Muratura armata TAURUS

Sistema Taurus, la muratura armata brevettata – LA RICERCA

Già nel 2010, anno in cui fu immesso sul mercato, il Sistema Taurus, novità nel campo della sismica, era stato riconosciuto come miglior innovazione (SAIE – Giuria: IUAV – Arketipo, Costruire, Modulo, Presenza Tecnica – The Plan), brevettato per l’unicità della geometria radiale, classificato in I° categoria, certificato in bioedilizia dall’Anab e nel 2013 testato dall’Università degli Studi di Padova Dip. I.C.E.A. (Ingegneria Civile, Edile, Ambientale).

Dal classico foglio bianco è uscita la soluzione (geniale!) che ha permesso la creazione di un prodotto unico nel suo genere, che definire d’avanguardia non è certamente eccessivo. Sia il professionista sia l’impresa hanno potuto constatare che prestazioni, tempi e costi sono decisamente cambiati su tematiche che sembravano, sino ad oggi, a discapito del laterizio. Concetti come confinamento, prestazioni, sicurezza, precisione e qualità si sono fusi nel prodotto brevettato Taurus.

A conferma di quanto detto i progettisti, in questi 4 anni, hanno iniziato a cambiare il loro modus operandi facendo scalare la classifica alla muratura armata, dove il Taurus, sempre più spesso, ricopre il primo posto. Le limitazioni, considerate insite al sistema, i costi, in passato difficilmente quantificabili, e la presunta complessa progettazione si sono rivelati tutti concetti evanescenti di fronte al nuovo sistema che “finalmente” è riuscito a mettere d’accordo tecnico e operatore garantendo certezze di prestazione e di costo (-25% rispetto allo schema a pilastri).

Da queste conferme era necessario non fermarsi ma cercare, attraverso un’autorevole ente di ricerca, un benestare qualificato al progetto innovativo che, seppur rientrante nelle NTC08 (come sistema portante idoneo in zona sismica), richiedeva un’ulteriore “prova di forza”.

È stato così che il sistema Taurus è stato sottoposto a prove di compressione e di taglio-compressione su una moltitudine di provini/muri (snelli, tozzi, armati, debolmente armati e precaricati in sommità con differenti valori a simulare i piani di un ipotetico edificio) tale da garantire la copertura più completa possibile. Ne è emerso un panorama di dati e considerazioni che hanno ancor di più confermato come le norme sono da considerare ultraconservative e quindi superate.

Fasi della ricerca, che qui elenchiamo per sommi capi, sono inserite in maniera esaustiva nel report completo che si può richiedere collegandosi al sito www.gruppostabila.it

  1. caratterizzazione dei materiali: test su armatura, malta e blocco di laterizio, per garantire la veridicità dei risultati da finali;
  2. prova su triplette: effettuate per caratterizzare le proprietà dell’interfaccia tra giunto di malta e blocco, ovverosia lo scorrimento del giunto orizzontale e la resistenza a trazione del giunto. (è stata eseguita anche la prova a flessione). Dai risultati ottenuti si nota, avvalorando quanto detto prima, che la tabella delle NTC08 è a dir poco conservativa e quindi forviante per una corretta valutazione – la tabella dell’EC6 invece mostra una prestazione più vicino alla realtà; i valori, comunque, ottenuti sono ben al di sopra dei limiti imposti.

Formulazione

Formula

Precompressione (N/mm2)

0.2

0.6

1.0

Valore tabellare da NTC2008

0.36

0.44

0.60

Valore tabellare da EC6

0.38

0.54

0.70

Valore caratteristico da NTC

0.37

0.58

0.79

Valore caratteristico da UNI EN 1052-3

0.40

0.61

0.82

Valore caratteristico sperimentale fvk

0.44

0.67

0.89

 

  1. Prove a compressione – monotone e cicliche: le prime, eseguite in controllo di carico, sono state operate fino a rottura. In seguito al raggiungimento del carico massimo si è lasciato agire il carico fino a circa l’70-80% del valore di picco (compatibilmente con lo stato di danneggiamento conseguito), al fine di registrare l’effettiva riduzione di carico per danneggiamento. Di seguito si riporta un grafico Tensione-Deformazione, relativo ad un campione tozzo, dove sono riportati i valori registrati dai sensori applicati, nelle varie direzioni, al muro.

1

I valori caratteristici risultanti si sono dimostrati superiori anche oltre il 30% rispetto ai limiti imposti dalle attuali norme tecniche.

  1. Prova a taglio-compressione su 8 campioni (4 tozzi e 4 snelli): La prova consiste nell’applicazione di step di spostamenti ciclici nel piano per ogni livello di drift, successivamente all’applicazione di una forza di compressione prestabilita, in direzione perpendicolare al campione.

Lasciando al report completo la spiegazione esaustiva, di seguito si riporta un grafico riassuntivo che meglio rappresenta il comportamento dei provini sottoposti al test:

 

Legenda: 2

3

Come si può evincere dal grafico, i campioni tozzi hanno raggiunto la loro Fmax a livelli di drift minori rispetto ai campioni snelli. Considerando invece le armature notiamo come i campioni con le due barre abbiano registrato una maggiore Fmax sia nei campioni tozzi che in quelli snelli: infatti a parità di precompressione, la presenza di una maggiore sezione d’armatura ha comportato l’aumento medio di Fmax. Un altro fenomeno a cui si è assistito nei campioni aventi 2 Ф16mm è stato il repentino raggiungimento, dopo la Fmax, dello spostamento ultimo (cioè all’80% della Fmax); infatti come si può notare dalla tabella, il rapporto tra il livello di drift registrato all’Fmax e ultimo, non supera l’1.6 mentre nei campioni meno armati abbiamo valori minimi pari al 2.1.

In conclusione: i valori meccanici e deformativi risultanti hanno confermato l’eccellenza del sistema Taurus creando, nel contempo, un importante focus sulla quantità di armatura che spesso viene impiegata, rivelandosi non sempre necessaria nelle quantità previste (soprattutto negli angoli può rivelarsi controproducente) soprattutto se alla “base” è presente un blocco con schema radiale che garantisce il perfetto confinamento dell’armatura presente.

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