Tolleranze costruttive dopo il Salva Casa: dove finiscono gli scostamenti e iniziano gli abusi? 26/02/2026
Indice degli argomenti Toggle Edilizia off-site in Italia: vantaggi e barriere nell’adozioneL’importanza della formazione e della conoscenza sul campoL’impiego dell’acciaio e delle carpenterie metallicheL’off-site offre spazio all’innovazioneFAQ edilizia off-siteCos’è l’off-site construction?Quali sono i benefici dell’edilizia off-site?Per quali motivi è stato avviato il progetto OFFICIO? Migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente richiede uno sforzo finora poco convincente. Parlamento e Consiglio UE ricordano – nel testo della Direttiva Case Green – che il tasso ponderato annuo di ristrutturazione energetica è persistentemente basso, intorno all’1 %. “Al ritmo attuale la decarbonizzazione dell’edilizia richiederà secoli”. Il nostro Paese è sotto a questa soglia: la percentuale di rinnovamento annuo è dello 0,85% in Italia, contro l’1,7% di Francia e Germania. Difficile pensare di raggiungere un tasso di riqualificazione del 1,9% nel decennio 2020-3030, come prescritto dal PNIEC, che eleva questa quota al 2,7% per i successivi due decenni (2030-2040 e 2040-2050). A ciò si aggiungono gli obiettivi fissati nella EPBD, secondo cui gli Stati membri provvedono affinché il consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare residenziale diminuisca, rispetto al 2020, di almeno il 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per questo è necessario promuovere e diffondere tecniche e metodi in grado di cambiare questo stallo. L’edilizia off-site in Italia è in grado di essere d’aiuto. A fine maggio gli Stati membri UE saranno chiamati a recepire la direttiva Case green. Questa richiede di “raddoppiare, quanto meno, il tasso annuo di ristrutturazioni energetiche degli edifici entro il 2030” e “promuovere le ristrutturazioni profonde”. Off-site construction ha il potenziale di ridurre del 20-60% i tempi medi di costruzione, oltre ad accelerare i tempi di realizzazione dal 20 al 50%. Edilizia off-site in Italia: vantaggi e barriere nell’adozione Tra i vantaggi offerti dall’offsite al mercato delle costruzioni, «la maggior parte degli addetti ai lavori ha segnalato l’efficienza delle risorse e la velocità degli interventi», un ottimo rapporto costo-efficacia, oltre a un miglioramento delle condizioni di sicurezza, ha spiegato Lia Marchi, ricercatrice dell’Università di Bologna e membro del team del progetto OFFICIO, aprendo il convegno “Off-site: idee e vantaggi per costruire e ristrutturare con un approccio industrializzato”, organizzato da Prospecta Formazione – Infoweb, dedicato a mettere in evidenza strategie, progetti e soluzioni per favorire la diffusione della metodologia off-site e promuovere l’edilizia off-site in Italia. I relatori del convegno La stessa esperta ha illustrato anche le barriere alla diffusione di questa pratica: regolatorie, economiche, culturali. In quest’ultimo caso, la poca conoscenza della metodologia, unita alle resistenze culturali, sono fattori che pesano sensibilmente sullo sviluppo e la penetrazione delle metodologie off-site construction. OFFICIO vede direttamente coinvolto anche il Politecnico di Milano, in particolare il gruppo del professor Graziano Salvalai, che è intervenuto al convegno illustrando lo stato dell’arte del progetto, che ha svolto una mappatura a livello europeo e nazionale delle principali aziende e dei relativi sistemi attualmente disponibili sul mercato e appartenenti alla filiera legno e acciaio. Sono state così mappate finora 541 soluzioni off-site construction e 51 player industriali. Lo stesso Salvalai è attivamente coinvolto in altri progetti, tra cui MEZeroE, che ha promosso la realizzazione di BEE Lab, un’infrastruttura Living Lab dotata di vari strumenti e strumenti per la ricerca applicata svolta in collaborazione con gruppi target del settore delle costruzioni per supportare il trasferimento tecnologico di soluzioni innovative sul mercato. L’obiettivo principale del BEE Lab – realizzato con tecniche off-site – è promuovere la decarbonizzazione dell’ambiente costruito. L’importanza della formazione e della conoscenza sul campo Alla finalità di sviluppare conoscenze e formazione sull’edilizia off-site in Italia si lavora a livello accademico: un esempio è FACE, un percorso formativo di specializzazione sulla progettazione e l’ingegneria delle facciate, avviato da Eurac Research, che unisce conoscenze teoriche ad applicazioni pratiche e concrete. «Progettato per professionisti da professionisti e innovatori, ha nelle visite in laboratorio e in loco un elemento fondamentale del corso: portiamo gli studenti a visitare cantieri edili, laboratori di prova e siti produttivi», ha spiegato Francesco Isaia, senior researcher all’interno del gruppo Energy Efficient Buildings del centro di ricerca di Bolzano, che ha avviato anche un corso sulle “Off-site Technologies for Architecture”. Inoltre Eurac ha fatto parte dei promotori della conferenza EFN FAÇADE 2025, che ha presentato i risultati ottenuti con le facciate prefabbricate multifunzionali applicate a edifici dimostrativi reali. Quest’ultima iniziativa è stata organizzata nell’ambito del progetto europeo INFINITE, che ha messo in pratica la metodologia off-site. Con l’obiettivo di sviluppare tecnologie capaci di accelerare la riqualificazione edilizia su scala europea, INFINITE ha messo in pratica tecniche e tecnologie con la riqualificazione, in Italia, di quattro alloggi ERP. Come ha spiegato Martino Gubert, coordinatore per Eurac Research del progetto, gli obiettivi erano spingere il mercato verso soluzioni scalabili e replicabili, puntando a una riduzione di costi, tempi e impatti ambientali, oltre a dimostrare la robustezza delle soluzioni sviluppate e raggiungere standard nZEB (deep retrofit). I risultati della riqualificazione in Greve in Chianti (Firenze), replicati anche con interventi in Slovenia e in Francia e premiati (Miglior retrofit Energiesprong 2025 It), dimostrano che sono perfettamente fattibili. «Seppure il costo sia ancora più elevato rispetto a una ristrutturazione profonda tradizionale, i casi applicativi hanno dimostrato ottime potenzialità di sviluppo e replica. Gli stessi operatori, imprese locali, hanno convenuto che è possibile ridurre costi e tempi, una volta che si prova a lavorare con questa metodologia. L’importante è partire e provare». L’impiego dell’acciaio e delle carpenterie metalliche Il recepimento della Direttiva Case green comporterà diverse novità potenzialmente decisive per il rinnovamento del panorama edilizio. Come ha illustrato Marta Maria Sesana, professoressa dell’Università di Brescia e responsabile scientifico della Commissione sostenibilità della Fondazione Promozione Acciaio, la direttiva chiarisce e illustra cosa si intenda per edifici a emissioni zero, ricordando che la stessa prevede, entro il 2027, che gli Stati membri dovranno pubblicare una tabella di marcia nazionale che introduca valori limite di soglia per il GWP, definendo obiettivi di riduzione progressivi. Per riuscire a raggiungere gli obiettivi, occorrerà adottare soluzioni costruttive veloci da realizzare e che utilizzano meno materiale (l’off-site rientra pienamente), aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e – tra l’altro – utilizzare materiali altamente riciclabili. L’acciaio si candida in questo senso: le strutture in acciaio sono leggere e resistenti, garantiscono un elevato grado di sicurezza e di protezione in caso di terremoti, oltre a assicurare elevata resistenza al fuoco e conducibilità. I sistemi in carpenteria metallica si sposano idealmente i paradigmi dell’edilizia off-site, in Italia e a livello internazionale. La stessa docente ha illustrato i pregi degli edifici off-site in carpenteria metallica, che spaziano dalla leggerezza del sistema e dell’efficienza strutturale fino alla riduzione degli errori e alla pulizia del cantiere. L’off-site offre spazio all’innovazione Tra le possibilità offerte dall’edilizia off-site in Italia, ci sono quelle di una importante creatività costruttiva che ben si sposa con le possibilità offerte dalla digitalizzazione dei processi. Un esempio lo ha illustrato Francesca di Giacomo, architetto e fondatrice di Zeprojects, architettura nativa digitale. Si tratta di un sistema che unisce progettazione, produzione e tecnologie IoT in un unico flusso integrato. Zep, in particolare, è un sistema costruttivo modulare off-site brevettato che si affianca a una piattaforma virtuale (Zepverse) alla cui base c’è un digital twin per il monitoraggio e la gestione smart. Nasce così un ambiente phygital, che contempla l’industrializzazione dei processi costruttivi all’utilizzo di materiali edili naturali con il digitale che sovrintende alle diverse fasi. Si aprono, quindi, spazi importanti per chi avrà la capacità di investire su un tipo di edilizia innovativa, capace di migliorare le prestazioni energetiche e anche di assolvere alla necessità di una sostenibilità oggi ancora lontana. FAQ edilizia off-site Cos’è l’off-site construction? Noto anche come “Industrialised Building Systems”, l’off-site construction consiste in un approccio innovativo all’ambiente costruito e ai relativi processi produttivi e manutentivi che, attraverso l’impiego di componenti prefabbricate e assemblate in cantiere, sposta quanto più possibile le operazioni dal cantiere alla fabbrica, un ambiente maggiormente controllato in cui è possibile raggiungere standard di efficienza, qualità e sicurezza più elevati. Rientrano nell’ambito della OSC prodotti caratterizzati da diversi livelli di prefabbricazione, da singole componenti e sotto-assemblati a interi edifici modulari. Quali sono i benefici dell’edilizia off-site? I processi standardizzati possono generare risparmi sui costi consentendo economie di scala, sebbene il raggiungimento di questo vantaggio dipenda da un’adozione diffusa. Inoltre, l’aumento dell’uso di metodi di costruzione off-site può portare a una riduzione del 10-15% dei rifiuti edili durante le fasi di produzione e fabbricazione. Rispetto ai sistemi convenzionali, gli edifici prefabbricati riducono le emissioni di gas serra, il consumo di energia, la scarsità di risorse e i danni alla salute e all’ecosistema. Per quali motivi è stato avviato il progetto OFFICIO? Il progetto OFFICIO è nato per comprendere meglio il comparto dell’edilizia off-site in Italia. Il suo obiettivo è caratterizzare la filiera italiana di produzione e fornitura delle soluzioni offsite construction per la riqualificazione e l’isolamento termico degli edifici. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento