Il trullo pugliese: storia, arte, tecnica e bioclimatica della costruzione in pietra a secco 11/08/2026
Indice degli argomenti Toggle L’importanza di tradurre la sostenibilità nel designIncasTree: ponte concreto tra formazione, impresa e territorioQual è stata l’idea alla base del suo sviluppo?Il legno come materiale e cultura, esempio di progettazione responsabileEconomia circolare al centro del progettoSostenibilità nel design e importanza della formazioneIl valore del design, oggiRipartire dall’attenzione al territorioIl futuro del design passa dalla responsabilitàFAQ Sostenibilità nel designCos’è il Compasso d’Oro e quale importanza ha la Menzione d’onore?Quali sono i presupposti da cui è nato il progetto “IncasTree. Il design per il legno: dalla scuola alle aziende”?Quali danni ambientali ha provocato la Tempesta Vaia? La sostenibilità affinché possa generare un cambiamento reale, capace di produrre trasformazioni positive in termini di riduzione dei consumi, delle emissioni e dell’impatto ambientale. Questa visione passa attraverso il design, grazie a una progettazione attenta e concreta, capace di rispondere alle esigenze dell’uomo nel rispetto della natura e dell’ambiente. «Credo che oggi non sia più possibile considerare il design come una disciplina separata dalle grandi questioni ambientali, sociali e culturali del nostro tempo. Progettare significa sempre assumersi una responsabilità: verso le persone, verso i luoghi, verso le risorse che utilizziamo e verso il futuro», afferma Giorgio Caporaso. “IncasTree. Il design per il legno: dalla scuola alle aziende”, ideato, progettato e diretto dall’architetto e designer, ha ricevuto la Menzione d’Onore ADI nell’ambito della XXIX edizione del Compasso d’Oro, il più antico e autorevole premio di design al mondo. Da sempre il designer varesino pone grande attenzione alla sostenibilità nel design e all’economia circolare, come dimostrano i suoi lavori realizzati con legno, cartone, licheni e altri materiali naturali o riciclati. L’importanza di tradurre la sostenibilità nel design Fin dall’inizio del suo percorso professionale, Caporaso ha fatto del legame tra natura e design il fulcro della propria visione sostenibile e circolare. «Non sono due mondi separati. La natura è un riferimento progettuale, culturale ed etico. Ci insegna equilibrio, adattabilità e la capacità di non sprecare. Il buon design, oggi, deve saper coniugare qualità formale, funzionalità, durata, bellezza e responsabilità ambientale», spiega. Arch. Giorgio Caporaso Alla domanda sul perché sia oggi fondamentale conciliare design e attenzione all’ambiente, Caporaso ribadisce: «Credo che oggi non sia più possibile considerare il design come una disciplina separata dalle grandi questioni ambientali, sociali e culturali del nostro tempo. Progettare significa sempre assumersi una responsabilità: verso le persone, verso i luoghi, verso le risorse che utilizziamo e verso il futuro. Per molti anni l’attenzione all’ambiente è stata vista come un tema specialistico, quasi aggiuntivo. Oggi, invece, deve diventare parte integrante del progetto». Non si tratta soltanto di scegliere materiali più sostenibili, «ma di ripensare l’intero ciclo di vita degli oggetti: come nascono, come vengono prodotti, utilizzati, riparati, trasformati, riutilizzati o reinseriti in nuovi processi». In questo percorso orientato all’attuazione della sostenibilità nel design, anche il rapporto con PEFC Italia ha avuto un ruolo importante: «mi ha permesso di approfondire il valore della gestione forestale sostenibile, della tracciabilità e della certificazione come strumenti concreti di cultura progettuale. Parlare di ambiente nel design significa anche sapere da dove provengono i materiali, come vengono gestite le risorse e quale filiera sosteniamo attraverso le nostre scelte». IncasTree: ponte concreto tra formazione, impresa e territorio Concretizzare la sostenibilità nel design significa anche valorizzare competenze e talenti fin dalle giovani generazioni. È da questa visione che è nato il progetto IncasTree. Il design per il legno: dalla scuola alle aziende. Bosco è una delle creazioni di design e arredamento ecosostenibile parte del progetto “IncasTree” Qual è stata l’idea alla base del suo sviluppo? «L’idea