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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Una microarchitettura bio-based per sperimentare il comfort dei materiali naturaliDalla risaia all’edificio: il valore della filiera circolareApi, biodiversità e apiterapia: il benessere entra nello spazio costruitoUn progetto replicabile per hospitality, wellness e spazi corporate Nel parco UpTown di Cascina Merlata, a Milano, prende forma una piccola architettura che racconta in modo concreto una nuova idea di abitare: più naturale, salubre e attenta alla relazione tra persone, materiali e ambiente. Si chiama HEXA – The Human Experience Architecture ed è la microarchitettura sviluppata da Ricehouse in collaborazione con Apicoltura Urbana, pensata per far vivere in modo diretto il rapporto tra materiali naturali, benessere indoor e biodiversità. Inaugurata il 17 aprile 2026 e aperta al pubblico dal 18 aprile al 14 giugno, con ingresso gratuito su prenotazione, HEXA è una “casa di riso”: una struttura modulare, prefabbricata e trasportabile realizzata con materiali ottenuti dai sottoprodotti della filiera risicola, come lolla, pula e paglia di riso. Il progetto nasce nell’anno in cui Ricehouse celebra i dieci anni dalla fondazione e rappresenta una sintesi concreta della ricerca portata avanti dall’azienda sul tema della bioedilizia, della salubrità degli ambienti e dell’economia circolare applicata al settore delle costruzioni. L’installazione non si limita a raccontare un materiale o una tecnologia costruttiva, ma invita il visitatore a entrare in uno spazio da ascoltare, respirare e percepire. La presenza delle api, integrata nel progetto attraverso la collaborazione con Apicoltura Urbana, aggiunge la dimensione dell’apiterapia, del biomonitoraggio ambientale e della relazione tra architettura, corpo e natura. Una microarchitettura bio-based per sperimentare il comfort dei materiali naturali HEXA nasce da una domanda semplice ma molto attuale per il mondo dell’edilizia: quale valore possono assumere gli scarti agricoli quando vengono trasformati in materia da costruzione? Ricehouse lavora dal 2016 proprio su questa frontiera, sviluppando materiali bio-based a partire dai residui della coltivazione e lavorazione del riso. La microarchitettura installata a Milano condensa in pochi metri quadrati un modello costruttivo basato su circolarità, leggerezza, comfort e riduzione dell’impronta ambientale. I materiali derivati dalla filiera risicola sono impiegati per contribuire all’isolamento termico e acustico, alla traspirabilità dell’involucro, alla regolazione dell’umidità interna e alla qualità dell’aria indoor. Si tratta di materiali formaldeide free, riciclabili, biocompostabili a fine vita e resistenti all’aggressione biologica e alla formazione di muffe. “HEXA è l’idea più semplice che potessimo avere: costruire una piccola casa con i nostri materiali, aprire la porta e lasciare che le persone vivano un’esperienza diretta. Entrando nella casa di riso si comprende subito il senso del lavoro che portiamo avanti da anni.” – Tiziana Monterisi, co-founder e CEO di Ricehouse davanti a Hexa. Il tema è particolarmente rilevante in un momento in cui il settore delle costruzioni è chiamato a ridurre l’impatto ambientale dei materiali e dei processi edilizi. Secondo il Global Status Report for Buildings and Construction 2024/2025 pubblicato da UNEP e GlobalABC, il comparto edilizio consuma il 32% dell’energia globale e contribuisce al 34% delle emissioni globali di CO₂; inoltre materiali come cemento e acciaio pesano per il 18% delle emissioni mondiali. In questo scenario, la valorizzazione di sottoprodotti agricoli rinnovabili introduce una logica diversa, nella quale la materia non viene estratta ex novo ma recuperata da una filiera già esistente. È un approccio coerente con i principi dell’LCA e dell’edilizia rigenerativa, perché considera il materiale non solo per le sue prestazioni in opera, ma lungo l’intero ciclo di vita: origine, trasformazione, uso nell’edificio e fine vita. Dalla risaia all’edificio: il valore della filiera circolare La forza del progetto sta anche nel legame con il territorio. Ogni ettaro di risaia produce, oltre al riso destinato all’alimentazione, una quantità significativa di residui agricoli che possono diventare risorsa tecnica per l’edilizia. Ricehouse interpreta questa disponibilità