Arriva la Riforma dell’Edilizia, cosa cambia riguardo silenzio assenso, digitalizzazione e sanatorie storiche

Approvato il disegno di legge delega per la revisione del Testo Unico dell’Edilizia. I punti salienti della Riforma e il parere delle associazioni di categorie coinvolte.

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Arriva la Riforma dell’Edilizia, cosa cambia riguardo silenzio assenso, digitalizzazione e sanatorie storiche

Entra nel vivo la Riforma dell’Edilizia: il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il disegno di legge delega per la revisione del Testo Unico dell’Edilizia e delle Costruzioni (TUE). L’obiettivo della revisione è aggiornare il quadro normativo vigente, fermo da oltre vent’anni.

In breve, l’intervento mira a semplificare le procedure, digitalizzare i processi, ridurre la frammentazione normativa tra Regioni e razionalizzare i titoli edilizi.

Si apre, inoltre, la possibilità di regolarizzare i cosiddetti abusi “storici”, ovvero quelli anteriori alla legge ponte sull’urbanistica del 1967 (L. 765/1967). Ecco i punti salienti della Riforma.

Riforma dell’Edilizia, gli obiettivi della legge delega

Come riportato nella relazione illustrativa al provvedimento, con questo ddl il governo vuole garantire un quadro normativo certo, semplice e moderno in grado di sostenere lo sviluppo economico e la sicurezza dei cittadini.

Riforma dell’Edilizia, gli obiettivi della legge delega

Tra i principi fondamentali della Riforma dell’Edilizia troviamo:

Un punto molto importante riguarda il meccanismo del silenzio-assenso; questo strumento viene rafforzato al fine di ridurre i tempi per il rilascio dei titoli edilizi e contrastare l’immobilismo burocratico.

Il governo avrà disposizione 12 mesi di tempo per ultimare i decreti legislativi attuativi contenenti le procedure per superare eventuali ritardi o disaccordi tra amministrazioni competenti e per garantire termini perentori.

Abusi “storici”, cosa prevede la Riforma

Tema centrale del ddl riguarda la sanatoria degli abusi anteriori alla legge ponte sull’urbanistica del 1967. Il testo approvato non modifica i requisiti sostanziali previsti ma semplifica le procedure stabilendo sanzioni proporzionate alla gravità delle difformità o al valore delle opere realizzate (in continuità con il decreto “Salva Casa” del 2024).

Reazioni istituzionali e politiche

Questa misura – spiegano i promotori della Riforma – non interviene sugli abusi recenti, al contrario vuole ridurre i contenziosi tra enti locali e cittadini.

Riforma edilizia e sanatoria abusi storici

In particolare il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha espresso grande soddisfazione:

Dopo più di vent’anni di attesa, il Testo Unico riordina la materia e offre regole chiare, tagliando la burocrazia.

Mentre la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha sottolineato come l’intervento rappresenti un passo concreto verso la semplificazione del settore edilizio, senza modificare le norme sui precedenti abusi.

Le opinioni delle associazioni di categoria

Da parte delle associazioni di categoria ci sono stati pareri positivi. Il disegno di legge è stato accolto favorevolmente soprattutto per lo snellimento del carico burocratico e dei contenziosi.

Ad esempio Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, ha definito la legge delega un “importante segnale di attenzione del governo su un tema fondamentale per la vita e la crescita delle città”, sottolineando la necessità di una disciplina organica e trasparente.

Anche Confedilizia e Confindustria Assoimmobiliare hanno evidenziato l’urgenza di razionalizzare le norme e ridurre la frammentazione normativa regionale.

Particolarmente rilevante è il commento di OICE, l’Associazione confindustriale che rappresenta le società di ingegneria e architettura. Il presidente Giorgio Lupoi ha sottolineato come il ddl delega offra certezza del diritto e semplificazioni fondamentali per progettisti e professionisti.

È fondamentale avviare un processo di riforma che consenta al settore dell’ingegneria e dell’architettura di operare in un quadro chiaro e uniforme, permettendo di avviare iniziative di rigenerazione urbana che necessitano spesso di ingenti capitali privati, fondati su regole stabili e trasparenti.

Lupoi auspica che il ddl delega e le iniziative parlamentari vengano armonizzate per creare un testo condiviso, capace di rilanciare lo sviluppo del settore e migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazioni, con benefici per la qualità e la sostenibilità urbana.

Critiche e polemiche

Non sono mancate le critiche. Il leader di Avs, Angelo Bonelli, ha definito il testo “un golpe contro il territorio”, criticando l’estensione del silenzio-assenso e la possibilità di realizzare interventi urbanistici rilevanti senza piani attuativi.

Il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, ha denunciato la delega come una “riscrittura delle norme urbanistiche nell’interesse privato”.

Nonostante le critiche, il governo ha ribadito la necessità di una riforma urgente, necessaria ad offrire certezze a cittadini e imprese, modernizzare la normativa e sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale.

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