di IncasTree nasce dal desiderio di creare un ponte concreto tra formazione, progetto, impresa e territorio. Volevo costruire un’esperienza in cui il design non fosse soltanto raccontato, ma praticato: un laboratorio reale, capace di mettere gli studenti a contatto con materiali, processi produttivi, vincoli tecnici e valori culturali». In questo contesto, il legno «è stato un materiale perfetto: vivo, antico, contemporaneo, profondamente legato alla tradizione ma anche aperto all’innovazione». Lo stesso nome IncasTree, richiama l’idea dell’incastro, della costruzione e della relazione tra elementi diversi che trovano un equilibrio. Il legno come materiale e cultura, esempio di progettazione responsabile IncasTree nasce anche da una sensibilità maturata nel tempo attorno al tema del legno, inteso come materiale tutt’altro che neutro. «Il legno non è soltanto una materia prima: porta con sé una foresta, una filiera, un territorio, un sistema di gestione e una responsabilità. In questo senso la cultura promossa da PEFC Italia rappresenta un riferimento importante, perché aiuta a comprendere che progettare con il legno significa interrogarsi anche sulla sua provenienza e sul modo in cui quella risorsa è stata gestita», spiega Caporaso. La seduta “Bosco” è una reinterpretazione della Forest Chair di Giorgio Caporaso. Si tratta di uno dei progetti che raccontano il valore delle foreste certificate PEFC e della loro gestione sostenibile, dando nuova vita anche al legname recuperato dagli alberi colpiti dal bostrico, dopo i gravi danni causati dalla tempesta Vaia del 2018. ©ElisaFedrizzi L’obiettivo di IncasTree era quindi quello di far comprendere ai giovani «che il design non è solo disegno o stile, ma metodo, pensiero, responsabilità e capacità di generare valore. “Dalla scuola alle aziende” significa proprio questo: trasformare un’esperienza formativa in un processo capace di dialogare con il mondo produttivo reale». Nel caso specifico, il progetto ha puntato sul recupero e sulla valorizzazione del legno proveniente dalle foreste colpite dalla tempesta Vaia. Economia circolare al centro del progetto Nella visione di Caporaso, l’approccio circolare rappresenta da sempre un elemento fondante del progetto. Quale ruolo dovrebbe assumere oggi nel design? «L’approccio circolare dovrebbe diventare una delle basi del progetto contemporaneo. Non possiamo più permetterci una cultura lineare del tipo: estrarre, produrre, consumare e scartare. Il design deve contribuire a costruire sistemi più intelligenti, in cui i materiali mantengano valore il più a lungo possibile». Nel caso del legno proveniente dalle foreste colpite dalla tempesta Vaia, il tema assumeva un valore particolarmente significativo anche dal punto di vista simbolico. «Si trattava di trasformare una ferita del territorio in una possibilità progettuale. Non per cancellare ciò che è accaduto, ma per dare nuova vita a una materia che portava con sé una storia. Qui il tema della gestione responsabile delle foreste assume un ruolo centrale. La certificazione e la tracciabilità, su cui PEFC Italia lavora da anni, non sono aspetti marginali o burocratici: sono strumenti che aiutano a rendere visibile il rapporto tra materiale, territorio e responsabilità. Per un designer questo è fondamentale, perché non basta dire “uso un materiale naturale”; bisogna comprendere la filiera, il contesto, l’impatto e il valore rigenerativo delle proprie scelte». Lo stesso designer sintetizza così la propria visione: «per me la circolarità non è solo una strategia ambientale, ma anche culturale. Significa progettare oggetti più durevoli, riparabili, smontabili, trasformabili. Significa immaginare prodotti che non finiscano semplicemente il loro ciclo, ma possano entrare in nuove vite. In questo senso il design può diventare uno strumento molto potente di rigenerazione». Sostenibilità nel design e importanza della formazione IncasTree ha visto il coinvolgimento degli studenti dell’ENAIP di Tesero (Trento). «Lavorare con i giovani è sempre un’esperienza preziosa, perché ti obbliga a rendere chiari i concetti, a tradurre la complessità in esperienze concrete. Con gli studenti ENAIP Trentino è stato particolarmente interessante perché hanno potuto confrontarsi con il