START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
Indice degli argomenti Toggle Bonus caldaie 2026, nuove restrizioni in vigoreChi e come può ancora avere il Bonus caldaiaEcobonus 65% e Bonus Casa 50%Requisiti e documentazione necessariaConto termico 3.0I vantaggi delle caldaie ibride e di ultima generazioneFAQ: Bonus Caldaie 2026, guida completaQuali sono le agevolazioni per le caldaie nel 2026?Quale caldaia installare nel 2026?Come funziona il bonus mobili 2026?Come funziona il Bonus elettrodomestici 2026? Il 2026 è un anno di cambiamento per i bonus legati alla ristrutturazione di prime e seconde case. Le aliquote sono state confermate secondo le disposizioni dello scorso anno, ma ci sono alcune modifiche in merito agli apparecchi detraibili. Una di queste riguarda il cosiddetto “bonus caldaie”. L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito che le caldaie alimentate a combustibili fossili non rientrano più nel bonus mobili e non costituiscono più un intervento trainante per le detrazioni fiscali. Rimane, invece, l’agevolazione fiscale per gli impianti ibridi o a fonti rinnovabili, aprendo la strada a soluzioni più efficienti, sostenibili e compatibili con le direttive europee in materia di efficienza energetica. In questa guida tutte le novità sul Bonus caldaie 2026, chi può beneficiarne e come ottenere le detrazioni. Bonus caldaie 2026, nuove restrizioni in vigore Il 2026 segna un importante passo in avanti verso l’efficientamento energetico degli edifici. A partire dal 1° gennaio 2026, le spese per sostituire o installare caldaie a gas, petrolio o altri combustibili fossili non possono più essere collegate al bonus mobili. Vuol dire che chi acquista questi apparecchi non può beneficiare di alcuna detrazione fiscale. A chiarire il punto è stata l’Agenzia delle Entrate con la guida aggiornata al 2026; qui si precisa che tali interventi non rientrano più tra quelli trainanti ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR. Quindi, chi aveva programmato di acquistare mobili in concomitanza con la sostituzione di una caldaia tradizionale, dovrà rivedere i propri piani. Si tratta di un cambiamento normativo finalizzato a favorire l’adozione di tecnologie più sostenibili, coerenti con la transizione energetica degli edifici e le strategie della Direttiva Case Green. Chi e come può ancora avere il Bonus caldaia Non tutte le caldaie sono escluse dagli incentivi. Sono agevolabili, per tutto il 2026, gli impianti che utilizzano fonti rinnovabili o sistemi ibridi. Tra le tecnologie ammesse ci sono: pompe di calore, anche ibride integrate con caldaie a condensazione generatori a biomassa microcogeneratori pompe di calore ad assorbimento a gas Gli interventi elencati, se rientrano nel perimetro del Bonus Ristrutturazioni, danno diritto alla detrazione fiscale su arredi ed elettrodomestici, nella misura del 50% su un tetto di spesa massimo di 5000 euro. Dunque, chi sceglie soluzioni “green” può continuare a beneficiare dei vantaggi fiscali, contribuendo allo stesso tempo alla riduzione delle emissioni e all’efficienza energetica. Ecobonus 65% e Bonus Casa 50% Oltre al bonus mobili ed elettrodomestici, chi opta per impianti ibridi può beneficiare dell’Ecobonus al 50%. Questa detrazione è rivolta a sistemi in classe A dotati di termoregolazione avanzata, in grado di massimizzare il risparmio energetico e fiscale. Invece chi accede al Bonus Ristrutturazioni, per il quale sono richiesti interventi di manutenzione straordinaria, ha diritto a una detrazione fiscale pari al 50% da calcolare sulla spesa massima di 96.000 euro. In questo caso l’installazione della caldaia deve essere parte di un intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione dell’immobile, con pratica CILA o SCIA. In altre parole, la semplice sostituzione ordinaria di una caldaia a gas non rientra nell’agevolazione. Requisiti e documentazione necessaria Per ottenere le detrazioni, è fondamentale seguire correttamente la procedura prevista e conservare la documentazione necessaria. Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante, indicando causale, codice fiscale del beneficiario e riferimento normativo. Non sono ammessi pagamenti in contanti o con altri metodi non tracciabili. La trasmissione della Comunicazione all’ENEA è necessaria solo in determinati casi, ossia quando si realizzano interventi di riqualificazione o miglioramento dell’efficienza energetica e si intende usufruire dell’Ecobonus o del Bonus Casa. Il mancato invio della comunicazione può comportare la perdita della detrazione fiscale. Conto termico 3.0 Altra via per sostituire la caldaia e ottenere l’agevolazione è usufruire del Conto Termico 3.0, gestito dal GSE. A differenza delle detrazioni fiscali, il contributo è erogato direttamente sul conto corrente e copre fino al 65% delle spese sostenute