Università di Praga

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Tu Prag nel 2010 è stata oggetto di un radicale intervento di ristrutturazione che ha cambiato completamente il volto della struttura, trasformandola in un polo studentesco di riferimento, ove hanno sede la facoltà di ingegneria nel vecchio edificio con facciate trasparenti e la facoltà di architettura nel vecchio edificio in cotto e nelle nuove strutture colorate adiacenti.
Un nuovo landmark che grazie alle scelte progettuali del materiale di rivestimento dei prospetti dei tre nuovi corpi di fabbrica ha vinto, nella sezione nuove costruzioni, il 18°premio nazionale di architettura Granprix 2011, organizzato dall’ordine degli architetti della repubblica ceca, avendo la meglio su altri 26 progetti concorrenti.
L‘evento organizzato da una cooperativa indipendente di architetti nata nel 1992 ora conta ben 1200 membri attivi. Ogni anno la giuria è composta da rappresentanti internazionali e indipendenti della categoria.

Compositivamente i due manufatti originali sono caratterizzati da un edificio con facciate trasparenti e da un secondo edificio allineato contraddistinto da un linguaggio architettonico sobrio fatto di materiali tradizionali quali il cotto per le facciate ventilate.
I tre nuovi fabbricati colorati che sembrano appoggiarsi alla grande quinta del prospetto principale del grande edificio preesistente in cotto interpretano invece il linguaggio architettonico contemporaneo utilizzando una pelle che li riveste interamente in performante alluminio colorato.
Proprio le superfici di rivestimento dei nuovi prospetti mettono ancora più in luce le scelte progettuali che sembrano tese al dialogo continuo fra storia e contemporaneità, tradizione ed innovazione, affermazione e negazione.
Il manufatto originale in cotto si pone con un certa autoreferenzialità nei confronti dell’intorno, teso ad una volontà di affermazione del suo esistere.
Ma l’atteggiamento così apparentemente rigido e linguisticamente ineccepibile è subito contraddetto raffreddato e attenuato attraverso la giustapposizione dei nuovi piccoli corpi colorati dove il sapiente uso delle coloratissime scandole in alluminio Prefa riporta il manufatto dalla tradizione classica a quella contemporanea.
Un elegante esercizio di mestiere capace di seguire la regola per inserirvi l’errore che si fa latore di valore aggiunto in termini di energia compositiva
I piccoli edifici colorati si presentano dunque come l’elemento forte dell’intero insieme e, dal punto di vista linguistico, coniugano sapientemente grammatiche architettoniche diverse che si esaltano scambievolmente prendendo atto di come la vibrazione compositiva non possa venire da un contesto che non presenta punti forti con cui dialogare, ma piuttosto dev’essere raggiunto per via endogena, offrendo se stesso al proprio intorno come landmark.
La scelta delle scandole in alluminio non è stata casuale ma frutto di un attento studio non solo della resa estetica ma anche delle performance del materiale che garantisce resistenza alle intemperie, connessione e ottima stabilità.

Le scandole in alluminio Prefa sono state fornite appositamente nei colori arancione, lilla, rubino e antracite e la posa con suddivisione 3/4 contribuisce a creare una pelle uniforme per i tre edifici insieme agli angolari interni ed esterni, che la ditta avrebbe potuto fornire direttamente, ma gli architetti hanno preferito un lavoro di lattoneria manuale per raggiungere un’elevata qualità della lavorazione.