progetto attraverso il fare, attraverso il materiale, attraverso il rapporto diretto tra idea e realizzazione». Caporaso attribuisce grande valore alla formazione come luogo in cui si costruiscono non solo competenze, ma anche consapevolezza. «Parlare ai giovani di sostenibilità e circolarità significa aiutarli a capire che ogni scelta progettuale ha conseguenze: sul materiale, sull’ambiente, sull’economia, sulla società». Quale rilevanza ha avuto IncasTree? «IncasTree è stato importante anche perché ha permesso di far comprendere che dietro un pezzo di legno non c’è solo una lavorazione tecnica, ma un intero sistema di relazioni: la foresta, la gestione sostenibile, la filiera, l’impresa, il progetto, l’uso finale. È un passaggio culturale fondamentale, molto vicino anche ai temi promossi da PEFC Italia, che è stata promotrice di questo complesso, articolato e sistemico progetto. La cosa importante è non presentare la sostenibilità come un dovere astratto o moralistico, ma come una straordinaria occasione di innovazione. I giovani devono comprendere che progettare in modo sostenibile non significa rinunciare alla qualità o alla bellezza; al contrario, significa cercare soluzioni più intelligenti, più profonde, più adatte al nostro tempo». Il valore del design, oggi Il valore della sostenibilità nel design e della progettazione responsabile è ormai evidente. Ma, al di là di questi aspetti, quale rilevanza ha oggi il design? «Il design oggi ha un valore enorme, purché venga inteso nel suo significato più ampio e autentico. Non è semplicemente la forma degli oggetti, né un fatto estetico superficiale. Il design è una disciplina capace di mettere in relazione bisogni, materiali, tecnologie, cultura, produzione e comportamenti. Viviamo in un’epoca in cui molti sistemi devono essere ripensati: il modo in cui abitiamo, consumiamo, produciamo, ci muoviamo, comunichiamo. Il design può aiutare a dare forma a questi cambiamenti. Può rendere più comprensibili le trasformazioni, più accessibili le innovazioni, più umane le tecnologie. Per me il design ha valore quando migliora la qualità della vita, quando genera senso, quando costruisce relazioni più intelligenti tra persone, oggetti e ambiente. È una disciplina concreta, ma anche visionaria: lavora sulle cose, ma in realtà parla del modo in cui vogliamo vivere. Oggi il design deve anche saper riconoscere il valore nascosto nei materiali e nei processi. Deve chiedersi non solo “che forma avrà questo oggetto?”, ma anche “da dove viene?”, “quanto durerà?”, “come potrà essere riparato?”, “che fine farà?”. È qui che la cultura della sostenibilità, della certificazione e della responsabilità di filiera diventa parte integrante del progetto». Ripartire dall’attenzione al territorio L’importanza della sostenibilità nel design non riguarda soltanto la dimensione ambientale, ma anche quella sociale. IncasTree testimonia il valore del legame con il territorio e della collaborazione tra soggetti diversi. Quanto è importante, oggi, lavorare in rete con realtà che operano direttamente sul territorio? «È fondamentale. Oggi i progetti più significativi nascono sempre più spesso dalla collaborazione tra soggetti diversi: scuole, imprese, istituzioni, professionisti, associazioni, territori. Nessuno, da solo, possiede tutte le competenze e tutte le sensibilità necessarie per affrontare la complessità contemporanea. Il territorio non deve essere considerato solo come uno sfondo, ma come una risorsa attiva. Ogni territorio porta con sé materiali, saperi, memorie, economie, fragilità e potenzialità. Il design può diventare uno strumento per mettere in relazione questi elementi e trasformarli in valore condiviso. IncasTree nasce proprio da questa logica: non un progetto chiuso in sé stesso, ma una piattaforma di collaborazione. Il legno recuperato, la scuola, le aziende, il mondo della certificazione, le competenze progettuali e il territorio diventano parti di un unico racconto. Credo molto in questa dimensione corale del progetto. Quando formazione, aziende e comunità territoriali dialogano, il design diventa più ricco e più radicato. E soprattutto produce effetti che vanno oltre l’oggetto finale: crea cultura, competenze, relazioni». Il futuro del design passa dalla