, si può fregiare del certificato di salubrità ambientale Biosafe®.

Mapei – Mape-Antique NHL Eco Termo

 

Mape-Antique NHL Eco Termo è un intonaco termoisolante a base di pura calce idraulica naturale
Mape-Antique NHL Eco Termo

Mape-Antique NHL Eco Termo di Mapei è un intonaco termoisolante a base di pura calce idraulica naturale, completamente esente da cemento e formulato con materiale riciclato, particolarmente adatto per interventi sia su murature esistenti, anche di pregio storico e architettonico, che su edifici di nuova costruzione. Si caratterizza per elevata traspirabilità e presenza di aggregati leggeri e sabbie calcaree selezionate, che aiutano a migliorare l’isolamento termico delle pareti riducendo le dispersioni energetiche.

Il prodotto è indicato per la bioedilizia e si presta all’applicazione sia interna sia esterna, a macchina o a cazzuola, risultando idoneo come intonaco di fondo altamente traspirante su supporti non soggetti a umidità di risalita capillare. Inoltre, contribuisce al comfort termo-igrometrico degli ambienti e fa parte della linea Zero Mapei: un’offerta di prodotti a CO₂ completamente compensata con l’acquisto di crediti di carbonio certificati per supportare progetti di protezione delle foreste.

ProbarXypex Megamix II con Bio-San 

Malta Xypex Megamix II con Bio-San di Probar
Xypex Megamix II con Bio-San

Xypex Megamix II con Bio-San di Probar è una malta da ripristino monocomponente ad alte prestazioni per superfici in calcestruzzo soggette a degrado chimico e corrosione microbica. Grazie alla tecnologia Bio-San e alla cristallizzazione Xypex, offre elevata adesione, basso ritiro e resistenza agli attacchi acidi e solfatici. Indicata per infrastrutture idrauliche e ambienti aggressivi, contribuisce ad aumentare la durabilità delle strutture nel tempo 

RÖFIX – CalceClima

Intonaco RÖFIX 242 CalceClima® Thermo Plus
Intonaco RÖFIX 242 CalceClima® Thermo Plus

La nuova gamma RÖFIX di termointonaci ecologici a base calce amplia le opzioni per l’isolamento energetico in chiave “green”, offrendo soluzioni pensate per interni ed esterni e adatte sia a nuove costruzioni sia a riqualificazioni.

Tra i prodotti della Gamma RÖFIX 242 CalceClima® Thermo Plus, soluzione “universale” a base calce con elevata traspirabilità e grande adattabilità applicativa. La combinazione di materiali naturali come calce e perlite con tecnologie evolute consente di migliorare il comfort abitativo, favorire un microclima interno più salubre grazie alla traspirabilità tipica della calce e contribuire a limitare il rischio di muffe. I termointonaci permettono inoltre di realizzare superfici continue riducendo i ponti termici e garantiscono flessibilità estetica, risultando utili anche negli interventi su edifici vincolati, dove l’isolamento interno può evitare modifiche alle facciate.

Saint-Gobain Italia – webersan evocalce

 

webersan evocalce è un intonaco da risanamento a base di calce idraulica naturale NHL
Intonaco webersan evocalce

webersan evocalce di Saint-Gobain Italia è un intonaco da risanamento a base di calce idraulica naturale NHL. Intonaco premiscelato per la deumidificazione di murature affette da umidità di risalita, adatto in esterno, interno ed interrato.

Grazie alla presenza di calce idraulica, un materiale naturale che funge da legante e che assicura proprietà di resistenza meccanica, compatibilità elastica, resistenza chimica, elevata traspirabilità e igrospicità, il prodotto presenta elevata compatibilità chimico-fisica con le murature storiche.

Si tratta di un monoprodotto applicabile a mano e a macchina intonacatrice, idoneo per tutti i casi di salinità e condensa superficiale. Grazie alle sue proprietà tecniche, rispetta l’equilibrio termo-igrometrico della muratura. La sua formula fibrata è inoltre ottima per prevenire le cavillature e favorire la stabilità dimensionale.

