Nexum, il parco direzionale firmato Alvisi Kirimoto

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Lo studio internazionale si è aggiudicato il concorso di progettazione lanciato da Ares per la realizzazione di un centro uffici sulla Laurentina a Roma. Il complesso è organizzato su tre volumi a corte, collegati da una stecca vetrata, un hub verticale con funzioni distributive

a cura di Pietro Mezzi

Il parco direzionale Nexum a Roma
Il parco direzionale Nexum a Roma (render, Alvisi Kirimoto)

Indice degli argomenti:

Lo studio Alvisi Kirimoto si è aggiudicato il concorso promosso da Armellini Real Estate Services per la progettazione di un parco direzionale multifunzionale sulla Laurentina a Roma.

Il progetto dei due architetti si basa sulla forza delle relazioni e degli aspetti ricreativi e naturali dell’ambiente di lavoro contemporaneo: non più uffici come luoghi chiusi e fondati su modelli tradizionali rigidi, ma luogo di connessione tra le persone, la città, il mondo del lavoro e dell’innovazione. Una proposta che riconsidera gli spazi di lavoro alla luce della pandemia e della fase post-covid.

Edifici a corte e hub verticale

Gli uffici sono organizzati all’interno di tre volumi a corte, ai quali si collega un hub verticale, una stecca distributiva interamente vetrata, che funziona da connettore tra i fabbricati. Disposto in senso longitudinale rispetto al lotto, l’hub è il cuore dell’intervento attraverso il quale si accede all’intero sistema.

Parco direzionale Nexum a Roma: sezione dell’hub verticale di collegamento con gli altri edifici
Sezione dell’hub verticale di collegamento con gli altri edifici render, Alvisi Kirimoto

Con questo assetto tipologico si vengono a determinare sei spazi aperti, un edificio verticale trasparente, per co-worker e nomadi digitali, e una rete di uffici 4.0 disposti attorno al verde e collegati all’hub.

L’approccio progettuale è consistito nel delimitare l’area edificabile in una superficie rettangolare di oltre novemila metri quadrati, scandita attraverso una maglia regolare di 7,5 per 7,5 metri: dimensione che definisce il passo strutturale di tutti gli elementi e consente la realizzazione di un piano interrato funzionale con parcheggi e locali tecnici.

L’area è stata poi suddivisa in sei ambiti, con spazi aperti, divisi in tre corti e tre piazze verdi.

L’aspetto architettonico

Il parco direzionale si innalza su un basamento in travertino di 80 centimetri, che oltre a sottolineare visivamente il perimetro dell’intervento, consente un distacco rispetto alla quota della strada, garantendo una maggior privacy. Il principale accesso pedonale è situato sul fronte nord, in posizione assiale rispetto a un vicino centro commerciale, dove è stato previsto il pick-up/drop-off per la navetta di collegamento con la linea metropolitana B.

Uno dei tre edifici a corte del parco direzionale Nexum a Roma
Uno dei tre edifici a corte (render, Alvisi Kirimoto)

I visitatori accedono agli uffici attraverso l’hub verticale, che ospita l’ingresso con i sistemi di controllo degli accessi.

Ai piedi di un volume a doppia altezza, si trova la reception, comune a tutti i fabbricati, e i due corpi scala-ascensore. Sul retro, l’ampia vetrata si apre come una quinta teatrale sulla corte centrale, caratterizzata da un grande albero e da uno specchio d’acqua.

La corte interna del parco direzionale Nexum a Roma
La corte interna (render, Alvisi Kirimoto)

Estensione naturale delle aree destinate al co-working del piano terra, l’hub è un luogo dinamico, dedicato all’incontro e allo scambio tra i professionisti che vivono il parco direzionale.

Interno dell’hub verticale del parco direzionale Nexum a Roma
Interno dell’hub verticale render, Alvisi Kirimoto

Ambienti gradonati su più piani si prestano come spazi per incontri informali e all’occorrenza possono diventare veri e propri auditorium per presentazioni e meeting.