responsabilità L’impegno di Giorgio Caporaso nel promuovere la sostenibilità nel design, l’economia circolare e la progettazione responsabile prosegue con nuovi progetti. Su cosa sta lavorando oggi e quali saranno i suoi prossimi impegni? «Sto continuando a lavorare su più fronti, sempre cercando di tenere insieme ricerca, progetto, formazione e cultura del design», afferma Caporaso. Da un lato prosegue il suo lavoro sui temi dell’ecodesign, della modularità, della reversibilità e dell’economia circolare, che considera centrali per il futuro della disciplina. «Sono temi che porto avanti da molti anni e che oggi sento ancora più urgenti». Prosegue anche il suo impegno nella promozione della cultura del legno, dei materiali naturali e della certificazione, in dialogo con realtà come PEFC Italia, con cui condivide l’attenzione alla gestione responsabile delle risorse forestali e alla valorizzazione del legno all’interno di una visione progettuale più consapevole. «Parallelamente sono impegnato in attività di curatela, divulgazione e formazione, perché credo che il design debba essere raccontato e condiviso, non solo praticato. Mi interessa costruire occasioni di dialogo tra progettisti, imprese, studenti, istituzioni e pubblico, per far comprendere quanto il design incida realmente sulla vita quotidiana e sulla trasformazione della società. Continuo inoltre a sviluppare progetti e riflessioni legati al rapporto tra sostenibilità, innovazione, materiali e nuovi modelli produttivi. La mia attenzione resta orientata a un design capace di essere concreto, ma anche anticipatore: un design che non si limiti a rispondere ai bisogni del presente, ma provi a immaginare scenari più evoluti, responsabili e desiderabili». FAQ Sostenibilità nel design Cos’è il Compasso d’Oro e quale importanza ha la Menzione d’onore? Il Compasso d’Oro rappresenta il più antico e prestigioso riconoscimento dedicato al design italiano. Nato nel 1954 da un’intuizione di Gio Ponti e Alberto Rosselli e istituito da La Rinascente, il premio è stato creato con l’obiettivo di valorizzare le migliori espressioni del nascente design industriale italiano. Fin dalla prima edizione, il Compasso d’Oro si è distinto per la capacità di premiare prodotti nei quali funzione, qualità estetica e innovazione si fondono in una sintesi originale, diventando esempi di eccellenza della produzione industriale. La selezione del Compasso d’Oro comprende, da sempre, non solo i premi e i premi alla carriera, ma anche le Menzioni d’onore, attribuite ai prodotti che la giuria giudica di qualità superiore e ai quali intende conferire un particolare riconoscimento, anche in assenza dell’assegnazione del premio principale. Quali sono i presupposti da cui è nato il progetto “IncasTree. Il design per il legno: dalla scuola alle aziende”? IncasTree è nato in Trentino come risposta a una duplice sfida: da un lato, la necessità di rilanciare l’economia delle aree forestali duramente colpite dalla tempesta Vaia del 2018 e dall’attacco del coleottero bostrico, che ha arrecato alle foreste alpine ulteriori danni dopo quelli già provocati dalla tempesta; dall’altro, la difficoltà di formare e inserire nuove generazioni di artigiani qualificati nel settore del legno-arredo. La soluzione proposta da IncasTree mette in connessione PEFC Italia, l’Istituto scolastico ENAIP di Tesero (prima scuola al mondo certificata PEFC), l’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino e un gruppo di cinque aziende artigiane locali. Guidati dall’architetto Giorgio Caporaso, gli studenti hanno collaborato direttamente con le imprese per realizzare cinque prototipi di design e arredamento ecosostenibile, capaci di raccontare i principi dell’economia circolare. Quali danni ambientali ha provocato la Tempesta Vaia? La tempesta Vaia è il nome della violenta perturbazione atmosferica che, nell’ottobre del 2018, ha colpito duramente gran parte dell’arco alpino italiano. I suoi effetti sono stati devastanti: circa 41 mila ettari di boschi rasi al suolo, 15 milioni di alberi abbattuti e 8,6 milioni di metri cubi di legname schiantati in pochi minuti da raffiche di vento fino a 200 km/h in Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. 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