Un’architettura per la città

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In un ex quartiere industriale alle porte di Milano, al centro di un sistema di connessioni alla scala metropolitana, un nuovo edificio direzionale è l’occasione per ripensare il rapporto tra architettura e città.

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Gli spazi pubblici penetrano nell’edificio e si sovrappongono agli ambienti di lavoro con un sistema continuo di terrazze collettive e luoghi d’aggregazione. Il volume trasparente dell’edificio si apre al quartiere con un grande spazio polifunzionale e una caffetteria su più livelli. Una diaframma verde, al di sopra di un podio minerale si interseca con il volume formando un nuovo e vibrante angolo di città.

Quartieri direzionali

Il quartiere di Stephenson si trova in una posizione strategica, in quanto a ridosso dell’area di Expo 2015 e di Cascina Merlata, e connessa al sistema di ferrovie e autostrade metropolitane. È perciò un’area che, benché non occupi una posizione centrale rispetto la città di Milano, si insidia al centro dell’area metropolitana. Nell’ultimo decennio la città si è dotata di numerosi distretti direzionali. Tra questi l’area di Stephenson può essere vista come un centro direzionale potenziale: si è costruita incrementalmente senza una visione unitaria in grado di darle uniformità/identità.

L’edificio sorge all’incrocio di via Giorgio Stephenson con la via privata Val Formazza e si propone come un angolo di città. Il volume si incastra su un podio minerale di graniglia che eleva l’ingresso all’edificio ad una quota di 1.70 metri rispetto quella stradale. Si entra in uno spazio a doppia altezza, aperto alla città che ospita una caffetteria, una zona lounge, aree di sedute e relax. L’edificio si pone in relazione diretta con lo spazio pubblico esterno attraverso la sala polifunzionale a doppia altezza (posta a quota zero); avvolta da una tenda risulta essere una lanterna luminosa nel paesaggio periferico. Allo stesso livello della hall si trova il magazzino/archivio, facilmente raggiungibile direttamente dall’esterno dai mezzi pesanti. Due punti di distribuzione verticale collegano il piano agli spazi di lavoro e al parcheggio semi-interrato, mentre una scala mobile collega direttamente la hall ad un’ulteriore zona caffetteria al primo piano.

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Il primo piano si trova alla quota di 4.60 metri ed è raggiungibile mediante i due punti di risalita verticale. Il blocco uffici si affaccia direttamente sulla hall a doppia altezza e si compone di una prima parte di ricezione nell’area di sbarco degli ascensori e dello spazio di lavoro vero e proprio. L’edificio è pensato per garantire la massima flessibilità nell’organizzazione degli spazi. Attorno ad un corridoio centrale che ospita le attività di supporto al lavoro, si possono configurare uffici open space o uffici a cella. Alla stessa quota, affacciato su via Stephenson si trova uno spazio informale a doppia altezza raggiungibile dal secondo piano. Caratterizzato da una gradonata in legno che serve sia come accesso all’ambiente che come zona di seduta, questo spazio può configurarsi come zona relax, sala conferenze o sala proiezioni.

Il secondo piano si compone del volume di uffici e una zona caffetteria in quota, luogo ideale per una pausa coi colleghi, raggiungibile attraverso la scala mobile direttamente dal piano terra. Gli uffici si organizzano, come in ogni piano, lungo un corridoio di servizio sono forniti di sale meeting private e aperte sullo spazio pubblico dell’edificio.

Il terzo piano ospita, oltre agli uffici open space, una serie di altre funzioni: un’area fitness, un’area lounge e ambienti meeting, che si affacciano sullo spazio aperto dell’edificio. Questo piano si caratterizza in facciata per uno svuotamento dell’angolo a nord dell’edificio, generato dalla presenza di una sala conferenze.

Il quarto ed ultimo piano accoglie la parte amministrativa e l’ufficio direzionale a cui è dedicato un ambiente molto ampio disgiunto dalla zona di uffici open space. Ad esso si giunge attraversando una zona meeting affacciata sullo spazio aperto dell’edificio ed è fornito di un accesso privilegiato ai servizi e al punto di distribuzione verticale.

Il piano interrato, interessato dai parcheggi, si trova ad una quota di 3.50 metri inferiore rispetto il livello stradale ed è accessibile dalla via privata Val Formazza mediante una rampa carrabile. E’ direttamente collegato ai piani degli uffici mediante i due punti di distribuzione verticale ed ospita 45 posti auto per i dipendenti insieme a due locali di servizio. L’intero ambiente è dotato di areazione per la presenza di una fascia di aperture lungo tre lati del perimetro che lo collegano con l’esterno.

Il sistema strutturale

esterno

La struttura portante dell’intero edificio, costituita da travi e pilastri in acciaio, bene identifica la natura dell’architettura per uffici. La modularità di tale sistema strutturale rende la realizzazione e il risultato finale di facile interpretazione e facile realizzazione. Dall’esterno dell’edificio è visibile la scansione della griglia 5 per 5 metri. Mentre all’interno il modulo si chiude in box e diventa struttura per la pavimentazione sovrastante.

Il sistema oscurante

oscurante

Un Curtain Wall è adottato per le facciate, alluminio e vetro si alternano per ridurre alla vista la scala dell’edificio, donandogli una propria identità. Grande importanza è stata data al pannello verticale pieghevole posto in facciata, che ha la funzione di regolare manualmente l’intensità luminosa interna per ciascun settore di lavoro. Questo definisce anche un ambiente piacevole al lavoro interno con adeguata illuminazione e vista panoramica. Questo gioco di forme irregolari combinate fra loro compongono la caratteristica architettonica della facciata. Attraverso un sistema comandato, si ha il completo controllo dell’apertura e chiusura delle reti metalliche, fino a rendere la facciata completamente cieca.

Texture

moquette
Caratterizzato dalle alte capacità di assorbimento acustico e dall’elevato comfort e, contemporaneamente soddisfacente delle esigenze estetiche e funzionali, il prodotto, nelle due variabili di colore, ben si adatta all’ambiente lavorativo degli uffici e di riunione.

 

texture
Generalmente impiegato nel settore alberghiero, commerciale e negli uffici, Bolon Tatami è un tessuto vinilico ad effetto stuoia qui utilizzato in due differenti variabili di colore, è adatto agli ambienti aperti della circolazione e agli uffici open space.

 

vinilici
Il materiale plastico dei pavimenti vinilici è perfettamente adatto agli ambienti open space e agli spazi di ristoro; la praticità di intervento e la facilità di manutenzione garantiscono igienicità e protezione a questi spazi, generalmente sottoposti ad un traffico elevato e ad una conseguente rapida usura.

Sostenibilità

Funzionamento estivo

La sostenibilità dell’edificio dipenderà soprattutto dal suo uso reale ed in questo senso la sfida del progetto e` stata quella di concepire un’architettura capace di adattarsi a diversi scenari. Il Fit-out dell’edificio (open space o uffici chiusi) e` ciò che più inciderà sulle richieste prestazionali. Il progetto e` quindi quello di un’infrastruttura che funzioni sia con una ventilazione al 100% naturale sia con una ventilazione completamente meccanica, garantendo sempre un grado di comfort ottimale. I serramenti apribili garantiscono una ventilazione incrociata naturale durante la stagione estiva in tutto lo spazio comune che diventa una grande terrazza ombreggiata, protetta dai raggi del sole sullo zenit.

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Durante la stagione estiva lo spazio vetrato, attraverso l’apertura dei serramenti, permette ventilazione naturale e raffrescamento all’interno dell’edificio.

Funzionamento invernale

D’inverno lo spazio funziona come una serra: illuminati dal sole più vicino all’orizzonte, i pavimenti e la struttura, assorbono il calore e lo rilasciano lentamente durante tutto l’arco della giornata.

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Durante la stagione invernale lo spazio vetrato si trasforma in una serra in grado di accumulare calore.

VINCITORE DEL CONCORSO DI IDEE PROMOSSO DA LIUNI ‘PROGETTA STEPHENSON 86