Velodromo Fassa Bortolo a Montichiari

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Il 23 febbraio si è svolta a Montichiari presso l’avveniristico Velodromo, alla presenza delle autorità comunali, la cerimonia di ufficializzazione dell’intitolazione del Velodromo a Fassa Bortolo che sponsorizzerà la struttura per i prossimi tre anni. L’azienda è presente a Montichiari dal 2006, con uno stabilimento all’avanguardia dedicato alla produzione di calce di altissima qualità.
Voluto fortemente dall’amministrazione comunale, che nel 2004 vide la posa della prima pietra, il Velodromo Fassa Bortolo è l’unica struttura coperta per il ciclismo presente in Italia.
Il Sindaco di Montichiari Elena Zanola e il vicesindaco Gianantonio Rosa, nel corso dell’evento hanno sottolineato “Questa meravigliosa tecnologia è stata resa possibile grazie a tutti coloro che hanno profuso impegno e lavoro continui, diretti verso un unico obiettivo: dare alla comunità monteclarense, bresciana, italiana, una struttura capace di ospitare manifestazioni di rilievo internazionale e porsi come punto di riferimento per tutto il mondo del ciclismo”.
L’avveniristica architettura, firmata dall’Ing Eliseo Papa, richiama la forma di un casco da ciclista. All’interno, la copertura in geotedico è formata da un reticolo di oltre 6.000 tubi in ferro di diametro diverso, collegati tra loro in un disegno geometrico di grande effetto visivo.
Il montaggio della struttura reticolare ha richiesto 2 mesi di lavoro, a 21 metri di altezza per infilare 6.528 profili tubolari su 1.605 nodi sferici.
La struttura – che ha richiesto in investimento di circa 15 milioni di euro – si sviluppa su una superficie di 9.200 metri quadrati, con una volumetria di 105.000 metri cubi, spogliatoi di un altro migliaio di metri quadrati e altrettanti di sale per stampa, conferenze, vip e bar.
Può ospitare fino a 2.000 spettatori, di cui 1.400 seduti.
La pista è lunga 250 metri, con una pendenza massima del 43%, che richiede agli atleti una velocità di almeno 38 chilometri orari, che permette di mantenere l’equilibrio.
La velocità massima raggiungibile è di 87 chilometri all’ora.
Per la pista, lunga 250 mt, sono state utilizzate 370 travi in legno lamellare, posate sotto a raggera ed un fasciame in listelli in pino siberiano, fissati all’interno con circa 200.000 chiodi.

L’Ing. Papa ha sottolineato che sotto il profilo ingegneristico si sono dovute affrontare alcune difficoltà: “Anzitutto il rispetto sostanziale di quanto era già stato costruito (una parte della tribuna e altri getti in C.A.) che entrava in conflitto con una geometria della pista che avrebbe dovuto essere un po’ meno ovale di quella che era stata tracciata nel corso dei lavori precedenti.
Poi la struttura reticolare in acciaio dalla forma stilizzata di un casco da ciclista, con la complicazione di un curvatura progressivamente variabile. Infine la pista in legno che doveva avere una geometria delle curve e delle inclinazioni tale da poter sviluppare senza strappi velocità superiori a 85 km/h”.

Il velodromo ospita appuntamenti di livello internazionale e ha trasformato Montichiari nella capitale assoluta di questa disciplina.
In un solo anno, dall’inaugurazione avvenuta a metà 2009 ad oggi, l’impianto infatti ha già ospitato eventi di primissimo rilievo tra i quali i Mondiali juniores dello scorso agosto che hanno visto oltre 40 nazioni ed oltre 400 atleti presenti sulla pista cittadina.
E per il 2011 non mancheranno altri appuntamenti per tutti gli appassionati di ciclismo a partire dai Mondiali Paralimpici di marzo passando per la Sei Giorni sino ai Campionati Europei Master, momenti di richiamo di assoluto prestigio.
Non di solo agonismo, però, vive il Velodromo perché da sempre la gestione dei fratelli Piero e Ciso Bregoli, sotto la supervisione dell’amministrazione comunale, ha inteso utilizzare la struttura per avvicinare i più giovani al mondo delle due ruote: le scuole, in particolare, avranno uno spazio sempre più importante e già per la prossima estate non mancheranno incontri riservati ai ragazzi con gare e lezioni assieme a campioni del ciclismo.

Paolo Fassa, Presidente di Fassa S.P.A. ha così spiegato la scelta di legare il nome dell’azienda al Velodromo “I tempi duri che stiamo vivendo hanno imposto di tagliare molte sponsorizzazioni.
Facciamo molto volentieri questa eccezione perché questa provincia per me è molto importante – abbiamo in questa zona 2 stabilimenti e 4 cave – ma anche perché è in qualche modo un ritorno al passato. Fra il 2000 e il 2005 abbiamo infatti avuto una squadra ciclistica, che ha coinvolto fino a 26 atleti e mi sembra di tornare a quel mondo che tanto mi appassiona”.

Infine il Dott. Eugenio Cervato, marketing manager della Fassa S.P.A – ha concluso anticipando che durante l’anno certamente Fassa organizzerà un paio di manifestazioni, una rivolta ai clienti dell’azienda e l’altra aperta invece ai campioni del ciclismo su strada che avranno così modo di provare l’avveniristica pista.