La soluzione è integrabile con i sistemi di isolamento termico webertherm a marchio Weber.

Volteco – CALIBRO NHL

CALIBRO NHL di Volteco, intonaco a base di calce idraulica naturale NHL
CALIBRO NHL di Volteco

CALIBRO NHL di Volteco è un intonaco a base di calce idraulica naturale NHL conforme alla EN 459, eco-compatibile e specifico per il risanamento di murature umide, sia interne che esterne. La formulazione 2-in-1 consente di svolgere funzione di rinzaffo e intonaco in un’unica applicazione, garantendo elevata traspirabilità, azione antisale e anticondensa, creando una barriera anti-umidità.

Indicato anche per interventi su edifici storici, assicura un risanamento stabile nel tempo e un’elevata compatibilità con diversi supporti murari.

Xella Italia – Nuove formulazioni Ytong per malte e intonaci

Xella Italia – Nuove formulazioni Ytong per malte e intonaci
Nuove formulazioni Ytong per malte e intonaci

A conferma dell’impegno di Xella nello sviluppo di soluzioni ad alte prestazioni e a ridotto impatto ambientale, grazie anche all’elevato contenuto di materie prime riciclate, la gamma malte e intonaci Ytong si arricchisce di nuove formulazioni migliorate, progettate per incrementare resistenza, lavorabilità e compatibilità con il sistema costruttivo in calcestruzzo aerato autoclavato.

Le soluzioni riformulate per incollaggio, rasatura e finitura assicurano coerenza tra i diversi strati dell’involucro edilizio, contribuendo a edifici più efficienti e durevoli.

Tra le soluzioni interessate dall’aggiornamento rientra la malta collante Ytong FIX N202, sviluppata per la posa a giunto sottile di murature in calcestruzzo aerato autoclavato. Il prodotto, conforme alla UNI EN 998-2, garantisce prestazioni meccaniche di classe M10, un’elevata capacità di adesione al supporto e l’assenza di emissioni di composti organici volatili (VOC).

FAQ – Guida aggiornata alla scelta di malta e intonaco

Cos’è una malta e in cosa si differenzia dall’intonaco?

La malta è un materiale da costruzione ottenuto dalla miscela di legante, acqua e inerti, utilizzato principalmente per la posa, l’allettamento e la connessione degli elementi costruttivi, come laterizi o blocchi.
A differenza dell’intonaco, che ha funzione prevalentemente di rivestimento e finitura superficiale, la malta svolge un ruolo strutturale o funzionale, contribuendo alla stabilità e alla coesione della muratura.
Pur condividendo componenti simili, malte e intonaci rispondono quindi a esigenze diverse e non sono intercambiabili senza una valutazione tecnica.

Quali sono le principali tipologie di malte utilizzate in edilizia?

Le malte possono essere classificate principalmente in base al tipo di legante impiegato.
Le malte cementizie offrono elevate resistenze meccaniche e sono utilizzate nelle murature moderne e negli interventi strutturali.
Le malte a base di calce, invece, garantiscono maggiore traspirabilità ed elasticità e risultano particolarmente adatte agli edifici storici e al restauro.
Negli ultimi anni si sono diffuse anche malte premiscelate e malte speciali, formulate per rispondere a esigenze specifiche come il consolidamento, il risanamento o la compatibilità con materiali tradizionali. 

La scelta della malta influisce sulla durabilità della muratura?

Sì, la scelta della malta incide in modo diretto sulla durabilità e sul comportamento nel tempo della muratura.
Una malta non compatibile con il supporto può generare tensioni, fessurazioni o fenomeni di degrado accelerato. Al contrario, una malta correttamente progettata, con caratteristiche meccaniche e igrometriche coerenti con i materiali da costruzione, contribuisce a migliorare la stabilità dell’opera e a preservarne le prestazioni nel lungo periodo.

