Fassa Bortolo: ecco il vincitore del II premio ‘Architettura Sostenibile’

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Una casa a tre corti dedicata a Mies van der Rohe o una reinterpretazione delle Prairie houses di Wright? Un volume puro Lecorbuseriano o la scomposizione Ritveldiana della scatola? La trasformabilità è il tema centrale di questa modesta casa di campagna. Le grandi pareti perimetriche scorrevoli e le coperture mobili esterne offrono molteplici configurazioni possibili. Una casa chiusa su se stessa, introversa che all’improvviso si apre, integrandosi totalmente nel paesaggio; pareti scorrevoli che sono allo stesso tempo schermi cinematografici visibili da tutti gli angoli della casa, barriere contro il forte vento di Sicilia, filtri contro gli sguardi dei passanti. L’immagine è quella di un’architettura orizzontale con una pelle scura all’esterno ed una bianca all’interno. Il rapporto interno/esterno è praticamente invertito: tutte le porte si aprono verso le corti, che a loro volta possono essere coperte nei giorni più caldi o nei giorni di pioggia. Al centro di questa architettura c’è il disegno dei limiti dei vuoti (delle corti), il modo di conferirgli un’atmosfera, un’anima. L’orientamento delle grandi vetrate a Nord e l’installazione di vaporizzatori lungo le corti, permettono un raffreddamento naturale degli spazi interni. L’inverno un camino idraulico e dei pannelli solari offrono un’autonomia a livello energetico nel rispetto dei principi di un’architettura ecologica.
Progettista: arch. Ernesto Mistretta
Data di costruzione: aprile 2003 – dicembre 2004.

La giuria
Il progetto esplora in maniera convincente la tipologia della casa corte interpretandola in chiave contemporanea pur mantenendo in maniera chiara i principi fondamentali: il grande muroperimetrale e la grande corte interna. Il progetto integra in maniera coerente alcuni principi ambientali fondamentali come l’esposizione a nord delle vetrate, la protezione a sud con un grande muro e le pareti est-ovest che hanno del le piccole aperture, elementi tipici dell’architettura tradizionale. Interessante è anche l’interpretazione della corte come uno spazio pubblico aperto della casa con la possibilità di una chiusura verticale e orizzontale che si trasforma in un luogo protetto privato. La semplicità dell’intervento è coerente con le strategie energetiche e con un corretto rapporto con il clima. Viene premiata la corrispondenza delle strategie e dell’approccio ambientale alla scala dell’intervento che lascia premunire una sensibilità e un’attenzione al contesto sia storico che climatico.

Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it