Isolamento tetto esistente: le diverse tipologie

Il tetto ci protegge dalle intemperie e un corretto isolamento è fondamentale per godere del massimo comfort e per ridurre le nostre bollette.

A cura di Gaia Mussicoperture

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Isolamento tetto

Avere una casa ben isolata è importante sia in estate che in inverno. La stagione calda è ormai terminata, ma se vogliamo godere del massimo comfort nella nostra abitazione è importante essere pronti all’arrivo del freddo. La copertura rappresenta una facile via di dispersione del calore, con conseguente utilizzo di molta energia per riscaldare gli ambienti e gonfiamento delle nostre bollette. È possibile ottenere buoni risultati anche intervenendo su tutti quegli edifici esistenti e con un buon isolamento si riduce il fabbisogno energetico dell’edificio, si risparmia per riscaldamento e raffrescamento e si ottiene un miglior comfort interno per gli abitanti.

Intervenire sugli edifici esistenti richiede sempre una primaria attenzione allo studio delle condizioni della struttura e dei materiali presenti.

Una valutazione dello stato di fatto ci permette di decidere quale intervento sia più consono agli obiettivi posti e quale tecnica sia la migliore per non incidere negativamente sull’equilibrio dell’edificio esistente. Dopo aver verificato la compatibilità dell’intervento con la struttura esistente, è opportuno verificare lo stato di impermeabilizzazione della copertura, che se non adeguato deve essere ripristinato prima della posa dell’isolamento.

Tetto a falda caldo: isolare dall’esterno

Una prima soluzione, per quanto sia la più invasiva, prevede l’inserimento dell’isolamento a estradosso della copertura esistente. Lo strato di coibentazione viene posto tra la struttura e il manto di copertura (generalmente tegole), garantendo un buon livello di isolamento sia termico che acustico e sfruttando l’inerzia termica della struttura sottostante nei periodi estivi. Da valutare la posa di un  nuovo strato impermeabile e un freno al vapore, per evitare la formazione di condensa. Un intervento di questo tipo comporta l’installazione di un cantiere, con le spese che ne conseguono, per cui risulterebbe più conveniente se inserito all’interno di una globale ristrutturazione per sfruttare le strutture necessarie e ridurre l’impatto dei costi. Isolare dall’esterno è tendenzialmente la soluzione migliore per i climi molto caldi e per quegli edifici con sottotetto abitabile.

I materiali isolanti possono essere scelti a discrezione del progettista, ma generalmente tra i (naturali) più diffusi troviamo la fibra di legno e il sughero.

Fonte INDEX
Fonte INDEX

Tetto a falda con sottotetto non praticabile: isolare dall’interno

Nel caso in cui il sottotetto non sia abitabile, si può valutare un isolamento dall’interno dell’edificio, riducendo i costi al solo intervento di isolamento. Prima di proseguire va fatta una premessa: se il sottotetto non è abitabile e si pone l’isolante esterno alla copertura si crea un volume da riscaldare in realtà inutilizzato, con uno spreco di energia per la climatizzazione. Ma attenzione, perché la scelta di isolare dall’interno va comunque sempre ponderata molto attentamente. Con l’isolamento interno si pone la massa della struttura verso l’esterno, di cui si perde il beneficio dello sfasamento termico. D’estate si rischia di accumulare calore negli ambienti, anche a causa di apporti termici interni, senza riuscire a smaltirlo adeguatamente a causa dell’isolante stesso. Per questo motivo si dovrà scegliere attentamente il materiale coibentante, con attenzione alla densità e alla traspirabilità.

Detto ciò, lo strato di coibentazione può essere posto al di sopra dell’ultimo solaio piano, con un intervento molto semplice e veloce.

Si possono usare diversi tipi di materiali, generalmente forniti in materassini o panneli, come la lana di pecora, la fibra di cellulosa, la lana di roccia. Nel caso sia necessario garantire la possibilità di calpestio si può optare per materiali più resistenti come la fibra di legno, per la cui posa saranno però necessarie apposite sagomature. Successivamente si può valutare se lasciare a vista o meno l’isolante.

rockwool
Fonte: Rockwool

Tetto a falda con sottotetto praticabile: isolare dall’interno

Quando il sottotetto è praticabile o abitabile ma non si può intervenire dall’esterno, è possibile intervenire a intradosso della copertura con la posa della coibentazione direttamente sull’interno della struttura. Il materiale isolante può essere posto a diretto contatto con la copertura, direttamente incollato o fissato meccanicamente all’intradosso, o posto tra le travi nel caso si tratti di un tetto in legno. Un’alternativa è la realizzazione di una struttura sospesa, fissata al tetto, che regge l’isolamento, distanziato dalla copertura. Per questa soluzione sono da preferire pannelli rigidi, come la fibra di legno o il sughero. Nel caso il sottotetto sia abitabile è necessario predisporre uno strato di finitura interno, che può anche essere realizzato con un controsoffitto.

È implicito che prima di procedere si debba verificare che le altezze minime e i volumi dei locali rimangano adeguati alle funzioni degli stessi, specialmente nel caso siano abitabili.

Fonte BetonWood
Fonte BetonWood

Tetto piano: tetto rovescio e tetto caldo

Isolare il tetto piano a estradosso della copertura significa porre uno strato di isolamento al di sopra della struttura esistente. A seconda della posizione del manto impermeabile, si può optare per un tetto rovescio o un tetto caldo. Nel caso sia già presente uno stato impermeabile in buono stato, posta al di sopra la coibentazione si procede con un ultimo strato di protezione in ghiaia o con una pavimentazione. Il materiale scelto dovrà essere particolarmente resistente agli agenti atmosferici e assolverà anche il ruolo della barriera al vapore, non necessaria.

Il tetto caldo, invece, prevede la posa dell’isolante sopra una barriera al vapore e sotto lo strato di impermeabilizzazione, che dovrà essere realizzato successivamente ex novo. Lo strato impermeabile dovrà essere continuo e al di sopra di esso verranno posti uno strato filtrante e quello di protezione (ghiaia o pavimentazione).

In entrambi i casi sarà necessario far eseguire i lavori da operai specializzati e la posa in opera dei diversi strati dovrà essere molto accurata, soprattutto per la risoluzione di punti critici in corrispondenza di lucernari, accessi al tetto o sporgenze varie.

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Fonte INDEX

Tetto piano: isolare dall’interno

Nel caso in cui non sia possibile intervenire dall’esterno sulla copertura esistente, è possibile prevedere l’inserimento dello strato isolante con un controsoffitto interno. Chiaramente, valgono le premesse fatte per il tetto a falde rispetto il comportamento termoigrometrico dell’edificio durante le diverse stagioni e il rispetto di limiti di altezza e volumi

L’intervento può essere realizzato mediante materiali autoportanti o con una struttura di sostegno a cui agganciare i pannelli scelti. Un’attenzione in più va posta all’eventuale interferenza con gli impianti a soffitto già presenti, che devono essere integrati con il sistema di isolamento necessariamente continuo.