Cos’è l’intonaco e a cosa serve?

L’intonaco è uno strato di rivestimento applicato sulle superfici murarie interne ed esterne degli edifici, con una funzione che è al tempo stesso protettiva, tecnica ed estetica. Dal punto di vista costruttivo, l’intonaco contribuisce a proteggere la muratura dagli agenti esterni, a regolarizzare le superfici e a migliorare la durabilità dell’involucro edilizio.
A seconda della composizione e della stratigrafia, può inoltre svolgere funzioni specifiche come la regolazione dell’umidità, il miglioramento del comfort igrotermico e acustico, la protezione al fuoco o il supporto alla qualità dell’aria indoor. La scelta dell’intonaco incide quindi direttamente sulle prestazioni complessive dell’edificio. 

Quali sono le differenze tra intonaco interno ed esterno?

La principale differenza tra intonaco interno ed esterno riguarda le prestazioni richieste in esercizio.
Un intonaco per esterni deve garantire resistenza agli agenti atmosferici, all’acqua meteorica, ai cicli di gelo-disgelo e all’irraggiamento solare, mantenendo nel tempo adeguate caratteristiche meccaniche e di adesione.
L’intonaco per interni, invece, non è sottoposto a sollecitazioni climatiche, ma deve assicurare buona lavorabilità, planarità delle superfici, traspirabilità e compatibilità con le finiture. In ambito interno sono frequenti soluzioni a base di gesso o calce, scelte anche per la loro capacità di contribuire al comfort abitativo.

Che intonaco usare in presenza di umidità?

In presenza di murature umide è fondamentale distinguere tra causa del fenomeno e intervento di finitura. Gli intonaci deumidificanti o macroporosi sono progettati per favorire l’evaporazione dell’umidità contenuta nei muri, grazie a un’elevata porosità e traspirabilità.
Tuttavia, questi prodotti non eliminano la causa dell’umidità (risalita capillare, infiltrazioni, condensa), ma contribuiscono al risanamento superficiale dopo che il problema è stato correttamente diagnosticato e risolto a monte. Un utilizzo corretto richiede la completa rimozione dell’intonaco degradato e una preparazione adeguata del supporto.

L’intonaco termoisolante funziona davvero?

Gli intonaci termoisolanti possono contribuire a ridurre le dispersioni termiche superficiali, ma non sostituiscono un sistema di isolamento tradizionale, come il cappotto.
La loro efficacia è legata alla presenza di inerti leggeri o isolanti (perlite, polistirene espanso, vetro espanso) che migliorano la resistenza termica dello strato. Sono soluzioni utili in contesti vincolati, negli interventi di riqualificazione dove non è possibile aumentare gli spessori, oppure come integrazione a sistemi esistenti. Le prestazioni devono comunque essere valutate caso per caso, in relazione agli obiettivi energetici dell’intervento.

Qual è l’intonaco più traspirante?

Gli intonaci a base di calce, in particolare di calce idraulica naturale o calce aerea, sono generalmente considerati i più traspiranti.
La loro struttura porosa consente una migliore diffusione del vapore acqueo, riducendo il rischio di condense interstiziali e favorendo l’equilibrio igrometrico degli ambienti. Per questo motivo sono spesso impiegati negli edifici storici, negli interventi di restauro e negli ambienti soggetti a umidità, oltre che nelle costruzioni orientate alla bioedilizia.

Meglio intonaco a base di calce o di cemento?

La scelta tra intonaco a base di calce o di cemento dipende dal contesto applicativo.
Gli intonaci cementizi offrono elevata resistenza meccanica e durabilità, risultando adatti soprattutto per esterni o per ambienti soggetti a sollecitazioni importanti.
Gli intonaci a base di calce, invece, sono più elastici e traspiranti, compatibili con murature tradizionali e materiali storici, e contribuiscono al comfort igrometrico. Non esiste una soluzione universalmente migliore: la valutazione deve considerare supporto, ambiente, prestazioni richieste e obiettivi dell’intervento.

