Il trullo pugliese: storia, arte, tecnica e bioclimatica della costruzione in pietra a secco 11/08/2026
L’allarme arriva da Anima Confindustria, che considera il Disegno di Legge di Bilancio 2025 un passo indietro per il settore edilizio e per gli obiettivi di decarbonizzazione del Paese. Le modifiche previste alle detrazioni fiscali per interventi edilizi potrebbero avere gravi ripercussioni sull’efficienza energetica e sull’intero comparto delle costruzioni, già provato dalla crisi. Gli effetti delle nuove aliquote sui bonus edilizi Nel testo attuale della Legge di Bilancio 2025 si prevede l’uniformazione delle detrazioni fiscali, con l’Ecobonus e il Bonus Casa che verrebbero ridotti rispettivamente al 50% per gli interventi sulla prima casa e al 36% per le altre abitazioni. Secondo Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, questa scelta rappresenta una minaccia non solo per il settore edilizio, ma anche per gli obiettivi climatici: «Questa misura rischia di aggravare ulteriormente la crisi di un settore già in difficoltà e, cosa ancora più grave, potrebbe rallentare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione richiesti dall’Europa.» Gli interventi di riqualificazione energetica, come l’installazione di impianti a elevata efficienza o l’isolamento termico degli edifici, potrebbero subire una drastica diminuzione, compromettendo i progressi finora raggiunti nella riduzione delle emissioni di CO₂. Gli emendamenti presentati presso la Commissione Bilancio della Camera cercano di correggere la rotta, ristabilendo aliquote più alte per gli interventi di alta efficienza energetica. Tuttavia, l’esito delle discussioni parlamentari è ancora incerto. Perché è importante mantenere l’Ecobonus al 65% L’Ecobonus al 65% è stato uno strumento fondamentale per incentivare interventi mirati all’efficienza energetica. Grazie a questa misura, il patrimonio edilizio italiano ha visto un progressivo miglioramento in termini di sostenibilità, con un impatto positivo sia sull’ambiente sia sull’economia. Almici sottolinea l’importanza di una riflessione più ampia: «Come Anima Confindustria riconosciamo la necessità del Governo di rivedere il sistema dei bonus edilizi. Tuttavia, riteniamo essenziale un confronto più ampio che porti a un testo condiviso ed efficace.» La richiesta principale è chiara: mantenere l’attuale versione dell’Ecobonus 65% per il 2025. Solo così sarà possibile supportare il settore edilizio, ridurre le emissioni e proseguire sulla strada tracciata dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Con un settore edilizio già sotto pressione, la riduzione degli incentivi potrebbe portare a una frenata degli investimenti privati, danneggiando ulteriormente un comparto strategico per l’economia italiana. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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