come base per una filiera costruttiva alternativa, capace di collegare agricoltura, industria dei materiali e progettazione architettonica. Chi entra nella microarchitettura HEXA sperimenta un ambiente compatto, costruito con materiali naturali, nel quale comfort termico, comfort acustico e qualità percettiva dello spazio diventano parte integrante del racconto. La domanda di ambienti più salubri, del resto, è sempre più evidente. Un’indagine Censis sulla casa salubre rileva che l’88,9% degli italiani considera salubre la propria abitazione, l’86% ritiene che la casa abbia un effetto positivo sulla salute fisica e mentale e il 54% dichiara di essere diventato più attento alla qualità dell’aria indoor durante la pandemia. Anche l’EPA statunitense ricorda che le persone trascorrono circa il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi, sottolineando il ruolo di controllo delle fonti emissive, ventilazione e filtrazione per migliorare la qualità dell’aria interna. Api, biodiversità e apiterapia: il benessere entra nello spazio costruito La collaborazione tra Ricehouse e Apicoltura Urbana amplia il significato dell’installazione. HEXA non è soltanto una microarchitettura bio-based, ma un ecosistema abitabile in cui l’alveare diventa parte dell’esperienza. Le api sono inserite nel progetto come presidio vivente di biodiversità e come elemento capace di attivare una relazione diretta tra spazio costruito e ambiente naturale. Apicoltura Urbana, realtà nata nel 2016 e specializzata in progetti di apicoltura in contesti aziendali e urbani, porta all’interno di HEXA una competenza legata alla cura degli alveari, al biomonitoraggio ambientale e ai percorsi ESG. Nel quartiere UpTown, dove il parco ospita già un apiario urbano e un monitoraggio permanente della biodiversità, questa presenza trova un contesto coerente e già orientato alla relazione tra comunità, paesaggio e natura. Il ruolo degli impollinatori è ampiamente documentato anche a livello internazionale. Secondo IPBES, il 75% delle colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall’impollinazione e quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore dipende, in misura variabile, dall’impollinazione animale. In Italia, il censimento 2025 dell’Anagrafe Apistica Nazionale fotografa un comparto con 77.449 apicoltori registrati e oltre 1,7 milioni di alveari censiti. All’interno di HEXA, la dimensione dell’apiterapia viene proposta come esperienza sensoriale fondata sull’ascolto del suono dell’alveare e sulla percezione dell’aria naturalmente caratterizzata dai composti volatili legati all’attività delle api, come propoli, cera e miele. L’obiettivo non è medicalizzare lo spazio, ma costruire un ambiente in cui architettura, materiali naturali e biodiversità concorrano a generare una condizione di rallentamento, quiete e attenzione. Un progetto replicabile per hospitality, wellness e spazi corporate HEXA nasce come installazione pilota, ma il suo format è pensato per essere replicabile in contesti differenti. La struttura modulare e trasportabile può trovare applicazione nell’ospitalità, nei centri wellness, nelle spa, negli ambienti corporate e negli spazi collettivi dedicati alla rigenerazione sensoriale. Il collegamento con il mercato del benessere è evidente. Secondo il Global Wellness Institute, l’Italia rientra tra le prime dieci wellness economy al mondo, con un valore stimato in 140,6 miliardi di dollari; tra il 2019 e il 2024, wellness real estate e mental wellness sono risultati tra i segmenti a crescita più rapida nel Paese. La “casa di riso” di Ricehouse diventa così un piccolo manifesto costruito. Mostra come i materiali naturali possano entrare in processi prefabbricati e contemporanei, come la biodiversità possa essere integrata nel racconto dell’architettura urbana e come il benessere possa essere interpretato non come accessorio, ma come prestazione dello spazio. Fino al 14 giugno 2026, nel parco UpTown di Cascina Merlata, HEXA offre ai visitatori la possibilità di sperimentare da vicino questo nuovo dialogo tra bioedilizia, apiterapia e cultura del progetto. Una microarchitettura che, partendo da un sottoprodotto agricolo, porta nel cuore della città una riflessione concreta sul futuro dell’abitare. Credit img Beatrice Arenella Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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