Gli uffici

Gli uffici sono organizzati nei tre corpi a ferro di cavallo dotati di corte interna, su cui affacciano direttamente gli spazi di lavoro. Le corti, oltre a fornire la luce naturale, contribuiscono alla ventilazione passiva.

Gli uffici del parco direzionale Nexum a Roma
Gli uffici render, Alvisi Kirimoto

Funzionanti come tre unità autonome a livello gestionale e impiantistico, i diversi blocchi sono indipendenti anche in orizzontale e possono ospitare uffici privati o spazi per il co-working, aree comuni, phone booth e sale conferenza.

I quattro piani

Al piano terra, un arretramento della facciata rispetto al filo esterno, offre una zona riparata ai visitatori e al tempo stesso amplia la visuale verso l’esterno grazie a vetrate a tutta altezza, che corrono lungo il perimetro.

Pensati come leggeri e trasparenti, i tre piani superiori sono avvolti da una doppia pelle in alluminio che delinea uno spazio pertinenziale esterno agli uffici profondo 100-120 centimetri.

Schizzo del progetto del parco direzionale Nexum a Roma
Schizzo di progetto (credits, Alvisi Kirimoto)

Attorno alle corti è stato ideato uno spazio esterno fruibile: un ballatoio ideale per una pausa.

All’interno i tre volumi sono definiti per sottrazione di elementi e sono punteggiati sui vari piani da giardini pensili, che si aggiungono alle aree verdi delle corti e delle piazze, in stretta connessione con gli edifici.

Schemi funzionali del complesso del parco direzionale Nexum a Roma
Schemi funzionali del complesso (credits, Alvisi Kirimoto)

All’ultimo piano, un grande roof garden, dotato di pergolati leggeri per attività di lavoro e ricreative, domina dall’alto il parco direzionale.

Ampi spazi aperti e aree esterne più raccolte come ballatoi, balconi e logge, conferiscono al complesso una dimensione quasi domestica. Ambienti produttivi si alternano a spazi verdi e a luoghi per il relax come la playroom, la caffetteria o l’auditorium.

Vista serale del parco direzionale Nexum
Vista serale di Nexum (render, Alvisi Kirimoto)

Il complesso è stato pensato per rispondere ai requisiti dei protocolli Leed, Well Building Standard e WiredScore.

La gara per l’aggiudicazione della progettazione ha visto partecipare diversi studi progettazione, tra cui Coima Image, Studio IT’S, Studio Transit, PiùArch.


Alvisi Kirimoto

È uno studio internazionale che si occupa di architettura, urbanistica e design. Fondato da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto nel 2002 ha sede a Roma. Ha realizzato numerosi progetti in Italia e all’estero e vinto concorsi e premi internazionali. Lo studio è impegnato in vari progetti di risanamento urbano in Italia e all’estero, tra cui la riqualificazione del centro storico di Hanoi, le linee guida per il Piano urbanistico di Battipaglia, lo studio di fattibilità e rigenerazione urbana di Chianciano Terme. Diversi i lavori in corso: il centro civico, asilo nido, biblioteca e parco a Grottaperfetta a Roma; i lavori di consolidamento, recupero e manutenzione straordinaria del cinema Massimo a L’Aquila; la realizzazione dell’istituto professionale Ipsia Renzo Frau con la Andrea Bocelli Foundation a San Ginesio nelle Marche; un centro di ricerca e sviluppo a Oderzo in provincia di Treviso; il rifacimento e l’ampliamento delle cantine Vecchia Romagna a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna.

Ares

Armellini Real Estate Services è la società di servizi immobiliari della famiglia Armellini: si occupa di acquisizione, locazione e gestione di edifici direzionali e residenziali, commerciali, hotel e mixed-use, in località urbane a livello nazionale.