Progettare con il legno: cosa sono i gridshell?

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Le gridshell sono coperture formate da una griglia o da un reticolo e piegate in forme morbide che in qualche modo richiamano un guscio

Cosa sono i gridshell
Mannheim Multihalle – img by https://mannheim-multihalle.de/

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Quando si pensa all’architettura della “leggerezza” non possono non venire in mente le incredibili opere realizzare da Frei Otto. Ci riferiamo alle gridshell, il cui nome deriva dall’unione del termine grid (griglia) con shell (ovvero guscio). Quando facciamo riferimento a queste opere parliamo di coperture  costituite da una griglia o da un reticolo, ma piegate in forme morbide quasi a richiamare un guscio.

Queste strutture resistenti sono espressione di grande ricerca nel campo architettonico poiché riescono a dare una forma unica al legno. Curve morbide e leggere, ma grande solidità: questi gusci sono in grado di sfruttare al meglio la duttilità del legno per creare forme sinuose dai tratti unici.

Progettare forme morbide e inusuali

A sperimentare per primo questa tecnica troviamo la brillante mente di Frei Otto: nel 1975 crea la Mannheim Multihalle, un progetto che apre la strada a un modo di costruire totalmente nuovo.

La particolarità di questo disegno risiede nelle fasi di cantiere: la gridshell è stata premontata con i giunti allentanti a terra e successivamente è stata sollevata da una gru. Una volta raggiunta la posizione corretta, sono stati fissati i giunti così da bloccare la copertura.

gridshell, progetto Mannheim Multihalle
img by https://mannheim-multihalle.de/

L’opera di Otto è caratterizzata da due gusci connessi tra loro da un passaggio pedonale coperto. La copertura a traliccio si estende sinuosa nel paesaggio, modellandosi in modo biomorfico con lo spazio naturale.

Il legno è protagonista di questo nuovo modo di progettare: i gusci utilizzano la forza e la resistenza del legno plasmandolo in forme mai viste prima.

Le diverse parti delle gridshell sono sostituibili in modo semplice perché non vengono incastrate o incollate tra loro. Questi gusci possono rientrare in una nuova visione dell’architettura, in cui la ricerca si unisce alla scelta di risorse ecologiche proprio come il legno. Come abbiamo detto in precedenza, per fissare le gridshell non sono necessari collanti, ma solo bulloni. Se una parte viene danneggiata può essere rapidamente sostituita e, una volta dismessa la struttura, smontata e rimontata altrove oppure smaltita in modo sostenibile.

Frei Otto aveva intravisto nel legno un materiale adatto per la sua visione: dopo 45 anni la Mannheim Multihalle è ancora in ottime condizioni e continua a ispirare gli architetti di tutto il mondo.

Per quanto riguarda la realizzazione delle gridshell, i passaggi chiave sono i seguenti: una prima fase di assemblaggio in piano delle parti in legno così da formare la griglia, mentre una seconda fase prevede la deformazione delle parti e la flessione degli elementi in legno che compongono il grid.

Il legno si rivela un ottimo alleato: le aste si piegano e si flettono per arrivare alla forma tridimensionale pensata dal progettista. Il passaggio finale prevede il fissaggio al terreno delle maglie e all’irrigidimento con appositi cavi o altri materiali che permettono di dare alla struttura maggiore solidità.

Scopriamo i progetti realizzati con il gridshell

Dopo aver parlato dell’origine e della storia del gridshell, non ci resta che scoprire quali sono i progetti più significativi realizzati con questa tecnica.

Mannheim Multihalle – Mannheim (Germania)

gridshell: progetto Mannheim Multihalle
Mannheim Multihalle – img by https://mannheim-multihalle.de/

Non potevamo non citare il più famoso progetto dedicato a questa particolare tecnica. Stiamo parlando ovviamente della Multihalle di Mannheim realizzata nel 1975 da Frei Otto con Carlfried Mutschler e Joachim Lagner. Si tratta di una sala polivalente dedicata alla mostra National Garden Show.

Un’icona dell’architettura leggera ed ecosostenibile: la copertura reticolare in legno della Multihalle è qualcosa di fortemente innovativo per i tempi. Elegante e leggera, complessa eppure così delicata, la gridshell progettata da Frei Otto si modella armonicamente sul paesaggio.

Il progetto della Multihalle è la sintesi di una nuova visione dell’architettura: l’opera di Otto divenne patrimonio storico e culturale nel 1998. Un progetto che ha segnato la storia, tanto da essere annoverato come la gridshell autoportante in legno più grande al mondo.

Portalen Pavilion – Norrkoping (Svezia)

gridshell: Portalen Pavilion a Norrkoping (Svezia)
Portalen Pavilion – img by map13

Dal 1975 al 2020. Architettura nel segno della leggerezza e della fluidità delle forme: il progetto del Portalen Pavilion di Map13 Barcelona è un’opera di arte pubblica davvero interessante. Questa suggestiva copertura in legno dai bordi ricurvi è il risultato di un processo partecipativo che ha visto coinvolta la comunità locale di Norrkoping e la Public Art Agency Sweden nel progetto Art is Happening. Un luogo di incontro dove la popolazione può riunirsi per dibattiti culturali, corsi, per uno spettacolo all’aperto e per tante altre attività.

Weald & Downland Open Air – Museum, Sussex (Inghilterra)

Weald & Downland Open Air - Museum
Weald & Downland Open Air – Museum – Img by wikipedia

Siamo ora nel Sussex e a creare questa straordinaria gridshell a doppia maglia è Edward Cullinan. Nel 2002 il team di progettazione Edward Cullinan Architects si occupa di realizzare questa struttura in legno per il Weald & Downland Open Air Museum. Anche qui ci troviamo di fronte a un design di grande impatto: il guscio in legno progettato da Cullinan è lungo 50 metri, largo 12 e alto 10 ed è formato da un reticolato di assi di legno di quercia connesse tra loro.

 Parco archeologico di Selinunte  (Sicilia)

Arriviamo in Italia per questo interessante progetto di gridshell. Nel Parco Archeologico di Selinunte troviamo la struttura inaugurata nel 2012 dall’AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica). Il progetto nasce dal lavoro della Summer School Selinunte che coinvolge attivamente gli architetti sul territorio. La struttura di Selinunte utilizza per la prima volta il pino con nuovi sistemi nodali.