Esistono intonaci ecologici?

Sì, il mercato propone oggi numerosi intonaci ecologici o naturali, impiegati soprattutto in bioedilizia.
Si tratta di prodotti formulati con materie prime naturali come calce, argilla, sabbie naturali e fibre vegetali, spesso privi di additivi chimici sintetici. Alcune soluzioni valorizzano anche materiali di recupero o sottoprodotti agricoli. Questi intonaci offrono buone prestazioni in termini di traspirabilità, salubrità e compatibilità ambientale, contribuendo a ridurre l’impatto complessivo dell’edificio.

Quanto dura un intonaco nel tempo?

Un intonaco correttamente progettato, applicato a regola d’arte e mantenuto in condizioni adeguate può avere una durata media compresa tra 20 e 30 anni.
La durabilità dipende da numerosi fattori: qualità dei materiali, compatibilità con il supporto, condizioni ambientali, esposizione agli agenti esterni e corretta manutenzione. Crepe, distacchi o efflorescenze sono spesso indicatori di problemi sottostanti che possono ridurre significativamente la vita utile del rivestimento.

Quando è necessario rifare l’intonaco?

È necessario rifare l’intonaco quando si manifestano distacchi, rigonfiamenti, fessurazioni diffuse o perdita di coesione, oppure quando l’intonaco non è più compatibile con le condizioni igrometriche della muratura.
In molti casi il degrado è sintomo di problematiche strutturali o ambientali che devono essere affrontate prima della nuova applicazione. Intervenire solo sulla finitura senza risolvere la causa può portare a un rapido ripetersi del problema.

L’intonaco influisce sulla qualità dell’aria interna?

Sì, l’intonaco può influenzare in modo significativo la qualità dell’aria indoor.
Materiali traspiranti e naturali, come gli intonaci a base di calce o argilla, contribuiscono alla regolazione dell’umidità e possono ridurre la concentrazione di sostanze nocive. Alcuni intonaci moderni sono formulati per limitare l’emissione di VOC o per svolgere azioni specifiche, come la fotocatalisi. La scelta del rivestimento incide quindi anche sulla salubrità degli ambienti abitati.

Che tipo di intonaco usare per interni?

Per intonacare un muro interno è necessario preparare un impasto composto da 10 parti di sabbia fine, tre di calce ed una di cemento; dopo aver mescolato queste componenti asciutte si aggiunge l’acqua.

Gli intonaci da interno non devono possedere caratteristiche di resistenza agli agenti atmosferici, ma il loro scopo è realizzare superfici levigate sulle quali stendere la finitura finale.

Generalmente per l’applicazione all’interno dell’edificio si utilizzano intonaci a base di gesso che, grazie alla struttura cristallina a micro e macro pori, regolano l’umidità dell’aria in base alle necessità e funzionano ome correttore acustico.

Cosa si intende per intonachino?

L’intonachino è una pasta pigmentata, già pronta per l’utilizzo, contenente additivi specifici, terre coloranti, inerti di vario spessore e fini granulati di marmo, applicabile su intonaci civili o su vecchie pitture a calce con fini decorativi.

Questa miscela può contenere al suo interno anche del cocciopesto che conferisce un caratteristico colore rosato e favorisce l’indurimento della calce. Ne risulta un composto più resistente all’umidità e all’azione degli agenti atmosferici.

L’intonachino è un prodotto colorato che assume caratteristiche differenti in base alla sua applicazione all’interno o all’esterno dell’edificio. 

Nello specifico l’intonachino colorato applicato all’interno è altamente traspirante e piuttosto poroso, mentre quello prodotto per uso esterno è altamente resistente agli agenti atmosferici e protegge le pareti permettendo loro di respirare.


Articolo aggiornato, prima pubblicazione 22 dicembre 2020

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