A cura di: Adele di Carlo Via libera definitivo all’ultima versione del Decreto Salva Casa. Diversi gli emendamenti approvati che vanno a modificare, in parte, il testo originale. Riguardano principalmente il cambio di destinazione d’uso, le tolleranze e le regole sull’altezza minima consentita per legge. Non passa, invece, l’emendamento “Salva-Milano” che avrebbe chiarito la posizione della procura nel caso delle inchieste per la riqualificazione. Lo stop dell’emendamento “Salva Milano” ha suscitato le proteste degli architetti meneghini che si augurano che rientri nella Legge Infrastrutture, come promesso dal sottosegretario leghista Alessandro Morelli. Secondo i professionisti si tratta infatti di una norma che, oltre a far chiarezza sulle procedure, riguarda sia i progetti futuri che molti cantieri con i lavori in corso, su cui attualmente c’è molta incertezza. Federico Aldini, presidente dell’Ordine degli Architetti, commenta così: “Chiediamo certezza su questa attività legislativa e l’impegno del Governo a portare avanti questo provvedimento attesissimo per mettere fine all’incertezza che blocca, rallenta e rigetta molti progetti di sviluppo immobiliare e rigenerazione della città di Milano”. E’ invece soddisfatto per il risultato ottenuto il Ministro Salvini, che spottolinea: La riduzione delle superfici e delle altezze approvata con un emendamento nel Salva-Casa, che consente l’abitabilità anche per mini-case, mette sul mercato molti immobili andando incontro alle necessità di studenti e lavoratori – specialmente nelle grandi città – oltre a favorire la riduzione del consumo del suolo. Tra le misure approvate nel testo ci sono: l’abolizione della doppia conformità la regolarizzazione delle piccole difformità l’aumento delle tolleranze costruttive l’inserimento di nuovi lavori in edilizia libera Ecco cosa contiene il decreto e quali emendamenti sono “passati” nella votazione finale. Novità del decreto Salva Casa: altezza minima Tra le novità di maggior rilievo dell’ultima versione del Decreto Salva casa c’è la norma che modifica le altezza minime consentite dalla legge. D’ora in poi sono regolari gli immobili con altezza minima di 2,40 metri, 30 centimetri sotto l’attuale limite previsto (2,70 metri). Inoltre i monolocali possono ottenere l’abitabilità con una superficie minima di 20 metri quadrati per ciascuna persona (il limite attuale era di 28 metri quadrati). Tale limite si abbassa anche nel caso in cui nel monolocale abitino due persone: da 38 metri quadrati si scende a 28. Cambio destinazione d’uso Ci sono novità rilevanti in campo di cambio di destinazione d’uso. L’iter previsto dalla legge viene semplificato. Il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito, tuttavia singoli comuni possono dettare regole e requisiti specifici. Qualora il cambio di destinazione non richieda opere, il richiedente deve presentare una Scia, mentre in presenza di opere è necessario il possesso del titolo per l’esecuzione. Decreto Salva casa 2024: cosa prevede sugli “abusi minori” Il Decreto Salva casa 2024 interviene sui lavori cosiddetti di “lieve difformità” puntando a eliminare le situazioni di “incertezza giuridica”. Obiettivo del decreto legge – come ha dichiarato il ministro Salvini – è “liberare i cittadini da una burocrazia eccessivamente macchinosa”. Rientrano nelle “lievi difformità” tutti gli abusi che non riguardano interventi strutturali. Inoltre, rispetto al passato aumentano le “tolleranze costruttive”, il decreto Salva casa 2024 stabilisce che, per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024: Le tolleranze costruttive sono riparametrate in misura inversamente proporzionale alla superficie utile. Minore è la superficie utile, maggiore è il limite consentito percentualmente. Non costituisce una violazione edilizia il mancato rispetto delle norme riguardanti altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta entro determinati limiti: il 2% su una superficie superiore a 500 mq il 3% su una superficie tra i 300 e i 500 mq il 4% su una superficie tra i 100 e i 300 mq il 5% su una superficie utile minore di 100 mq Il decreto legge introduce una serie di nuove tolleranze tra cui la mancata realizzazione di elementi architettonici non strutturali, le irregolarità esecutive di muri interni ed esterni e gli errori progettuali corretti in cantiere. Addio alla regola della doppia conformità L’ultima analisi del testo ha dato l’ok all’emendamento che supera la regola della doppia conformità. Il superamento riguarda sia le difformità parziali che quelle sostanziali. Secondo la Lega, questa novità consentirà di snellire il carico burocratico dei Comuni, a beneficio dei privati cittadini. La regola della doppia conformità edilizia resta in essere solo per le difformità più evidenti. Tolleranze costruttive Il Decreto Salva casa modifica le tolleranze costruttive, queste vengono portate al 6% per gli appartamenti con superficie al di sotto dei 60 metri quadrati. Cancellate le violazioni edilizie per gli interventi sulle singole unità immobiliari, realizzati entro il 24 maggio 2024, in caso di mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta, purché contenuti nel 6%. Cresce il numero di lavori in edilizia libera Rispetto al passato aumentano gli interventi in “edilizia libera”, ovvero i lavori che non richiedono alcun titolo abilitativo o permesso. Ad esempio sarà possibile realizzare in edilizia libera interventi di manutenzione ordinaria, installazione di pompe di calore fino a 12 kw, rimozione delle barriere architettoniche, installazione di vetrate panoramiche amovibili e altro ancora. Per quanto riguarda tende e coperture, il decreto legge introduce alcune facilitazioni: Per opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola che siano addossate o annesse agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all’estensione dell’opera. Rientrano negli interventi di edilizia libera la realizzazione delle vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti (“VEPA“) ed anche l’installazione di tende a pergola, elementi regolabili e tende “bioclimatiche”. Il silenzio assenso Altro punto fondamentale del decreto Salva casa 2024 è l’introduzione del regime del silenzio-assenso. Vuol dire che, se l’Amministrazione non risponde alle domande del contribuente nei tempi previsti, la richiesta si considera accettata. In questo modo si intende alleggerire il carico di arretrati degli uffici tecnici comunali senza impedire ai cittadini di procedere con i lavori. Articolo aggiornato Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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