Circa il 17% della popolazione dell’UE vive in una casa sovraffollata e molti cittadini non hanno abbastanza soldi per riscaldare a sufficienza la propria abitazione. I nuovi dati pubblicati da Eurostat relativi al 2019.La qualità dell’abitare può essere misurata in molti modi, a seconda delle dimensioni, tipo e qualità degli alloggi e se siamo proprietari o in affitto. Eurostat, ufficio statistico dell’Unione Europea, ha pubblicato un Rapporto, in seguito a una ricerca fatta a livello europeo, che analizza la situazione dell’edilizia abitativa nel Vecchio Continente nel 2019, i dati non riflettono quindi l’impatto della crisi COVID-19. La pubblicazione è suddivisa in tre capitoli: Come viviamo: In una villetta o in appartamento, una casa di proprietà o in affitto. Questo capitolo propone anche statistiche sulle dimensioni e sulla qualità delle abitazioni e, non da ultimo, sull’impatto ambientale. Costo delle abitazioni: Questa sezione contiene dati sull’evoluzione dei prezzi delle case e degli affitti nell’ultimo decennio. Mostra anche la convenienza di un alloggio sia in città che nelle zone rurali. Tra il 2010 e il 2019 c’è stato un aumento dei prezzi delle case in vendita del 19%, con alcune eccezioni tra cui l’Italia, in cui sono diminuiti del 17%; nello stesso periodo l’aumento degli affitti è stato del 13%, pari a quello dell’inflazione. Costruzioni: Questo capitolo si concentra sul settore delle costruzioni e mostra l’evoluzione dell’ultimo decennio, considerando le aree più edificate in Europa. Nel 2019 il comparto ha contato per il 5,5% del PIL, valore in media con il periodo 2010-2019. Sovraffollamento Secondo i ultimi dati pubblicati da Eurostat nell’UE a 27 nel 2019 il 17,2% della popolazione viveva in una casa sovraffollata, percentuale scesa dal 19,1% del 2010. Nel 2019, i tassi di sovraffollamento più elevati si sono registrati in Romania (45,8%), Lettonia (42,2%) e Bulgaria (41,1%), e i più bassi a Cipro (2,2%), Irlanda (3,2%) e Malta (3,7%). Di contro il 33% dei cittadini europei – percentuale rimasta pressoché stabile dal 2010 – vive in una casa troppo grande per le esigenze dei suoi abitanti, si tratta perlopiù di persone anziane o coppie che rimangono in casa dopo che i figli sono cresciuti e se ne sono andati. In questo caso le percentuali maggiori si registrano a Malta (72,6%), Cipro (70,5%) e Irlanda (69,6%), e le più basse in Romania (7,7%), Lettonia (9,6%) e Grecia (10,7%). Case fredde e non impermeabilizzate Non è solo il numero di persone che vivono in una casa che influisce sulla qualità della vita, ma anche le caratteristiche dell’abitazione, per esempio la capacità di mantenere la casa calda, la mancanza di servizi igienici o le infiltrazioni dal tetto. Nell’UE nel 2019, il 6,9% della popolazione ha dichiarato di non aver avuto la possibilità di riscaldare a sufficienza la casa. Le percentuali più alte sono state osservate in Bulgaria (30,1%), Lituania (26,7%), Cipro (21,0%) e Portogallo (18,9%), e le più basse in Austria e Finlandia (entrambe 1,8%) e Svezia (1,9%); l’Italia con l’11,1% è sopra la media. Questo dato dopo il picco del 2012 (10,8%), è diminuito costantemente negli anni successivi. In media nell’UE, l’1,6 % della popolazione non dispone di servizi igienici, doccia o vasca da bagno, la percentuale più alta si registra in Romania (22,4 % della popolazione), seguita da Lituania (8,7 %), Lettonia (7,7 %) e Bulgaria (7,5 %). Infine il 12,7% della popolazione dell’UE ha avuto un problema di perdite del tetto, in questo caso le percentuali più elevate sono state osservate a Cipro (31,1%), in Portogallo (24,4%) e in Ungheria (22,3%). Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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