START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
A cura di: Adele di Carlo Il bagno cieco è un bagno senza finestre, di solito di piccole dimensioni. Una soluzione pratica da realizzare laddove non si voglia o non si possa aprire una nuova finestra, senza rinunciare alla comodità di un bagno in più. Per essere a norma di legge, il bagno cieco deve rispettare alcuni requisiti imprescindibili, necessari a garantire la salubrità dell’ambiente. Anche se di dimensioni ridotte, il bagno cieco è uno spazio molto importante della casa, può dare maggiore comfort a chi vi abita e aumentare il valore di mercato dell’immobile. Ma attenzione alla normativa: vediamo in quali casi si può realizzare il bagno cieco, quali sono le dimensioni minime indicate dalla legge e quale impianto di aerazione installare. Bagno cieco, la normativa da rispettare La realizzazione di un bagno cieco deve rispettare la normativa vigente sotto diversi aspetti, la norma che disciplina questi aspetti, e molti altri, è il Decreto Ministeriale Sanità del 5 luglio 1975. La normativa nazionale di riferimento (Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975) non prevede una superficie minima o massima per il bagno, ma elenca esclusivamente i componenti obbligatori: vaso bidet vasca da bagno o doccia lavabo Per determinare le dimensioni di un bagno, quindi, bisogna consultare il Regolamento edilizio del proprio Comune. Ad esempio, il Regolamento edilizio del Comune di Milano, in vigore dal 2014, prevede che ogni abitazione disponga di almeno un bagno con dimensioni sufficienti a ospitare la dotazione minima di sanitari (lavabo, doccia o vasca, water, bidet), e con un lato minimo di almeno 1,20 m. Altri Comuni, invece, specificano le metrature minime. Dunque, prima di avviare i lavori, è bene avere il quadro della situazione sia della normativa nazionale che di eventuali utili sui divieti e direttive locali. A tale fine può essere utile consultare esperti del settore e avere il prospetto delle condizioni da rispettare e dei costi da sostenere. Come deve essere l’impianto di areazione Oltre alle dimensioni, un altro aspetto fondamentale per poter procedere alla costruzione del bagno cieco è assicurare una corretta aerazione dell’ambiente. Non essendoci finestre, questo aspetto è fondamentale per evitare muffa, umidità e cattivi odori. In base alle esigenze di ciascuno, è possibile installare diverse tipologie di impianti di aerazione: aspiratori, la soluzione più semplice ed economica ventole, più costose dei semplici aspiratori ma più efficienti contro muffe e cattivi odori sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC), si tratta di sistemi complessi che garantiscono il ricambio d’aria in modo costante Per un bagno cieco il più efficiente e confortevole possibile, gli esperti del settore consigliano di installare un sistema di aerazione meccanica in abbinamento a una valvola di aerazione. Bagno cieco: le dimensioni minime da rispettare per legge Le dimensioni minime del bagno dipendono dalla tipologia che si intende realizzare, se bagno padronale o di servizio. Il bagno padronale è di solito più ampio e completo, includendo tutti i sanitari, una vasca e/o una doccia, e talvolta anche uno spazio dedicato alla lavanderia. Contrariamente il bagno di servizio è più essenziale e presenta wc, bidet e lavabo. Questo tipo di bagno viene spesso utilizzato come secondo bagno. Un bagno dovrebbe sempre avere un’apertura verso l’esterno, come una finestra, per garantire un adeguato ricambio d’aria. Se ciò non è possibile, nei bagni ciechi è obbligatorio installare un sistema di ventilazione meccanica. Passando alle dimensioni dei bagni ciechi, non esistono particolari indicazioni circa i metri quadrati, almeno a livello nazionale. Invece il Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 prevede delle indicazioni sull’altezza minima interna, che può essere ridotta a 240 cm, rispetto ai 270 cm richiesti per gli altri ambienti della casa, poiché sono considerati locali accessori. Pro e contro del bagno cieco in casa Il bagno cieco è la soluzione più agevole da mettere in pratica per chi desidera un secondo bagno o un bagno di servizio e non ha la possibilità di aprire una nuova finestra nel muro (si pensi, ad esempio, alle abitazioni in condominio o con vincoli storici e architettonici). I vantaggi sono diversi: si può ricavare un secondo bagno senza ridurre eccessivamente lo spazio della casa e senza opere di muratura importanti e costose (come aprire una nuova finestra) maggiore comfort per gli abitanti della casa e per eventuali ospiti accresce il valore di mercato dell’immobile Se è vero che i “pro” sono tanti, ci sono anche alcuni “contro” da considerare. Tra gli “svantaggi” del bagno cieco c’è sicuramente il fatto di avere maggiori problemi di condensa e umidità, a causa del ridotto ricambio d’aria, oltre ai cattivi odori che possono ristagnare se non viene installato un buon impianto di areazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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