per l’installazione di pompe di calore elettriche o impianti a biomassa. L’incentivo premia l’efficienza del generatore e considera la zona climatica dell’edificio; a differenza degli altri bonus, il Conto termico rappresenta un vantaggio immediato per il beneficiario poiché viene erogato immediatamente e non in dieci anni come accade per le detrazioni fiscali. I vantaggi delle caldaie ibride e di ultima generazione Sostituire oggi la caldaia tradizionale con un impianto ibrido o evoluto comporta vantaggi concreti, e non solo per il fatto di avere diritto alle agevolazioni. I sistemi moderni possono ridurre i consumi fino al 30%, abbattendo le bollette energetiche. L’installazione di impianti efficienti migliora la classe energetica dell’immobile, ne aumenta il valore e tutela l’investimento. Inoltre, adeguarsi subito alle nuove regole evita di perdere le agevolazioni fiscali, che potrebbero ridursi ulteriormente negli anni a venire in linea con le direttive europee. FAQ: Bonus Caldaie 2026, guida completa Quali sono le agevolazioni per le caldaie nel 2026? Il 2026 si conferma un buon anno per le ristrutturazioni domestiche, anche per sostituire la vecchia caldaia con una nuova e di ultima generazione. Le detrazioni e le agevolazioni, tuttavia, sono limitate alle caldaie efficienti e rinnovabili, mentre sono escluse quelle tradizionali a gas. Un’interessante agevolazione è l’Ecobonus, che consente di ottenere una detrazione fiscale, suddivisa in dieci anni, per interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’immobile, in particolare con pompe di calore e sistemi ibridi. In questo caso è obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. C’è poi il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE, ovvero un incentivo diretto e più rapido, con contributi che possono coprire fino al 65% della spesa per impianti come pompe di calore, caldaie a biomassa e sistemi ibridi. Fino al 31 dicembre 2026 è stato confermato il Bonus Ristrutturazioni nella misura del 50% (per le prime case) sul massimale di spesa di 96.000 euro; vi rientrano anche i costi per sostituire la vecchia caldaia. Quale caldaia installare nel 2026? Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse verso soluzioni ibride o completamente elettriche, dato che i bonus fiscali premiano le tecnologie a basso impatto ambientale. Questi sistemi spesso combinano pompa di calore e caldaia a condensazione, con ottimi risultati in termini di consumi ed efficienza. Le pompe di calore elettriche sono invece la soluzione più sostenibile, particolarmente adatta alle abitazioni ben isolate o di nuova costruzione, soprattutto se abbinate a un impianto fotovoltaico. Offrono un taglio netto alle emissioni e rientrano pienamente tra le tecnologie agevolate. Chi decide di restare sui modelli classici a gas, dovrebbe comunque puntare su una caldaia a condensazione di Classe A o superiore, ormai obbligatoria, scegliendo modelli ad alta efficienza dei principali marchi. Come funziona il bonus mobili 2026? Il bonus mobili ed elettrodomestici consiste nella detrazione Irpef per chi arreda un immobile oggetto di ristrutturazione. L’agevolazione riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi e consente di detrarre il 50% della spesa, calcolata su un tetto massimo di 5.000 euro, comprensivo anche dei costi di trasporto e montaggio. L’importo recuperato viene suddiviso in dieci rate annuali di pari valore. Per ottenere il bonus tutti i pagamenti devono essere eseguiti tramite bonifico o carta di credito o debito, non sono ammessi contanti o assegni. Possono accedere all’agevolazione i contribuenti che acquistano i beni entro il 31 dicembre 2026 e che hanno avviato lavori di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Gli elettrodomestici devono inoltre rispettare precise classi energetiche minime, diverse a seconda della tipologia, indicate nella guida dell’Agenzia delle Entrate. Come funziona il Bonus elettrodomestici 2026? Il bonus elettrodomestici è la detrazione Irpef del 50% da calcolare sulla spesa massima di 5.000 euro, comprensiva di trasporto e montaggio, da recuperare in dieci rate annuali. L’agevolazione è legata a interventi di ristrutturazione edilizia e resta valida anche per le seconde case, come confermato dalla Legge di Bilancio. Possono beneficiarne i contribuenti che acquistano entro il 31 dicembre 2026 elettrodomestici nuovi, a patto che i lavori siano iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente. Gli elettrodomestici devono rispettare specifiche classi energetiche minime: A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori. Il tetto di spesa è riferito a ciascun immobile ristrutturato. Come per gli altri bonus fiscali, sono ammessi soltanto paganti tracciabili tramite bonifico parlante. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento