Il nostro Paese è ai vertici europei in termini di recupero e riciclo degli imballaggi. Lo evidenzia il CONAI, che fa un bilancio dei suoi primi 25 anni a cura di Andrea Ballocchi Indice degli argomenti: Economia circolare e imballaggi: superati gli obiettivi UE al 2025 Risparmio energetico e attività dei Comuni: buone notizie dall’Italia L’Italia svetta in Europa, in termini di economia circolare e imballaggi avviati a recupero e riciclo. Proprio così: in termini di kg pro capite di rifiuti di imballaggio riciclati, siamo secondi in Europa, dietro solo al Lussemburgo. Lo mette in luce CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi, giunto quest’anno ai suoi primi 25 anni di vita e che registra numeri di tutto rispetto: dal 1997 al 2021, il contributo del sistema consortile ha permesso di avviare al riciclo più di 170 milioni di tonnellate di imballaggi 73 milioni dei quali mediante la gestione consortile. «Grazie al riciclo gestito dai consorzi di filiera abbiamo evitato il riempimento di circa 183 discariche», ha affermato Luca Ruini, presidente del Consorzio. Economia circolare e imballaggi: superati gli obiettivi UE al 2025 Acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, vetro, plastica e bioplastica: sono queste le materie prime, in termini di economia circolare e imballaggi avviate al recupero e riciclo grazie al lavoro dei sette consorzi che fanno capo a CONAI. Si tratta di un consorzio privato senza fini di lucro, nato sulla base del Decreto Ronchi del 1997, e che costituisce in Italia una realtà che “ha segnato il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato”. CONAI collabora con i Comuni in base a specifiche convenzioni regolate dall’Accordo quadro nazionale stipulato con ANCI. I numeri espressi dall’azione di coordinamento su tutto il territorio nazionale sono di rilievo assoluto. Solo considerando il 2021, si è riusciti ad avviare a riciclo il 73,3% degli imballaggi immessi sul mercato in Italia: 10 milioni e 550mila tonnellate. Una percentuale in leggera crescita rispetto al record del 2020, ma soprattutto un risultato che ci pone in una posizione virtuosa rispetto agli obiettivi UE: difatti, l’Italia supera abbondantemente il 65% di riciclo totale chiesto dall’Europa ai suoi Stati membri entro il 2025. Anche rispetto agli obiettivi 2030 siamo molto vicini a centrarli per buona parte. Il sistema italiano si conferma anche molto efficiente. Da uno studio condotto da GREEN (Centre for Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell’Università Bocconi e dal Wuppertal Institut su 28 Producer Responsibility Organizations, ovvero le organizzazioni finanziate dai produttori e/o utilizzatori di imballaggi- che si assumono la responsabilità della gestione dei rifiuti di imballaggio, quello Italiano, rappresentato dal Consorzio Nazionale Imballaggi è uno dei più efficienti e meno costosi. Risparmio energetico e attività dei Comuni: buone notizie dall’Italia Grazie al riciclo gestito, il risparmio energetico del periodo gestito dall’avvio di CONAI al 2021 è quantificabile in quasi 320 TWh, corrispondenti all’energia che consumano circa 200 milioni in un anno. Inoltre è stato possibile risparmiare materie prime pari a 63 milioni di tonnellate, corrispondenti al peso di circa 6300 Tour Eiffel ed evitare emissioni per circa 56 milioni di tonnellate di CO2, che corrispondono alle emissioni generate da quasi 130mila voli andata e ritorno Roma-New York. Tornando, invece, ai numeri espressi l’anno scorso, anche in questo caso emerge il valore energetico in crescita: “Se alle cifre dell’avvio a riciclo sommiamo quelle del recupero energetico, che usa i rifiuti di imballaggio come combustibile alternativo per produrre energia, i numeri crescono: nel 2021 l’Italia supera l’82% di imballaggi recuperati, ossia più di 11 milioni e 800mila tonnellate”. A questo proposito, emerge anche il valore delle città come centri vitali per l’economia circolare e imballaggi avviati a recupero e riciclo. Lo ha messo in luce lo stesso Ruini: «Le nostre città sono sempre più vere e proprie miniere urbane: i crescenti quantitativi di rifiuti avviati a riciclo si trasformano in nuove materie prime, e la piccola percentuale che va a recupero energetico diventa un’alternativa ai combustibili fossili». Lo stesso Consorzio Nazionale Imballaggi, in una nota dedicata ai risultati ottenuti nel 2021, ha messo in luce il ruolo sinergico tra CONAI e Comuni tramite l’accordo con l’Associazione nazionale Comuni italiani. Tale accordo ha portato a creare una rete di 579 piattaforme di rigenerazione, riparazione e riciclo dedicate a imballaggi commerciali e industriali, in accordo con i Consorzi di filiera. Così si è arrivati ai numeri espressi lo scorso anno, con 7583 Comuni (su 8100 circa) che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, “con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli italiani”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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